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Andrà davvero tutto bene?

Andrà davvero tutto bene?

Forse sì, forse no. Dipende da ognuno di noi.

Mentre da mesi le strade ed i cieli sono deserti c’è ormai un evidente sovraffollamento nel cyberspazio. E’ li che in tanti stiamo gran parte del  nostro tempo.

Ci colleghiamo per lavorare, per leggere le notizie, per mantenere vive le nostre relazioni. Mangiamo, dormiamo, ci laviamo, quello per ora ancora offline, e poi ci ricolleghiamo per distrarci con i social, con Netflix, YouTube…

Ed è proprio in questo nuovo continente in cui stiamo vivendo che è apparso quasi subito l’hashtag #andràtuttobene, che può sembrar  bello e positivo, ma che in verità ci fa correre grande rischi senza che nemmeno ce ne si accorga.

Se dico e ripeto che andrà tutto bene cosa sto dicendo a me stesso e al mondo? Sto dicendo che ora sto male, ma che poi, anche se non so quando, andrà tutto bene.

Ecco il primo rischio: posticipare la nostra felicità a una data indefinita, ad un futuro che non sappiamo nemmeno se arriverà. 

Potrà sembrare brutale, ma è semplicemente la verità: il passato è passato e non torna, il futuro, come cantava Ruggeri un’ipotesi, la sola cosa che abbiamo è il presente.

A qualcuno ora verranno in mente le dissertazioni di San Agostino sul tempo, ad altri i libri di Tolle sul potere dell’adesso, ad altri ancora il “chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza” di Lorenzo il Magnifico. Negli ultimi anni è persino diventato di moda parlare dell’importanza del qui ed ora.

Ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare e questo è il tempo di nuotare, perché questa epidemia ci sta davvero mettendo tutti alla prova: sappiamo stare in questo presente? sappiamo viverlo? sappiamo davvero cogliere la felicità di questo momento?  Se continuiamo a scrivere ovunque #andràtuttobene forse no.

C’è un presente da vivere. E con questo #andràtuttobene rischiamo di non farlo noi e di non farlo fare nemmeno ai nostri figli.

La felicità è qui ed ora, altrimenti non è.

Passiamo al secondo rischio: perdere completamente il senso dell’importanza del fare la nostra parte, sempre ed in ogni situazione.

Sembrerà molto sottile come osservazione, ma dire andrà tutto bene significa dare per scontato che comunque tutto andrà bene. Quel “comunque” non è reale, non è vero! Le cose potranno andare bene o male, e la differenza la stiamo facendo noi, qui ed oracon le nostre parolecon i nostri sorrisi, con le nostre azioni quotidiane, con la nostra capacità di attivare le nostre migliori risorse per noi, e per gli altri.

Anche i santi, modelli di fede e di speranza, avevano chiara l’importanza di fare la nostra parte per migliorare noi ed il mondo. Un esempio? San Ignazio di Loyola che completava il suo “prega come se tutto dipendesse da Dio” con “…e agisci come se tutto dipendesse da te.”

Se non faremo la nostra parte, qualcuno deciderà per noi, e non è detto che sarà qualcosa che a noi piacerà.

Stiamo vivendo in una situazione delicata e critica a tutti i livelli – sanitario, economico, politico, ecologico – e non possiamo permetterci di lasciare che altri facciano, che altri decidano.

La Pandemia ha limitato la nostra libertà di movimento fisico, ma non deve limitare la nostra libertà di pensiero e di azione. 

Proviamo a guardare le cose da un altro punto di vista. Lasciamo per un attimo da parte questa nostra pandemia ed entriamo in un campo di concentramento. Siamo rinchiusi lì e non sappiamo cosa ci succederà, e ad un certo punto appare ovunque questa scritta: #andràtuttobene. Come reagiamo? Pensiamo  a qualcuno che dall’alto o da fuori verrà a salvarci?

So che l’esempio sembra esagerato, ma l’ho scelto perché in questi giorni mi sono chiesta quale hashtag avrebbe usato Victor Frankl in questa pandemia. Lui, psicologo in un lager, fondatore della logoterapia, che ci ha insegnato che l’ultima delle libertà umane è quella di scegliere come rispondere ad ogni situazione, su quale messaggio avrebbe puntato? Forse… #scelgolavita #dounsenso.

So che chi ha iniziato a diffondere #andràtuttobene lo ha fatto con le migliori intenzioni, per comunicare speranza, per incoraggiare e so anche che nel dover sintetizzare si perdono sempre dei pezzi, ma un bel #facciolamiaparte sarebbe stato altrettanto forte, e sicuramente più generativo di presenza responsabile.

Ora che è ancora più evidente quanto siamo tutti interconnessi è diventato davvero urgente vivere consapevolmente e responsabilmente, offline e online. Andrà tutto bene se e solo se ognuno di noi farà la propria parte. Scegliamo la vita. Facciamo la nostra parte. Diamo un senso a tutto questo.

#scelgolavita #facciolamiaparte #dounsenso / di Samantha Marcelli

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