La preghiera

La preghiera.

” I sentieri del Giardino Infinito devono essere attraversati dal corpo, dal cuore e dalla mente come una sola cosa…” dal Vangelo Esseno della Pace.

Gli antichi, ci hanno chiaramente indicato un modo di pensare, che ci permette di ridefinire ciò che sperimentiamo all’esterno, rivolgendo la nostra attenzione a ciò che siamo diventati all’interno di noi.

Per poter cambiare le condizioni del mondo esterno, si viene invitati a formare, interiormente, le condizioni che desideriamo realizzare all’esterno. Quando lo facciamo, un nuovo stato di salute o di pace si rispecchia nel mondo intorno a noi. Per portare la pace a coloro che amiamo, dobbiamo prima diventare quella pace. Con la capacità di visione che li caratterizzava, i saggi Esseni stabilirono delle chiare distinzioni tra emozione, pensiero e sentimento. Sebbene siano molto apparentati , il pensiero e l’emozione devono essere dapprima considerati come indipendenti e solo in seguito vanno uniti e fusi nel sentimento, che diventa così il linguaggio silenzioso della creazione. Le descrizioni che vengono trascritte qui di seguito sono le chiavi che ci conducono nel cuore della nostra modalità perduta di preghiera.

EMOZIONE

L’emozione può essere considerata la fonte di potere, che ci spinge avanti nella vita verso i nostri obiettivi. E’ attraverso l’energia delle nostre emozioni che alimentiamo i nostri pensieri per renderli reali. Il potere dell’emozione, comunque, può essere di per sé sparso e senza direzione. In presenza del pensiero le nostre emozioni acquistano una direzione, poiché immettono la vita dentro l’immagine dei nostri pensieri. Le tradizioni antiche indicano che siamo in grado di avere due emozioni primarie. In termini forse più accurati, possiamo dire che durante la nostra esistenza sperimentiamo varie condizioni che sono riducibili a una singola emozione. L’amore è un estremo di tali condizioni. Qualunque cosa crediamo sia l’opposto dell’amore è il secondo estremo, spesso descritto in termini di paura. La qualità delle nostre emozioni determina il modo in cui le esprimiamo. Talvolta l’emozione è fluida, talaltra è depositata all’interno dei tessuti del nostro corpo ed è estremamente allineata col desiderio, la forza che spinge la nostra immaginazione verso la risoluzione.

PENSIERO

Il pensiero può essere considerato il sistema di guida che indirizza le nostre emozioni. E’ l’immagine o idea Creata dal pensiero a determinare dove sono dirette le emozioni e l’attenzione. Il pensiero è strettamente associato all’immaginazione. Cosa che sorprende molti, il pensiero di per sé ha poca forza; rappresenta solo una possibilità, priva dell’energia necessaria a dargli vita. Questa è la bellezza del pensiero puro. In assenza di emozioni, non c’è potere per rendere reali i nostri pensieri. E’ il dono umano di saper manifestare il pensiero in assenza di emozione, ciò che ci permette di modellare e simulare le possibilità della vita senza pericolo, senza creare paura o caos nella nostra esistenza. E’ soltanto col nostro amore o con la nostra paura verso gli oggetti dei nostri pensieri, che noi immettiamo la vita nelle creazioni della nostra immaginazione.

SENTIMENTO

Il sentimento può esistere solo in presenza del pensiero e dell’emozione, poiché rappresenta l’unione di entrambi. Quando sentiamo, stiamo sperimentando il desiderio delle nostre emozioni fuso con l’immaginazione dei nostri pensieri. Il sentimento è la chiave della preghiera, poiché la creazione risponde al mondo del sentire umano. Quando attraiamo o allontaniamo da noi le persone, le situazioni e le condizioni che incontriamo nella nostra esperienza, osserviamo i nostri sentimenti e capiremo perché ciò accade. Per provare un sentimento, dobbiamo prima avere sia un pensiero che un’emozione. La sfida che incontriamo nello sviluppare il nostro più alto potenziale personale risiede nel saper riconoscere quali pensieri ed emozioni sono rappresentati dai nostri sentimenti.

A partire da queste tre definizioni scarne e forse troppo semplificate, appare chiaro perché è impossibile “cacciare il pensiero” di esperienze paurose e dolorose. Il pensiero è solo una delle componenti dell’esperienza umana, il “vedere” mentalmente dei risultati possibili. Il dolore, tuttavia, è un sentimento, il prodotto del nostro pensiero alimentato dal nostro amore o dalla nostra paura verso ciò che la nostra mente crede sia accaduto. Tenendo conto di questa formula, i maestri esseni, ci invitano a guarire il ricordo delle nostre esperienze più dolorose cambiando l’emozione collegata a quell’esperienza.

Fornendo una base antica al moderno assioma ” l’energia segue l’attenzione”, una coincisa parabola tratta dal perduto Vangelo Q così descrive il concetto : ” Chiunque cerchi di proteggere la propria vita, la perderà”. Queste poche parole spiegano perché talvolta noi attiriamo nella nostra vita proprio le esperienze che meno vorremmo avere. In questo esempio il modello suggerisce che, preparandoci e difendendoci contro ogni possibilità e situazione in cui potremmo perdere la vita, in realtà stiamo portando l’attenzione proprio verso quell’esperienza che abbiamo scelto di evitare. Attraverso il non volerla, creiamo le condizioni che le permettono di esistere. Anziché focalizzare la nostra attenzione su ciò che non vogliamo, possiamo però operare a un livello di scelta superiore, identificando ciò che scegliamo di portare nella nostra vita e vivendo da quella prospettiva. Le affermazioni forniscono un magnifico esempio di questo principio.

In tempi recenti, le affermazioni sono diventate molto popolari presso coloro che seguono taluni insegnamenti spirituali ed esoterici. Tali tradizioni suggeriscono che affermando molte volte al giorno le stesse cose che scegliamo di sperimentare nella vita, esse si realizzeranno. La regola di base è che meno complessa è l’affermazione, più chiaro sarà il suo effetto. Le parole delle nostre affermazioni spesso riflettono un desiderio di cambiamento, come ad esempio : “ Io vivo nell’abbondanza, ora e in tutte le manifestazioni future”.

Abbiamo identificato il pensiero in termini di un sistema di conduzione, un programma direzionale dell’energia che vogliamo muovere nel nostro mondo. In assenza del potere che lo alimenta, il pensiero rimane una possibilità a livello mentale. Il potenziale del pensiero in assenza dell’energia che lo alimenta va sotto il nome di desiderio. Affinché il nostro pensiero acquisti potere, dobbiamo energizzarlo. Forse questo spiega perché talvolta le nostre preghiere non ricevono risposta. In mancanza di un potere che porti in vita le nostre preghiere e affermazioni, esse possono esistere indefinitamente a livello potenziale, cioè come desideri ben intenzionati.

E’ il dono umano dell’emozione che dà potere alla possibilità di realizzare un desiderio. Se ammattiamo di poter scegliere l’emozione dell’amore oppure quella della paura per alimentare il nostro pensiero, vediamo che spesso e volentieri il nostro bisogno di qualcosa si basa sulla paura.

Il più grande potere della creazione potrebbe essere la GIOIA, andata perduta per l’Occidente millecinquecento anni fa, il cui meccanismo proviene dal ricordarci del nostro potere di portare benessere, abbondanza, salute, sicurezza e piacere nella nostra vita, e divertirci nel farlo! Oltre ad aver scoperto come funziona la nostra tecnologia interiore della preghiera, ora abbiamo un modo per cambiare gli elementi della preghiera affinché ci servano meglio in futuro.

Quando creiamo dei sentimenti a proposito delle cose che scegliamo di sperimentare nel mondo, noi immergiamo nelle possibilità della creazione un sentimento in forma di immagine, quel tanto di energia che basta affinché si sviluppi una nuova possibilità. La chiave di questo sistema, però, è che la creazione restituisce precisamente ciò che la nostra immagine aveva mostrato. L’emozione che colleghiamo all’immagine attrae la possibilità di quell’immagine. Quando ” non vogliamo ” qualcosa, un ‘emozione basata sulla paura, la nostra paura in realtà alimenta ciò che diciamo di non volere. Queste leggi ci invitano a are forza alle nostre scelte, mettendo a fuoco le esperienze positive che scegliamo, anziché preparandoci per le cose negative che non vogliamo. La creazione realizza semplicemente le conseguenze dei nostri sentimenti, perpetuando ciò di cui abbiamo mostrato un’immagine. Questo è l’antico segreto di una modalità di preghiera andato perduto nel quarto secolo d.C.

Vengono identificate quattro classi o modalità di preghiera:

Preghiera colloquiale

Quando parliamo con Dio con parole nostre, descrivendo informalmente dei problemi o ringraziandolo dei doni che abbiamo ricevuto: ” Caro Dio, per favore, se per questa volta permetti……, prometto che non farò mai più…..”.

Preghiera di petizione

In questo tipo di preghiera ci rivolgiamo alle forze creative del mondo per ricevere determinate cose o risultati benefici. La preghiera di petizione può essere formale o detta con parole nostre : ” O potente presenza dell’Io Sono”, invoco il mio diritto alla guarigione”.

Preghiera ritualistica

In questo caso si ripete una sequenza precostituita di parole, soprattutto in situazioni speciali o prescritte. Le preghiere dette prima di addormentarsi come “Angelo Custode proteggi il mio sonno”, oppure prima dei pasti come “Rendiamo grazie per questo cibo” sono esempi tipici.

Preghiera meditativa

Una preghiera meditativa va al di là delle parole. Nella meditazione siamo silenziosi, immobili, aperti e coscienti della presenza delle forze creative presenti nel mondo e nel nostro corpo. Grazie alla nostra immobilità, permettiamo alla creazione di esprimersi attraverso di noi nel momento presente.

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Per molti la pratica della meditazione esula dallo scopo della preghiera. In senso stretto, però, se la meditazione implica un pensiero, un sentimento e un’emozione, può essere definita sia come una meditazione che come una preghiera.

Le quattro tipologie appena descritte, usate individualmente o in combinazione fra loro, costituiscono il corpo centrale delle modalità di preghiera usate oggi in occidente.

Nelle tradizioni indigene ed esoteriche compaiono dei riferimenti a una modalità di preghiera che apparentemente non si adatta a nessuna di queste categorie. I muri dei templi egiziani, le tradizioni dei nativi americani del nord e i curanderos (guaritori) delle montagne del Perù hanno dimostrato una forma di preghiera che non viene presa in considerazione dalle tradizioni occidentali. E’ possibile che esita una quinta modalità, che ci permette di fondere pensieri, ed emozioni in una singola, potente forza creativa? Inoltre ci chiediamo: è questa la forza che spalanca direttamente i processi di guarigione dei nostri corpi e del nostro mondo? I testi antichi,e anche gli studi moderni,indicano che la risposta è sì.

Il segreto della nostra modalità perduta di preghiera consiste nello spostare la nostra prospettiva della vita, sentendo dentro di noi che il “miracolo” è già accaduto e che le nostre preghiere sono già state esaudite. I popoli indigeni di tutto il mondo serbano il ricordo di questa preghiera nei loro testi più sacri e nelle loro più antiche tradizioni. Oggi abbiamo l’opportunità di convogliare questa saggezza nella nostra vita, pronunciando preghiere di gratitudine per qualcosa che si è già verificato, anziché chiedere che le nostre preghiere vengano esaudite.

Il sentiero esistente fra l’uomo e le forze di questo mondo comincia nei nostri cuori, iniziamo la nostra preghiera per tutto ciò che è e per tutto ciò che è stato, per il calore e la siccità, perché così sono andate le cose fino al momento presente. Non è una cosa buona e nemmeno una cosa cattiva.

Dobbiamo prima avere in noi i sentimenti collegati a ciò che decidiamo di sperimentare. Così facendo piantiamo i semi di una nuova via da percorrere, da quel punto in poi la nostra preghiera si trasforma in ringraziamento per l’opportunità di scegliere quale creazione vogliamo sperimentare. Attraverso la gratitudine noi rendiamo omaggio a tutte le possibilità, e portiamo in questo mondo quelle che scegliamo.

Un paragone tra la versione ampliata contenuta nel testo in aramaico di una preghiera, che per generazioni, è stata insegnata agli studenti di religione nelle scuole domenicali e la moderna versione biblica della preghiera, riserva grosse intuizioni sulle possibilità offerte da questa tecnologia perduta.

La versione moderna è la seguente:

” Se chiederete qualcosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena “.

Così recita la versione originale in aramaico, ritradotto:

” Tutte le cose che chiedere onestamente, direttamente… da dentro il mio nome, vi verranno date. Fino ad oggi non avete fatto questo. Chiedete, tutte le cose che chiederete onestamente, senza motivi nascosti e siate circondati dalla vostra risposta. Siate avvolti da ciò che desiderate, perché la vostra gioia sia piena…”

Con parole di un’altra epoca, siamo invitati ad abbracciare la nostra modalità di preghiera sotto forma di una consapevolezza che impersoniamo, anziché come un’azione prestabilita che compiamo in determinate occasioni. Invitandoci a essere “circondati” dalla nostra risposta e “avvolti” da ciò che desideriamo, questo antico passo mette l’accento sul potere dei nostri sentimenti. A questo punto, le nostre preghiere si trasformano in ringraziamento per ciò che abbiamo creato, anziché essere una richiesta che la nostra creazione si realizzi.

Dobbiamo riconsiderare una parola che forse ha perso il suo significato in tempi recenti, si tratta della parola FEDE, la fede diventa l’accettazione del nostro potere in quanto forza capace di imprimere una direzione alla creazione. E’ questa prospettiva unificata che ci permette di procedere nella vita,con la fiducia di aver seminato nuove possibilità grazie alle nostre preghiere. La fede ci permette di essere certi che le nostre preghiere si realizzano. Con questa conoscenza, le nostre preghiere diventano espressione di gratitudine, dando vita alle nostre scelte e facendole sbocciare nel mondo.

Le attuali pratiche religiose e spirituali ci hanno chiesto di intessere l’ordito della preghiera nel tessuto della nostra esistenza. Raramente, però,ci hanno mostrato come farlo. Esistono testi contenenti un’eredità di saggezza che risale a prima della storia umana e che ci dimostrano i raffinati elementi di questa potente tecnologia, andata perduta da tempi immemorabili. Dopo aver identificato le tre componenti di pensiero, sentimento ed emozione, gli Esseni ci hanno realmente mostrato come fonderle in un’ unica attuazione! L’hanno fatto indicando un comune denominatore, che collega la fine della sofferenza con l’allineamento delle componenti della preghiera. La migliore descrizione di questo collegamento ci viene data dai maestri stessi dell’arte della preghiera:

Il Figlio dell’Uomo cercherà prima di tutto la pace del corpo; perché il corpo è come uno stagno di montagna: quando è calmo e limpido rispecchia il sole, ma quando è pieno di fango e sassi non rispecchia nulla.

Poi, affinché l’angelo della Saggezza possa guidarlo, il Figlio dell’Uomo cercherà la pace nel pensiero…. Non esiste, né in cielo né in terra, un potere più grande dei pensieri del Figlio dell’Uomo. Anche se è invisibile agli occhi del corpo, ogni pensiero è fornito di una grande potenza, e la sua forza può persino scuotere i cieli.

Poi il Figlio dell’Uomo cercherà la pace dei suoi sentimenti….Dobbiamo dunque sollecitare l’Angelo dell’Amore, affinché entri nei nostri sentimenti e li purifichi; e allora tutto ciò che era impazienza e discordia si trasformerà in armonia e pace.

“Cercate l’Angelo della pace in tutto quello che vive, in tutto ciò che fate e in ogni parola che pronunciate. Perché la pace è la chiave di tutta la conoscenza, di tutti i misteri e di tutta la vita”.

Il Vangelo di Marco, capitolo dodici, versetto trenta ci svela il modo in cui gli elementi della preghiera si fondono per formare un tutt’uno che ha lo stesso punto focale. Per creare questo potere, ci viene richiesto di amare in un modo molto specifico: ” Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutte la tua forza. Secondo la prospettiva essenza del nostro rapporto col Creatore, noi siamo uno con il Padre celeste : ” Accanto al fiume sta il sacro Albero della Vita. Là dimora mio Padre e la mia dimora è in Lui. Il Padre Celeste ed io siamo Uno”. La divina scintilla della creazione e del nostro Creatore palpita in ogni essere umano della terra. Per mettere a fuoco la preghiera, dobbiamo amare il principio creativo stesso della vita, il nostro Creatore, con tutto il cuore, con tutta l’anima, la mente e la forza che c’è in noi. Poiché siamo uno con il nostro Padre celeste, amando lui amiamo anche noi stessi. E’ attraverso il corpo, il cuore e la mente che noi sperimentiamo pensiero, sentimenti ed emozioni. Anche se sentiamo di avere un controllo limitato sulle nostre percezioni, è proprio il legame che abbiamo con esse che ci permette di scegliere la qualità delle nostre esperienze. Conosci questa pace con la mente, desidera questa pace col cuore, realizza questa pace col corpo.

Attraverso la logica della mente, dobbiamo concepire la pace come qualcosa di reale e dobbiamo provarlo a noi stessi, dimostrando che è possibile trovare la pace nella vita quotidiana e nel mondo. Con la forza del cuore, dobbiamo poi desiderare che questa pace sia in tutto ciò che sperimentiamo. La pace esiste già in questo mondo. La nostra sfida è cercarla e trovarla, perfino nei luoghi dove potrebbe sembrare che non esista. E’ attraverso il corpo che esprimiamo la mente e il cuore, e siamo noi che scegliamo le azioni da offrire al mondo. Questo passo ci ricorda di far si che le nostre azioni risecchino all’esterno le scelte che abbiamo già preso interiormente.

Il pensiero, il sentimento e l’emozione sono vibrazioni che noi proiettiamo sulla raffinata sostanza della coscienza. Ciascuna di esse produce un effetto. Dobbiamo unificare pensiero, emozione e sentimento e vivere secondo i desideri del nostro cuore ” Dovete abbandonarvi mentalmente al vostro desiderio già avverato attraverso il vostro amore per quello stato e, facendo ciò, dovete vivere nel nuovo stato e non più in quello vecchio”. (Neville) Le nostre preghiere prendono vita quando riusciamo a mettere a fuoco il sentimento corrispondente al desiderio che abbiamo in cuore, anziché il pensiero del nostro mondo conoscitivo.

Noi facciamo parte di tutto ciò che percepiamo. Essendo agglomerati di atomi, molecole e composti, siamo fatti esattamente degli stessi elementi di cui è fatto il nostro mondo, niente di più e niente di meno. Questo principio è il fondamento di molte credenze antiche e indigene e ci ricorda che, attraverso fili invisibili e innumerevoli legami, noi facciamo parte di ogni espressione vitale. In un mondo in cui vige una simile risonanza, ogni roccia, albero, montagna, fiume e oceano fa parte di noi. Qualunque evento accada ai materiali di cui è fatto il mondo, esso viene percepito dal nostro organismo. I materiali che ci circondano nella vita quotidiana rispecchiano le scelte di vita che abbiamo fatto. Senza eccezioni, le abitazioni, le automobili, gli animali domestici e la terra rispecchiano in ogni momento qualità, implicazioni e conseguenze delle nostre scelte di vita.

Gli eruditi dello gnosticismo si rivolgevano alle generazioni future col linguaggio del loro tempo, ricordando che la terra è dentro di noi, che noi siamo in lei e che entrambi siamo intimamente coinvolti in ogni aspetto di ciò che sperimentiamo. I maestri Esseni concepivano il corpo umano come un punto di convergenza nel quale le forze della creazione si uniscono per esprimere la volontà di Dio. Consideravano il tempo che gli esseri umani trascorrono insieme come un’opportunità per condividere esperienze di collera, rabbia, gelosia e odio a cui talvolta vorremmo sfuggire o che tendiamo a giudicare. I nostri corpi fisici sono però anche i veicoli che ci permettono di levigare in noi l’amore, la compassione e il perdono, le qualità che ci elevano fino alle più alte espressioni di umanità. Per questo motivo, gli antichi vedevano il corpo umano come un luogo sacro, il tempio tenero e vulnerabile della nostra anima. Infatti è proprio all’interno del tempio corporeo che le forze del cosmo si uniscono, dando forma all’espressione di tempo, spazio e materia. Più precisamente lo spirito opera attraverso la materia, all’interno dell’esperienza spazio – temporale, per trovare la sua più piena espressione.

(Tratto da L’Effetto Isaia di Gregg Braden e dal Vangelo Esseno della pace)

” Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che fa vibrare le particelle di un atomo e che tiene insieme il minuscolo sistema solare dell’atomo… Dobbiamo supporre l’esistenza di una mente conscia e intelligente dietro a questa forza. Questa mente è la matrice di tutta la materia “. Max Planck

di Anna Maria Piantanida – Fonte Rosacroceoggi

APPROFONDIMENTI

  • L’ ‘Effetto Isaia – Decodificare la scienza perduta della preghiera e della profezia. La scienza dei quanti suggerisce l’esistenza di molti futuri possibili per ciascun momento della nostra vita. Ogni futuro esiste in uno stato di riposo finché non viene risvegliato dalle scelte fatte nel presente. Un manoscritto di duemila anni fa, compilato dal profeta Isaia, descrive queste possibilità con un linguaggio che stiamo cominciando ora a comprendere.
  • Il Vangelo Esseno della Pace – Questo è uno di quei libri che può mettere in crisi. Esso è stato tradotto da antichi manoscritti dei primi secoli dopo Cristo e contiene gli insegnamenti che Gesù impartiva nei riguardi della alimentazione e di altre regole igieniche di vita, al punto di lasciarci con gli occhi sbarrati.
  • Il Padre Nostro – Nella più grande preghiera di Gesù la formula per guarire la tua vita. Scopri il profondo significato spirituale della Preghiera del Signore. Gli insegnamenti di Gesù impressi nella preghiera del Padre Nostro sono a disposizione di tutti e ci guidano verso la vera libertà, verso la trasformazione delle nostre vite in quello che desideriamo che siano, grazie alla Legge della Mente a cui tutti abbiamo accesso se sappiamo come usarla.
  • La Preghiera Segreta – La formula dei Tre Passi per attrarre miracoli. La forza della preghiera può attrarre veri e propri miracoli! La Preghiera Segreta contiene la chiave per connetterti con la tua parte divina e realizzare i tuoi desideri raggiungendo i tuoi obiettivi.
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