Trasformare il veleno in medicina

Trasformare il veleno in medicina – La nostra felicità non dipende da qualcun’ altro. . . Quel particolare tipo di felicità DURATURA, che può essere il fondamento della nostra vita, non è dipendente da cause esterne, può scaturire solo dall’INTERNO. E’ questo cambiamento interiore, nell’INTERPRETAZIONE della realtà, che da solo determina il successo o la sconfitta nella ricerca di una vita felice…

Se siamo deboli i problemi ci sovrastano e diventano insormontabili, un vero e proprio Monte Everest da scalare. Se siamo forti , rimpiccioliscono e diventano solo una PROVA che possiamo SFIDARCI a superare.

Inoltre, questa nuova percezione della realtà , trasforma l’intera natura dell’equazione. La sfida non sta più nell’affrontare il problema , ma nel diventare PIU’ FORTI, nel costruire una FORZA INTERIORE tale, da non farsi abbattere dall’insorgere delle difficoltà. Questo cambiamento, rappresenta il nocciolo di tutta la faccenda e una delle promesse solenni della pratica del Buddismo di Nichiren  è quella di accrescere costantemente la nostra SICUREZZA INTERIORE e la nostra AUTOSTIMA.

Il paradosso straordinario che sta al centro di questa pratica è che non basta vedere PROBLEMI e DIFFICOLTA’ come fattori inevitabili della vita. Dobbiamo IMPARARE a considerarli FONDAMENTALI per la nostra CRESCITA e la nostra FELICITA’…(stimolo per un’ulteriore crescita)…L’idea essenziale del buddismo quindi è , che i problemi e le difficoltà siano uno STRUMENTO , un’OPPORTUNITA’, per la nostra crescita SPIRITUALE. Se ci pensate un attimo , sono l’unica “palestra spirituale” in città , la prova indispensabile senza la quale non possiamo sviluppare il “muscolo dello spirito”, che serve a condurre una vita ricca e felice.E’ un dato di fatto, e tutti ne abbiamo sperimentato il funzionamento.

Quando superiamo un problema , proviamo un grande senso di soddisfazione personale più grande è il problema risolto , maggiore è l’ebbrezza provata. Per un pò ci sentiamo forti e gratificati, abbiamo maggiore fiducia nella nostra capacità di affrontare le difficoltà, non solo in quelle particolari situazioni, ma in ogni circostanza della vita e delle nostre attività.Questo è un punto chiave. Da quella maggiore sicurezza deriva un maggiore senso di benessere. In fondo il buddismo chiede solo di avere sempre ben presente quest’idea e di esserne ben consapevoli, rafforzandola con l’ENERGIA e la SICUREZZA INTERIORE che DERIVANO dalla PRATICA QUOTIDIANA.

Questo è l’atteggiamento diverso a cui tendiamo : i problemi rimangono gli stessi, ma la nostra CONVINZIONE di poterli SUPERARE è PROFONDAMENTE CAMBIATA, e se siamo certi di poterli superare , questi nostri problemi CAMBIANO ASPETTO, e non appaiono più così preoccupanti o intimidatori.

Per questo li chiamiamo : SFIDE !

E’ anche questo un cambiamento estremamente significativo , in quanto i problemi sono comunemente considerati NEGATIVI e DEPRIMENTI . Mentre le SFIDE sono STIMOLANTI ed EDIFICANTI.

E’ importante sottolineare che non stiamo parlando di STOICISMO, non stiamo dicendo di sopportare le difficoltà, o di sviluppare spalle larghe per potere sostenere grossi pesi. Stiamo parlando di TRASFORMARE le difficoltà , in una fonte di BENESSERE per noi e gli altri. Un insegnamento che all’inizio può sembrare “strano” , per non dire “astruso” , si rivela dunque immensamente LIBERATORIO.

Il buddismo ci insegna che paradossalmente, se crediamo che la nostra FELICITA’ dipenda dall’assenza di problemi e difficoltà , stiamo mettendo in atto una strategia destinata a fallire, perchè NON ESISTE una simile condizione!

Se invece tendiamo ad un PROFONDO e DURATURO BENESSERE da mettere al centro della nostra vita, possiamo trovarlo solo in mezzo ai PROBLEMI che la vita ci pone DAVANTI, AUMENTANDO IL CORAGGIO e la SAGGEZZA per sfidarli e superarli ! (tratto dal libro : “Il buddista riluttante – Viaggio di un occidentale alla scoperta del buddismo”) Fonte descrizione video

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Il buddista riluttante – «Mi sono avvicinato al Buddismo armato di un acuto scetticismo riguardo la sua possibile integrazione e rilevanza in un contesto occidentale moderno. Adesso sono convinto del grande valore che può rivestire nella vita di chiunque, in qualsiasi parte del mondo. considero quell’iniziale scetticismo come i migliore requisito per la stesura di questo libro.» (William Woollard)

Nella sua carriera William Woollard ha ricevuto diversi premi per il suo lavoro di autore e conduttore di trasmissioni televisive di divulgazione a carattere scientifico. Lui stesso spiega che il nocciolo del suo lavoro è sempre consistito nell’affrontare un argomento difficile, magari ostico e riservato agli specialisti, e trasformarlo in una questione che attrae lo spettatore e lo incuriosisce. Con atteggiamento analogo ha elaborato nel corso di alcuni anni le sue riflessioni sulla filosofia buddista, cercando di aiutare ad approfondire le loro conoscenze i molti buddisti riluttanti nei quali si imbatteva.

«Il Buddismo insegna una straordinaria verità: la felicità non è questione di casualità o fortuna. È sostanzialmente una scelta e noi possiamo imparare come metterla in pratica.»

Il buddista riluttante  – di William Woollard 

Il buddista riluttante 1

Il buddhismo è una religione e una filosofia basata sugli insegnamenti di Gautama Siddhartha, detto akyamuni, maestro spirituale vissuto nell’India del Nord circa tra il 563 AC ed il 483 AC. Egli era detto Buddha, ovvero colui che è risvegliato. Il Buddha nacque durante il viaggio che doveva portare la regina Maya, moglie del nobile guerriero Suddhodana, a partorire il primo figlio nella casa paterna.

Ma la tradizione vuole che la giovane non raggiunse mai la casa e partorisse in un boschetto, mettendo al mondo colui che sarebbe diventato il Buddha. Prima di intraprendere la sua ricerca spirituale, egli viveva nell’agio presso il palazzo del padre. Poco prima di compiere trent’anni il Buddha conobbe delle persone molto malate e queste esperienze gli fecero realizzare la precarietà e la temporaneità del suo stato di agio.

L’origine del buddismo  è puramente filosofica: lo stesso Buddha non voleva essere oggetto di venerazione, il culto della sua persona venne solo in seguito, quando la dottrina (Dharma) e la disciplina (Vinaya) insegnati dal Buddha si propagarono lontani dalla sua terra d’origine e presso popoli di altre culture e religioni grazie al proselitismo dei suoi seguaci.

Manuale di un Monaco Buddhista per Abbandonare la Rabbia –  Accumulare energia positiva per trovare un animo sereno, 

La rabbia è un sentimento potente. È velenoso.

Offrendo un’illusione di forza, essa esercita sull’animo uno stimolo molto più intenso del senso di appagamento. Più ce ne serviamo però, più la sua energia aumenta trascinandoci in una spirale di negatività: il corpo secerne sostanze sgradevoli che finiscono col danneggiarlo e l’anima non riesce più a provare gioia in nessuna situazione.

La rabbia è intimamente connessa agli altri due nemici della mente: il dubbio e il desiderio. Una mente che la rabbia allontana dalla realtà è destinata a vagare nel dubbio, e il dubbio genera il desiderio. Ma il desiderio «si svuota nel momento stesso in cui viene appagato» e genera a sua volta infiniti pensieri negativi.

Con linguaggio semplice e chiaro, senza l’obiettivo di «convertire» il lettore al buddhismo, l’autore ci spiega come spezzare questo circolo vizioso e ci insegna a controllare i pensieri negativi in modo da non fare del male a noi stessi e a chi ci vive accanto.

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Crediti immagine Fresh Paint

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