La Metafisica per tutti

LA METAFISICA PER TUTTI Conny Mendez – Un programma per la realizzazione personale

INTRODUZIONE

Il presente libretto è stato scritto con quelle che l’autrice definisce parole da un centesimo; ossia in termini semplici e comprensibili adatti a coloro che hanno bisogno di conoscere la Verità in parole semplici e chiare. La parola “Metafisica” vuol dire “al di là di ciò che è fisico”, ed indica la scienza che tratta e studia tutto quello che non è percepibile dai sensi.

Questa scienza dà una spiegazione logica a tutto quello che non comprendiamo, a tutto ciò che è misterioso e per il quale la scienza ufficiale non dà nessuna spiegazione valida. Avrai modo di verificarlo da solo continuando a leggere questo libretto.

Ogni volta che sentiamo o leggiamo qualcosa di nuovo, per noi sconosciuto, una parte della nostra mente si risveglia e, quando ci imbattiamo nuovamente in quell’idea, la comprendiamo un po’ meglio.

Il nostro cervello comincia a elaborarla ed in poco tempo tutto è chiaro in noi e accettiamo quell’idea, l’adottiamo e la mettiamo in pratica automaticamente. È in questo modo che ci svegliamo, evolviamo e miglioriamo.

METAFISICA 1

Non è necessario fare sforzi sovrumani per far entrare le cose in testa. È un processo naturale, anche se occorre molta buona volontà per rileggere, tornare a leggere e nuovamente rileggere fino a quando ciò che è stato appreso sarà anche stato assimilato. Porta con te, nella tua cartella o nella tua borsa, una copia di questo libretto. Mettine un’altra sul tuo comodino.

Rileggilo spesso, soprattutto quando ti si presenta un problema, oppure quando devi affrontare una situazione dolorosa o spiacevole, non importa di cosa si tratta.

Ti succederà qualcosa di meraviglioso: il libretto ti si aprirà alla pagina che più ti si addice e penserai: “Sembra che questo sia stato scritto proprio per me!”. Gesù Cristo disse: “Nella casa di mio Padre ci sono mo lti posti” (Gv 14:2). La Metafisica, cioè lo studio delle leggi mentali spirituali, è in uno di questi posti. Essa non si mescola con lo spiritismo, sebbene anche quest’ultimo sia una scienza della Casa del Padre.

Mi auguro che questa piccola opera ti porti tutta la pace e la prosperità che ha portato a tanti altri. Che il Signore ti accompagni e ti benedica. Conny Mendez

Quando l’allievo è pronto appare il Maestro

Esiste una legge, la “legge di affinità”, per la quale chiunque è pronto per avanzare nella sua evoluzione spirituale sarà automaticamente avvicinato da chi lo può aiutare. Per questo motivo non è affatto produttivo andare in giro a fare del catechismo. Non obbligare nessuno a ricevere lezioni sulla Verità, perché ti può succedere che coloro che tu credevi più predisposti si rivelino come i meno interessati a essa. Esiste una antica massima che dice: “quando il discepolo è pronto appare il Maestro”.

PRIMA PARTE

IL CRISTIANESIMO DINAMICO Il mondo ha bisogno di veri discepoli, di veri spiritualisti che vivano in accordo con le Leggi Divine, con la scienza della vita. Omraam Mikhael Aivanhov

Un candidato a svolgere un determinato compito, prima di iniziare il suo lavoro, riceve le istruzioni in merito e ne studia le modalità. Nonostante ciò, c’è qualcuno che intraprende il suo incarico totalmente alla cieca, senza istruzioni, senza tecnica, senza bussola, progetto o disegno, senza alcuna nozione rispetto a ciò che dovrà fare. Costui è l’essere umano che dalla nascita deve far fronte all’arduo compito di VIVERE. Senza neppure sapere cos’è la Vita, senza sapere perché alcune vite trascorrono tra l’opulenza e le soddisfazioni, mentre altre tra la miseria e le sofferenze. Alcune vite, pur iniziando con tutti i vantaggi che può dare una famiglia amorevole, sono poi perseguitate da varie sventure.

Così l’essere umano si dibatte in un insieme di congetture, tutte errate, fino al giorno in cui arriverà l’ora di mo rire senza che abbia intuito, neppure lontanamente, la Verità riguardo lo scopo che si cela dietro tutto il suo travaglio. Questa Verità, riguardante l’uomo e il suo destino, purtroppo non viene più insegnata dalle varie Chiese che sono sprofondate nel materialismo. Per poterla ritrovare dobbiamo rivolgerci alle antiche tradizioni: la Metafisica è una di queste. Se voi state studiando Metafisica in questa vita, significa che nelle vite precedenti avete frequentato a sufficienza le varie Scuole che insegnano in modo materialistico.

Le sette Leggi Universali – Ciò che bisogna assolutamente conoscere è l’insieme di Leggi Universali, con cui Dio ha Creato il nostro universo. Queste Leggi sono sempre in azione e rappresentano dei Prìncipi immutabili. Sai cos’è un Principio? È una Legge immutabile nel tempo e nello spazio; una Legge che non manca mai di funzionare e che non fa’ alcuna eccezione. Per ottenere pienamente i benefici che racchiudono gli insegnamenti che ti verranno presentati è necessario che tu comprenda molto, molto bene, questi Principi o Leggi, che reggono il nostro universo. Vi sono sette Leggi fondamentali che stanno alla base di tutte le altre, esse sono: Creazione, Corrispondenza, Vibrazione, Polarità, Ritmo, Causa ed Effetto e Generazione.

Ricorda sempre che la divisione e la numerazione sono impiegate qui solamente per facilitare la comprensione; le sette Leggi Universali in realtà, si intrecciano tra loro e agiscono congiuntamente, in ogni tempo, luogo o situazione.

1. Legge di Creazione: “Tutto ciò che esiste è null’altro che un’idea generata da una Mente”. Creare significa fare dal nulla; l’universo, ad esempio, è una creazione della Mente di Dio. Gli oggetti che noi utilizziamo, sono stati ideati dalla mente dell’uomo.

2. Legge di Corrispondenza: “Come in alto così in basso. Come in basso così in alto”.

3. Legge di Vibrazione: “Tutto è in movimento, tutto è in vibrazione”.

4. Legge di Polarità (o d’Attrazione/Repulsione): “Gli opposti si attirano e i simili si respingono”.

5. Legge del Ritmo o Armonia: “Tutto si muove come un pendolo; la misura del suo movimento verso destra è la stessa del suo movimento verso sinistra; il Ritmo è la compensazione tra le due oscillazioni”. Dio è Perfetta Armonia, ciò che appare disarmonico (miserie, sofferenze, ecc.), non sono una creazione di Dio, ma dell’uomo.

6. Legge di Causa ed Effetto (o legge del Karma): “Come uno semina, così raccoglierà”.

7. Legge di Generazione: “Tutto ha una polarità maschile e una femminile”. Generare significa “dar vita a un individuo della stessa specie”.

Queste Leggi Universali sono vere da tempo immemorabile e continueranno ad essere vere per altri miliardi di anni. Non cambieranno mai in nessun luogo. Non esiste il caso, non può esistere, perché non esiste la Legge di Casualità. Non esistono che Leggi esatte, dette anche Principi per il fatto che sono immutabili.

La Legge della Creazione

Questa è la Legge più importante perché è quella che regge tutto il Creato. All’inizio del suo Va ngelo l’apostolo Giovanni ci dice: “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” (Gv 1:1). Questo significa che ancor prima che esistesse l’universo vi era nella Mente di Dio l’idea (verbo) di come doveva essere. L’universo era un’idea, un pensiero che poi si è concretizzato durante i 7 periodi (detti anche giorni) della creazione. L’uomo, essendo stato Creato ad immagine e somiglianza di Dio, è anch’esso creatore, e anche i suoi pensieri prima o poi si manifestano nel suo corpo o nel mondo che lo circonda. È perciò necessario che tu apprenda una importantissima verità: ciò che si pensa, si manifesta. Devi imparare a considerare i tuoi pensieri come oggetti reali. È l’insieme dei tuoi pensieri che determina tutto quello che ti accade e ti circonda. Sono i tuoi pensieri che vedi manifestati nel tuo corpo, nel tuo carattere e perfino all’esterno, nelle tue condizioni di vita e nelle persone che ti circondano. I pensieri sono oggetti reali e, continuando nella lettura, ne diverrai sempre più consapevole.

Come un uomo pensa nel suo cuore, così egli è (Lc 6:45)

Se hai l’abitudine di pensare che sei di sana costituzione, puoi fare qualunque cosa e resterai sano. Ma se cambi il tuo modo di pensare, e ti lasci intimorire dalla paura delle infermità, incomincerai ad ammalarti e perderai la salute. Se sei nato nella ricchezza è possibile che rimarrai sempre ricco, a meno che qualcuno ti dica esiste un destino con i suoi rovesci e ti convinca che il tuo possa cambiare e diventare miserevole. Se nella tua mente è radicata l’idea che gli incidenti stanno in agguato ad ogni passo, subirai incidenti. Se sei convinto di avere una buona sorte, le cose ti andranno bene. Qualunque cosa trattieni nella tua mente, questo è quanto vedrai manifestarsi nella tua vita e in tutto ciò che farai.

Sono infatti questi pensieri a creare ciò che viene chiamato “destino”. Noi, non siamo mai coscienti delle idee che riempiono la nostra mente. Queste si vanno formando in accordo a ciò che ci insegnano o a quello che sentiamo dire. Siccome quasi tutto il mondo ignora la Legge della Creazione, che governa la vita, quasi tutti trascorrono la loro esistenza fabbricandosi condizioni contrarie, vedendo peggiorare ciò che prometteva bene, muovendosi alla cieca, senza bussola, timone, o progetti. Non solo, ma le varie disgrazie vengono attribuite ad un non meglio definito destino mentre le lezioni sono apprese con molte difficoltà. Oppure si attribuisce tutto alla Volontà di Dio, volontà che, comunque, resta fuori dalla nostra comprensione.

Da quanto hai potuto leggere fino a questo punto, ti sarai reso conto che l’essere umano non è quello che ti hanno fatto credere, ossia una povera creatura, sbattuta qua e là dalla circostanze della vita, come un turacciolo in un mare tempestoso. Niente di tutto questo! La sua vita, il suo mondo, le sue azioni, tutto ciò che lui è, e tutto ciò che gli succede, sono solo sue creazioni e di nessun altro. Lui è il Re del suo impero e se pensa di essere un turacciolo nella tempesta, sarà così perché il suo pensiero creerà e manterrà tale condizione. Nascere con libero arbitrio, significa esercitare la capacità di scegliere liberamente. Scegliere cosa? Di pensare negativamente o positivamente, in modo pessimista od ottimista.

Pensando il male e le disarmonie produrremo male e disarmonie, mentre pensando il buono e il bello produrremo il buono e il bello, sia nel nostro mondo esteriore che in quello interiore. La Metafisica, insegna da sempre che le idee di cui siamo convinti passano nel subconscio dove si stabiliscono, creando le condizioni per cui possono generarsi problemi e malattie. Queste condizioni, prima o poi, si manifesteranno nel nostro corpo, nell’ambiente o nelle situazioni della vita. Anche la psicologia moderna, con secoli di ritardo, sta scoprendo la verità di tale insegnamento.

Si pensi, a tal proposito, che la medicina ufficiale considera almeno l’80 per cento delle malattie di origine psicosomatica, ovvero originate dall’influenza della mente (psiche) sul corpo (soma). Quando l’essere umano si ritrova avvolto negli effetti della sua ignoranza, ossia, nelle calamità che lui stesso ha prodotto, si rivolge a Dio e lo supplica perché lo liberi dalla sofferenza. Ciò generalmente si verifica quando i familiari, consolandolo gli dicono: “Bisogna rassegnarsi alla Volontà di Dio”. Com’è possibile affermare che la volontà del Creatore è malvagia, quando da millenni la religione insegna che Dio è un Padre che ama le sue creature? Un Padre tutto Amore, Bontà e Misericordia, tutto Saggezza ed Eternità.

Ti stai rendendo conto di come non siano attribuibili a Dio le sofferenze e le malattie? Ti pare pensabile che un padre tutto Amore e infinitamente saggio, possa esprimere una volontà malvagia verso i suoi figlioli? Noi stessi, padri e madri mortali, non saremmo mai capaci di tormentare i nostri figli con le miserie e le sofferenze che vediamo nel mondo e che vengono attribuite ai misteriosi disegni di Dio. Noi non saremmo capaci di condannare al fuoco eterno una nostra creatura per un errore fatto nella sua condizione mortale, e consideriamo, invece, che Dio ne sia capace! Sarebbe come dire, senza rendercene chiaramente conto, che stiamo attribuendo a Dio un ruolo di regnante capriccioso, vendicativo, animato da cattive intenzioni, e attento ad ogni nostra più piccola infrazione per poterci punire con castighi molto pesanti.

È comunque naturale questo modo di pensare perché nasciamo, viviamo e moriamo, ignorando le regole e le leggi basilari della vita. Abbiamo già detto quali sono i motivi delle nostre calamità: sono i frutti del nostro pensiero. È proprio in questo che troviamo la nostra immagine e somiglianza con il Creatore. Noi stessi, infatti, siamo i creatori della nostra propria vita.

Perché talvolta Dio non risponde alle nostre preghiere?

Perché sembra che Dio, a volte risponda alle nostre preghiere e a volte no? Ascolta bene! La preghiera è il pensiero più alto e più puro che si possa immaginare. È il modo di polarizzare la mente al livello più positivo. Le vibrazioni spirituali, create con la preghiera, sono in grado di trasformare istantaneamente, in bellezza e perfezione, tutte le condizioni disarmoniche che ci circondano. Essa agisce come una lampada accesa portata in un’abitazione immersa nelle tenebre. Se colui che sta pregando pensa e crede veramente che questo Dio, a cui si sta rivolgendo, sia un Padre Amorevole e desideroso di dare tutto il bene ai sui figli, otterrà una risposta. In questo caso Dio risponde sempre. Generalmente, però, l’umanità ha preso l’abitudine di chiedere in questo modo: “Oh, mio Dio, ti prego toglimi da questo guaio, anche se so già che non è conveniente che Tu mi dia questa grazia, probabilmente Tu desideri impormi questa prova!” In altre parole colui che chiede si nega da sé tutte le possibilità di ricevere.

Sembra che l’umanità abbia più fede in questo Dio capriccioso, vendicativo, animato da cattive intenzioni. Un Dio intento a spiarci, per poterci punire ogni volta che ci trova in errore! Chi Lo prega pensando in questo modo non riceverà altro che una risposta adeguata all’immagine di Dio che lui stesso si è creata. Non dimenticare mai che la posizione di Dio non è quella di giudice, né di poliziotto, né di carnefice, e neppure del tiranno che ti hanno fatto credere. Egli ha Creato l’universo utilizzando delle leggi ben definite; Leggi che costituiscono i sette Princìpi che stanno alla base di tutto il Creato.

Queste Leggi funzionano in ogni momento e in ogni cosa. Non conoscono sosta e servono per mantenere l’ordine e l’armonia in tutto l’Universo. Non occorre la polizia nei mondi dello Spirito e colui che non vive in accordo con la legge castiga se stesso. Noi, in effetti, non siamo mai puniti per i nostri peccati ma dai nostri peccati. È sempre ciò che pensiamo che si manifesta; impara allora a pensare correttamente e in accordo con la legge divina affinché si manifesti tutto il Bene che Dio desidera per te. Nella Bibbia sta scritto che Dio è più vicino a noi dei nostri piedi e delle nostre mani; ancora più vicino del nostro stesso respiro. Non è necessario gridare per farci sentire da Lui, è sufficiente pensare alla sua Presenza affinché inizi a ricomporsi il legame che ci sembrava interrotto. Dio ci ha creato e quindi ci conosce meglio di quanto possiamo conoscerci noi stessi. Lui sa perché agiamo in questo o in quel modo e non si aspetta affatto che noi ci comportiamo come Santi, mentre stiamo compiendo i primi passi lungo il lungo cammino spirituale.

Avvertenza importante Arrivata a questo punto del nostro studio, ti prego di non credere a niente di tutto quello che ti sto dicendo senza prima metterlo alla prova. Questo è un tuo diritto divino e sovrano. Non fare più come hai fatto sinora: non accettare tutto quello che senti o vedi senza riservarti il diritto di discriminare tra ciò che percepisci come bene o male in tutta libertà.

LA MECCANICA DEL PENSIERO Voi siete la causa della vostra rovina o della vostra buona sorte. Gli strumenti sono nelle vostre mani; potete apprendere le abilità; potete spezzare le catene e fuggire, ma se strisciate in catene e legami, chi può salvarvi? Non biasimate il Fato, che ha scritto sulla vostra testa, per la vostra condizione. Il Fato è stato preparato da voi stessi (da: Sathya Sai Speaks, Vol. Il, p. 125). Tutto il giorno e tutta la notte continuiamo a pensare ad un’infinità di cose diverse.

Davanti alla nostra mente passa costantemente una specie di pellicola cinematografica, anche se non ci rendiamo conto del film proiettato. Fra tante idee differenti noi ci fermiamo a considerarne, esaminarne o studiarne alcune più di altre. Perché? Perché esse ci hanno procurato un sentimento di timore o antipatia, di simpatia o compassione, gradevole o sgradevole, non importa di che tipo. Ciò che conta è il fatto che, a causa di un forte sentimento, una certa idea può rimanere molto impressa nella mente e quindi passare nel nostro subconscio dove viene registrata. Pertanto, talvolta, riaffiora da sola e noi la riprendiamo per pensarci sopra o commentarla con qualcuno

Le credenze o convinzioni – Una volta che un’idea si registra nel subconscio diventa capace di generare un effetto. Hai presente, come la tua gamba faccia un saltello automatico, quando il medico ne colpisce il ginocchio con il martelletto?, ti hanno toccato in un punto sensibile e hai reagito istintivamente. Nello stesso modo, ogni volta che nella tua vita accade qualcosa che si ricollega a un’idea presente nel tuo subconscio, ti puoi ritrovare a rivivere automaticamente come hai agito nel momento in cui l’hai memorizzata. Se da piccolo, ricevevi più affetto quando eri ammalato, può succedere che, da adulto, ti ammali per ricevere più affetto. Da ogni malattia, infatti, vi è la possibilità di trarre un beneficio che gli psicologi chiamano “beneficio secondario”.

I metafisici chiamano questa idea nel subconscio credenza o convinzione, ossia, un’idea, un concetto a cui il nostro subconscio crede fermamente. Il subconscio, non ha opinioni, non discerne il bene dal male, non decide nulla, non pensa da solo. Se noi, magari piccolissimi, abbiamo deciso che quando siamo ammalati riceviamo più attenzioni, egli non metterà di certo in discussone la nostra idea; discutere e valutare non fanno infatti parte delle sue funzioni. Ciò che lui sa fare, e lo fa molto bene, è solo reagire nel modo che la convinzione gli suggerisce. Esso è, in questo senso, un meccanismo automatico che non riposa né fallisce mai.

Siccome non possiede il senso dell’humor, non può comprendere quando un ordine è stato dato per scherzo o in modo serio. Immagina, ad esempio, che il tuo naso sia un po’ grosso, e tu, per far ridere gli altri, adotti l’abitudine di chiamarlo “il mio naso a patata”. Il tuo subconscio, essendo un obbediente servitore, privo del senso dell’humor, cercherà allora, e in tutti i modi, di mettere in atto l’idea fornita dalle tue parole (ho il naso a patata), e tu sentirai il tuo naso assomigliare sempre di più ad una patata. Ricordi la prima volta che hai udito menzionare la parola catarro? Non lo ricordi vero? Eri molto piccolo.

La parola venne pronunciata dagli adulti che ti stavano accanto. Ti insegnarono a temerla. A forza di ripeterla te la fecero comprendere, ti dissero di non bagnarti i piedi, di non metterti in una corrente d’aria, di non avvicinarti a chi aveva catarro perché ti avrebbe infettato, ecc.. Tutto questo si registrò nel tuo subconscio e formò una convinzione. Da allora in poi non hai avuto bisogno di ricordare le avvertenze che ti diedero, il danno era stato fatto.

Da quel momento, ogni volta che ti sei trovato in una corrente d’aria, ogni volta che ti sei bagnato i piedi, ogni volta che ti sei avvicinato a chi aveva l’influenza, il tuo subconscio ti ha regalato del catarro (era il suo modo migliore di servirti!). Siccome ignoravi la spiegazione metafisica della vita, tutto ciò che ti è stato detto o hai sentito dire agli altri, ciò che hai letto nei periodici e negli annunci, ciò che hai udito alla radio e alla televisione, insomma moltissime informazioni, si sono trasformate in convinzioni e provocano, senza che tu te ne accorga, degli effetti che possono essere negativi per il tuo benessere. In questo modo si spiegano praticamente tutti i malesseri che affliggono la vita quotidiana. Non dimenticare che la stessa scienza medica dice che almeno il 80% delle malattie sono psicosomatiche, ovvero dipendono dalla mente.

Nel tuo subconscio, infatti, sono memorizzate una grande quantità di idee distruttive (credenze o convinzioni) che influenzano tutti i settori della tua vita: il tuo corpo, la tua anima e la tua mente. Ti assicuro che se tu non avessi accettato queste idee, ed esse non fossero penetrate nel tuo subconscio, non ci sarebbe né germe, né virus, né altro potere al mondo, in grado di attaccarti. Maggiore è il numero di convinzioni che abbiamo registrato nel subconscio e più difficile diventa vivere nel modo che desideriamo. Nel momento i cui una convinzione diventa attiva, a causa di una persona, un fatto o una parola, possiamo trovarci a dire o fare cose di cui poi potremmo anche pentirci. Un direttore d’azienda in cui si risvegliasse il messaggio “se faccio la parte di un bimbo carino e indifeso mi fanno le coccole”, potrebbe infatti assumere degli atteggiamenti assai poco adatti alla sua posizione.

Il fatto che noi non siamo affatto consapevoli delle nostre convinzioni è responsabile del modo automatico in cui talvolta ci troviamo a pensare, agire, ed anche di relazioni o attività che sono finite in modo fallimentare. Le convinzioni dimenticate formano uno schema invisibile che dà origine ad emozioni e azioni e, senza che tu te ne accorga, sono esse a creare e attrarre le circostanze che le confermano. Scrisse Richard Bach, nel libro Illusioni: “Pensa un limite… e sarà tuo”, e troviamo Giobbe, nella Bibbia, che afferma: “Perché ciò che temo mi accade, e ciò che mi spaventa mi raggiunge” (Giobbe 3:25).

Le tue convinzioni, dirigendo la tua volontà in modo negativo o positivo, sono la calamita che attrae verso di te le circostanze avverse (miseria, malattie, ecc.) oppure quelle buone (salute, abbondanza, ecc.). Come abbiamo già detto, è il tuo atteggiamento negativo o positivo, riguardo ad ogni cosa, che determina la tua vita e ciò che ti circonda, siano essi oggetti o persone.

LE CONVINZIONI E COME ELIMINARLE – Quando farai tuo il punto di vista che nulla esiste che non sia parte di te, che nessuno esiste che non sia parte di te, che ogni tuo giudizio è un giudizio su te stesso, che ogni tua critica èuna critica a te stesso, in quel momento, saggiamente, estenderai verso te stesso un amore incondizionato che porterà la luce nel tuo mondo. Harry Palmer Ogni mente umana contiene una gran quantità di opinioni, convinzioni e concetti contrari alla Verità e alle Leggi Universali che stanno alla base della Creazione. Dio, infatti, ha Creato solo cose buone, pace e armonia, tutto ciò che chiamano “male” non è altro che una distorsione del “bene” ad opera della mente umana.

Solo Dio, infatti, è creatore. Siccome la potenza del pensiero umano è assai grande, le cose in cui l’uomo crede, dette appunto convinzioni, fanno in modo che nel suo corpo appaiano malattie e nel mondo che lo circonda si manifestino infermità, incidenti, dolori, disarmonie, povertà, problemi, fallimenti e tutto ciò che amareggia la vita.

Comunque, tutte queste “brutte” cose non compaiono affatto nella natura profonda dell’uomo e del Creato; esse sono solo gli effetti dovute alle convinzioni (o idee) che ognuno di noi “ospita” nella parte più profonda della sua mente; la parte che gli psicologi chiamano “subconscio”. Fortunatamente, però, esiste il modo di cancellare e sostituire queste false convinzioni, non soltanto per produrre giuste condizioni e circostanze positive, ma soprattutto affinché, una volta ristabilita la Verità nel subconscio, non vi siano più delle false informazioni capaci di far apparire le cose negative nella nostra vita. Sostituendo le convinzioni negative con quelle positive la polarità del pensiero verrà cambiata e così pure le circostanze che noi attiriamo. In questo modo ci sarà assolutamente impossibile attrarre qualcosa che non sia giusto e salutare per noi.

Il modo infallibile per eliminare una vecchia convinzione è il seguente: ogni volta che ti succede qualcosa di indesiderabile, sia che ti ammali…, che ti succeda un incidente…, che ti rubino qualcosa…, che ti offendano…, che ti molestino…, che tu stesso abbia causato un danno verso te stesso o verso altri…, che ti senta afflitto per un difetto fisico, morale o del carattere…, che trovi spiacevole qualcuno…, che detesti qualcuno oppure lo ami troppo e soffri per questo…, che la gelosia ti tortura…, che sei vittima di un ingiustizia…, che un altro ti domini… (la lista è interminabile), devi prendere coscienza di ciò che crea la condizione che ti sta affliggendo, devi arrivare a conoscere la Verità. Comprendere che ciò che ti sta affliggendo è qualcosa di correlato alla tua condizione attuale, NON È e NON PUO’ ESSERE reale in assoluto.

Satana non può creare, può solo distorcere la verità

Tutto ciò che è disarmonico, non è altro che una distorsione della Verità, il frutto di un’illusione creata dai nostri sensi. È qualcosa contrario alla Legge suprema dell’Armonia Perfetta, quindi è una menzogna essendo contraria alla Verità. È ciò che la Chiesa erroneamente definisce una creazione di Satana senza pensare che Satana non può creare, può solo distorcere la Verità e farci credere che ciò che ci sta di fronte è vero e reale. Gesù Cristo, il più grande di tutti i Maestri di Metafisica, disse: “Conoscete la Verità, ed essa vi renderà liberi” (Gv 8:32). La vera Realtà è Verità ed è perfezione, armonia, bellezza, bontà, giustizia, libertà, salute totale, intelligenza, saggezza, amore e gioia. Tutto ciò che è disarmonico non è reale in assoluto, è soltanto il frutto di una illusione creata dai nostri sensi. È qualcosa contrario alla legge suprema dell’Armonia Perfetta, quindi è menzogna perché è contraria alla Verità.

Formula n. 1

Vi è una cosa fondamentale che devi sempre ricordare e ripetere più spesso che puoi, questa cosa è il fatto che: Dio è tutto, Dio è bene, perciò tutto è bene.

Come sei realmente nella mente di Dio

La tua vera natura, quella spirituale (la scintilla divina in te), che la psicologia chiama “Sé Superiore”, è perfetta in questo momento ed è sempre stata perfetta; è stata creata ad immagine e somiglianza di Dio e come tale era, è, e sempre sarà vera e reale, inalterabile e immortale. Questa tua vera natura non può invecchiare, non può soffrire, non può temere, non può peccare, non ha necessità di lottare e tantomeno di mutare qualcosa. È perfetta, buona, amorevole, intelligente, saggia e gioiosa.

Questa è la Verità sulla natura dell’uomo, la tua Verità, la mia e quella di tutti gli esseri umani, da sempre e ora, in questo preciso momento. Non si deve pensare che l’essere umano sia Dio, così come non si pensa che una goccia del mare sia il mare. Nonostante ciò, la goccia contiene tutto ciò che costituisce il mare, seppure in grado infinitesimale. Nello stesso modo noi siamo parte di Dio e della sua perfezione, sta scritto: “In Lui noi siamo, viviamo e abbiamo il nostro essere”. Qualsiasi cosa ti sia accaduta o che ti stia succedendo, se è contraria alla perfetta Armonia, è generata da una convinzione errata, che tu hai Creato e seppellito nel tuo subconscio; convinzione che, per la legge del simile attira simile sta attirando verso di te la situazione che ti disturba. Maggiore è il numero di convinzioni nel subconscio di una persona e tanto più difficile è, per essa, vivere nel modo che desidera.

Se, per esempio, si risveglia in lei la convinzione “se ho mal di pancia non vado a scuola”, sentirà dei dolori al ventre (di origine psicosomatica), per evitare di andare al lavoro dove l’aspetta un compito di alta responsabilità. Il fatto di non rendersi conto di essere influenzati dalla vecchie convinzioni è responsabile dello stress e dell’auto-sabotaggio. È possibile trovare molte convinzioni dimenticate dietro una vita fallita, una relazione andata a male o una professione mancata. Questi fatti, comunque, per brutti che possano essere, non hanno nulla a che vedere con il nostro Sé Superiore che mantiene sempre la sua Perfezione e la sua condizione di pace e armonia.

Come sostituire le convinzioni negative Formula n. 2

Se vuoi provvedere alla graduale sostituzione di tutte le convinzioni errate che hai accumulato nel tuo subconscio, ogni volta che ti trovi a fronteggiare una situazione negativa, devi innanzitutto ricordare che ciò che vedi è solo una distorsione della Verità e quindi affermare mentalmente o ad alta voce (come preferibile in quel momento): “Ciò che vedo non è la realtà delle cose, non mi piace e non la accetto”. Dillo con fermezza ma con molta dolcezza e autorità; il lavoro mentale non necessita forza fisica. Il pensiero non ha muscoli e tantomeno li ha lo Spirito. Dichiara la Verità dei fatti tranquillamente, ma con convinzione e fermezza, senza gridare, senza violenza, senza un movimento, senza asprezza. Ti è chiaro?

Dopo aver detto: “Non ti accetto …”, ricorda che il tuo Sé Superiore è perfetto, che le sue condizioni sono perfette e quindi afferma: “Dichiaro che la Verità di questo problema è (armonia, amore, intelligenza, giustizia, abbondanza, vita, salute, ecc.”. In poche parole afferma qualsiasi cosa che sia l’opposto della condizione negativa che ti appare in quel momento. Alla fine concludi dicendo: “Grazie Padre per avermi ascoltato”.

Il Trattamento energetico

Attenzione! Non c’è alcun motivo perché tu debba credere ciecamente a quello che ti ho proposto; devi sperimentarlo tu stessa. Nel linguaggio metafisico questo modo di operare si chiama Trattamento energetico. Dopo ogni trattamento bisogna conservare un atteggiamento che sia coerente con quanto abbiamo dichiarato. Non si deve permettere che insorgano dubbi sul trattamento fatto e tantomeno si deve permettere alla nostra mente di tornare a pensare, o esprimere con parole le convinzioni errate che abbiamo negato.

In effetti, se non stiamo attenti, corriamo il rischio di compromettere il risultato di ciò abbiamo fatto. Lo scopo che si vuole ottenere da un trattamento è quello di rinnovare i concetti mentali che sono stati registrati nel subconscio, ovvero l’insieme di convinzioni (in maggior parte negative), con cui abbiamo vissuto finora. San Paolo disse: “Siete trasformati attraverso il rinnovamento della vostra mente” (Rom 12:2). Questo rinnovamento, si ottiene dichiarando falso ogni fatto o persona che si presenta in modo negativo e affermando come stanno realmente le cose in accordo con la Verità Spirituale. Vi sono alcune convinzioni o credenze, che sono talmente radicate dentro di noi da poter essere considerate delle vere e proprie cristallizzazioni mentali, e la loro rimozione richiede più lavoro che non per le altre. Queste convinzioni sono diventate così familiari che sono state completamente dimenticate.

Una convinzione viene completamente dimenticata quando cambia la situazione in cui si era creata. Nei primi anni di vita, per esempio, la convinzione “quando piango ottengo ciò che voglio”, può essere preziosa ed efficace per raggiungere lo scopo di essere coccolato e curato dalla mamma. Un bimbo, infatti, la utilizza per ottenere quanto desiderato. Non così per un adulto che ha altri scopi da raggiungere, diciamo, per esempio, far carriera o aumentare il suo conto in banca.

In questo caso la convinzione primaria viene dimenticata ma non manca di creare degli effetti. Pertanto, una persona adulta può diventare triste (quando piango ottengo ciò che voglio) perché non riesce a raggiungere il suo scopo, sebbene la tristezza non le possa essere di nessun aiuto. È perciò importante ricordare che “se cambiano le situazioni si perde la consapevolezza delle proprie convinzioni”. Ricorda, comunque, che ogni volta che neghi le cose non vere che si presentano ai tuoi occhi (malattie, miserie, ecc.), e “affermi” la Verità spirituale, cancellerai pian piano, le convinzioni nascoste e il loro pericoloso messaggio. Alla fine non resterà altro che la Verità. Se farai quanto ti ho insegnato vedrai che la tua vita migliorerà e così pure le persone che ti circondano e l’ambiente in cui ti trovi!

Ognuno di noi, nella sua vera natura (quella spirituale), non ha alcun difetto. Ciò che vedi in te e negli altri sono solo apparenza di difetti. Quelli che vedi come difetti morali o fisici hanno solo una realtà relativa e transitoria. Proseguendo con questo studio conoscerai sempre meglio la Verità sulla tua vera natura e sul tuo Cristo interiore. Diventerai sempre più consapevole di essere null’altro che una figlia di Dio fatta a sua immagine e somiglianza. Vedrai allora che ogni tua imperfezione fisica o problematica sociale comincerà a cancellarsi.

È un fatto che potrai constatare personalmente e ogni studente di Metafisica cristiana lo può testimoniare. Questa è la Grande Verità. Non lo dimenticare mai. Incomincia subito a praticarla. Più si pratica, più cose si realizzano e più si procede verso la Verità. Questo cammino ti farà sentire molto più realizzata e felice. Ricordati, tu sei unica come le tue impronte digitali. Sei stata creata per un disegno unico, per un proposito speciale che non può compiere nessun altro. Hai impiegato moltissimo tempo per evolvere e raggiungere la tua posizione attuale. Le espressioni di Dio sono infinite; tu e io siamo soltanto due di queste infinite espressioni.

Inizia a parlare al tuo Cristo interiore

Nel profondo del tuo cuore vi è una particella del Cristo che ti ama e da secoli aspetta solo che tu riconosca la sua Presenza. Il momento è giunto. Parlagli, consultalo e aspetta le sue risposte. Ricorda che Egli soltanto è la tua vera e unica guida. È la luce che ti indica il sentiero che devi percorrere per tornare nella casa dal Padre Celeste. Quando arriverai a comprendere, accettare e realizzare queste Verità, sarà giunto per te il momento in cui il tuo Cristo interiore potrà iniziare a crescere e manifestarsi. Il ritorno del Cristo indica infatti il momento in cui ogni uomo potrà incontrarLo in se stesso, nella sua stessa coscienza e nel suo cuore. Questo è quanto accaduto a Gesù di Nazareth 2000 anni fa; proprio per questo lo chiamarono “Gesù il Cristo”.

IL DECRETO

Se crediamo a queste Verità come crediamo nelle altre leggi di Natura, come crediamo che il fuoco brucia e che nell’acqua si annega, allora l’effetto da esse prodotto sarà grandissimo. (da Cenni di Teosofia, di C. W. Leadbeater).

Un decreto, è una affermazione che viene fatta a voce abbastanza alta da essere udita da chi lo emette. Viene fatto allo scopo di affermare una Verità e negare ciò che appare come male ma in realtà non lo è. Il decreto è la forma più potente tra tutte quelle conosciute per rivolgersi a Dio. È un comando che un figlio o figlia di Dio emette nel nome del suo Cristo interiore, affinché il volere del Padre si manifesti sulla Terra così come si manifesta nei Cieli. È il mezzo con cui il regno di Dio diviene una realtà, qui e ora, tramite il potere della “parola parlata”. Un decreto può essere lungo o corto, di solito inizia con un preambolo e termina con un atto di accettazione. Questi due brani presi dai Salmi ben illustrano la potenza del decreto: “Egli mi chiamerà e io gli risponderò” (Salmo 91:15). “Essi chiamarono il Signore ed Egli rispose alla loro chiamata” (Salmo 99:6).

Ogni volta che pronunciamo un’affermazione, firmiamo un decreto che farà apparire qualcosa in noi o nel mondo esterno. Gesù stesso sottolineò l’importanza di un giusto parlare e disse due cose che nessuno ha mai considerato nella loro importanza. Una di esse è: “Poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato” (Mt 12:37), intendendo non tanto il giudizio degli altri ma la legge che considera la “parola parlata” come una grande potenza creativa. Il secondo riferimento è: “Non è quello che entra dalla bocca che contamina l’uomo, ma quello che ne esce; perché tutto quello che esce dalla sua bocca procede dal cuore” (Mt 15:11). Dove con “cuore” intendeva la sede delle emozioni e delle passioni.

Il Maestro insegnava le importanti leggi della Metafisica, i suoi ascoltatori, però, non erano sufficientemente maturi per comprenderlo. Questo è il motivo per cui in varie situazioni precisò di avere ancora molte cose da dire che non sarebbero state comprese, precisò anche: “Chi ha orecchie per intendere intenda” (Lc 8:8). Ti propongo di porre attenzione a tutti i decreti che emetti durante una giornata. Provo a ricordarteli, te ne propongo qualcuno per farti capire che cosa intendo: “Gli affari vanno malissimo”, “Le cose stanno andando molto male”, “La gioventù è persa”, “Il traffico è impossibile”, “Il Governo è ladro”, “Non si trova lavoro”, “Il mondo è una giungla”, “Non lasciare l’automobile in strada perché te la ruberanno”, “Gli imbroglioni si incontrano dappertutto”, “Ho paura di uscire”, “Stai attento che ti farai investire”, “Va a finire che lo rompi”, “Sono proprio sfortunato”, “Non posso mangiarlo, sono sicuro che mi farà male”, “Io ho una pessima memoria”, “Soffro sovente di una terribile emicrania”, “Ho il nervo sciatico che mi fa molto male”, “Questa è davvero una disgrazia”, “Stammi lontano che mi attacchi il raffreddore”.

Se analizzi questi decreti, e hai compreso quanto grande sia la loro potenza, allora le cose spiacevoli non ti sorprenderanno più; saprai infatti riconoscerle come il risultato di un decreto che hai emesso tu stessa. Hai dato un ordine ed è stato eseguito. Adesso ricorda, e non dimenticarlo mai più, che ogni parola pronunciata può essere un decreto positivo o negativo. Se è positivo si manifesterà con cose belle e piacevoli, se è negativo si manifesterà con cose brutte e dispiaceri. Ricorda anche che quando affermi qualcosa di negativo contro qualcuno (ovvero emetti un decreto), è come se tu stessi condannando te stessa: ti ritorna indietro. Se invece affermerai cose buone e positive allora arriveranno a te la bontà e la comprensione dagli altri.

E quando ti succede qualcosa di spiacevole, di negativo, non dire: “Però, io non stavo pensando né temendo che questo mi accadesse!” Abbi la sincerità e l’umiltà di esaminarti con calma e scoprirai che in qualche occasione ti sarai espressa male nei confronti di qualcuno o del tuo destino. In qualche momento, puoi aver espresso una convinzione, magari assai vecchia o un modo di dire abitudinario che hai sentito ripetere chissà quante volte. Le frasi “Nel governo sono tutti ladri” o “Oggi la scuola non vale più nulla”, possono darti una chiara idea di quello che intendo. È ovvio che qualora ti ritrovi a ripetere qualcosa di questo tipo devi immediatamente riprometterti di non farlo mai più.

Ricorda anche che ciò che rende più incisiva la registrazione di un pensiero nel subconscio è il sentimento che lo accompagna. Il Maestro Gesù, che non impiegò mai parole superflue, lo espresse molto bene dicendo: “Quello che esce dalla bocca procede dal cuore” (Mt 15:11). Il cuore, infatti, è da sempre stato considerato come la sede delle emozioni e dei sentimenti. La prima emozione negativa che abbiamo provato è stata certamente la paura. I primi a farcela provare furono i nostri genitori e dopo di loro gli insegnanti di religione. Quando proviamo paura il nostro cuore accelera, diciamo infatti “ho il cuore in gola”.

La paura è un’emozione molto forte e negativa; di paura si può anche morire. Ebbene, se vorrai fare un’attenta analisi troverai che la paura è presente in tutte le convinzioni negative citate in precedenza. Ogni volta che ti ritrovi a dire una frase negativa, soffermati un attimo, e cerca di scoprire a quale tipo di convinzione, tra quelle nascoste nel tuo subconscio, quella frase si collega. Spesso scoprirai che il sentimento preponderante è proprio la paura. San Paolo disse: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rm. 12:2), perciò attacca ognuna di queste convinzioni, cancellale negandole e riconoscendole come false e menzognere, quindi afferma la Verità.

Questo è l’unico modo d’agire se non desideri continuare a portarle con te per tutta la vita. Se ti ritrovi a dire “il Governo è ladro” afferma immediatamente che questa frase è menzognera e decreta la Verità, ovvero: “Non è vero che il Governo è ladro, i politici sono figli di Dio e la saggezza divina rende le loro azioni oneste e sincere”.

Dopo poco tempo che usi questa pratica, noterai che ti esprimerai in un altro modo, che il tuo modo di pensare sarà notevolmente cambiato. Tu e la tua vita vi sarete trasformati attraverso il rinnovamento della mente. Allora, quando ti capiterà di trovarti con altre persone, ti renderai perfettamente conto delle loro convinzioni, perché ne vedrai il riflesso in tutto quello che affermano e in ciò che accade nella loro vita.

Qualora ti dovesse capitare di ascoltare le miserie di un ammalato o qualcuno ti fa un discorso negativo, non confermare mai a voce alta ciò che loro dicono, afferma invece mentalmente: “non accetto questa cosa, né per me, né per lui”. Non c’è bisogno che tu glielo dica, è meglio che non divulghi le Verità se non sei sicura che chi ti ascolta è in grado di comprendere pienamente; in caso contrario rischi soltanto di essere derisa o disprezzata. Ricorda l’ammonimento di Gesù: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi” (Mt 7:6).

DOBBIAMO CAMBIARE NOI STESSI E IL MONDO INTERO

Perché vanno eliminati criticismo, dubbi e maldicenza (1)

Dobbiamo perciò avere ben chiaro nella Mente e nel Cuore quale potenza possano avere le forze che possiamo scatenare con criticismo, diffidenza, dubbio, maldicenza, gelosia, sarcasmo o insinuazioni del tipo “sono tutti ladri, incapaci, ecc.”, oppure “chissà dove hanno preso quei soldi, ecc.”

Gli effetti principali sono due:

1. Quando critichiamo e sparliamo ci leghiamo alla natura inferiore di queste persone con un filo a doppio senso e assorbiamo tutti i loro difetti e le loro debolezze nonché il loro magnetismo del più basso livello. È proprio come se aprissimo una porta! Quando si hanno in mente solo i vizi e le colpe di qualcuno si attirano tutte le entità più basse che si trovano nell’accusato e si fanno proprie. Come è vero anche il contrario.

2. Quando si accusa qualcuno di disonestà, di cattiveria, di furto, ecc., si mettono in moto delle forze che lo portano in quella direzione. Se milioni di persone pensano o sospettano che un tizio è, per esempio, un ladro, prima o poi questa persona sarà costretta a diventarlo. Il valore di una Nazione non potrà quindi elevarsi se i suoi cittadini non migliorano il loro modo di agire, pensare e parlare.

Certamente queste cose non vi vengono insegnate né a scuola e tantomeno dalla televisione. Sta di fatto che la Parola, una volta uscita dalla bocca non si può più riprendere. Dice Gesù nel Va ngelo: “Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato” (Mt 12:36-37).

Pensate ai giornali come sono impostati! Essi riportano sempre e solo tutto ciò che vi è di negativo e disarmonico nel mondo: guerre, violenza, delitti, furti, truffe, scandali, ecc. Parlandone tutti i giorni e facendo convergere milioni di persone su questi pensieri, essi contribuiscono a creare e mantenere in vita questi terribili mostri. Ecco perché risulta di fondamentale importanza parlare e pensare soltanto a ciò che è armonico e unisce e non ciò che è negativo e separa. Pensate cosa potrebbero creare dei giornali che mettessero in risalto le cose buone presenti in ogni persona o movimento; se cercassero di essere dei “tessitori” abituati a cercare la parte positiva in ogni situazione, per usarla poi come “filo d’oro” da intrecciare con altri fili per fare un manto dorato.

Una delle più grandi accuse che viene fatta al Cattolicesimo e alle Religioni Occidentali è quella di avere sempre pensato l’Uomo come un essere malvagio e peccatore, sempre sul punto di meritare l’Inferno. Una visione, questa, che ha creato una orribile pensiero di gruppo, generando così tutte le tristi conseguenze che conosciamo: fanatismo, inquisizione, guerre, massacri, torture, ecc.).

Dobbiamo rimediare agli errori accumulati (1)

Pensate se invece il Cristianesimo avesse seguito l’insegnamento del Cristo, e avesse considerato l’Uomo come un essere di Luce e di Amore in cammino verso il Padre. Pensate a quale civiltà avrebbe dato Vita questo concetto se fosse stato apprezzato, insegnato e coltivato. Questo è ciò che dovremmo fare tutti noi. Tutti coloro che sono venuti a conoscenza di queste cose hanno infatti la grande responsabilità di porvi rimedio. Questo è il compito per il quale ci siamo incarnati in questo preciso momento storico. Sta a noi utilizzare i nostri pensieri e le nostre parole per scoprire e accentuare tutto ciò che è positivo nelle persone e nella situazione mondiale in modo da chiamarlo alla Vita. Certo sarebbe molto utile se noi riuscissimo ad osservare tutto ciò che accade in modo distaccato, impersonale e imparziale. Non dobbiamo perciò avere alcun timore di parlare troppo bene o troppo in positivo, perché dobbiamo rimediare a tutti i malanni che sono stati fatti nel passato e l’unico modo possibile è quello di parlare bene di tutto e di tutti!

LA FEDE MUOVE LE MONTAGNE Perché muove le montagne? E come?

Tutto il mondo conosce questo detto e lo ripete spesso. Lo ripete a pappagallo, poiché non sa in realtà cosa significa, e neppure come sia possibile farlo. Pochi sanno che anche il timore muove le montagne. Il timore e la fede sono la stessa forza. La paura è negativa e la fede è positiva. La paura è fede nel male; ossia la convinzione che accadrà il male. La fede è la convinzione che ciò che accadrà è buono e terminerà bene. Il timore e la fede sono le due facce di una stessa medaglia. Fai bene attenzione. Tu non temi che ti possa accadere qualcosa di buono.

E neppure dici mai di “aver fede che ti succeda qualcosa di male”. La fede si associa sempre a qualcosa che desideriamo; e non credo che tu desideri il male per te! Tutto ciò che temi viene attratto da te e ti accade, dice la Bibbia: “Ciò di cui pavento mi piomba addosso…” (Giobbe 3:25). Di solito, quando ti succede qualcosa di cui temevi dici con aria trionfante: “Ah, lo sapevo! lo prevedevo!” e lo racconti, e lo ripeti quasi pavoneggiandoti per le tue doti di chiaroveggente. Quello che in realtà è accaduto, è che tu stesso lo hai pensato con timore. Lo hai previsto? È logico, che lo hai previsto, perché lo hai causato tu stesso. Sappi che tutto quello che pensi, provando un’emozione, è ciò che si manifesterà nella tua vita o attirerai a te. Tu lo hai anticipato e aspettato e, quando ti aspetti qualcosa di male, tu metti la tua fede nel male.

Perciò fai attenzione a tutto quello che tu aspetti con fede perché ti arriverà, ti succederà. Allora, se la fede è così potente, chi ti impedisce di usarla per ottenere quello che desideri, come l’amore, il denaro, la salute, ecc.? La fede funziona come legge naturale, come un’ordinanza divina. Il Cristo lo insegnò con le seguenti parole: “E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Mt 21:22). E San Marco lo esprime in modo ancora più chiaro: “Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato (Mc 11:24). Anche San Paolo lo dice con parole che non hanno altra interpretazione: “La fede è la certezza di quello che si aspetta, la convinzione di quello che ancora non si può vedere”. Vedi pertanto che la fede è la convinzione, la certezza che qualcosa che ora non è ancora visibile lo sarà in un futuro non lontano..

Devi sapere che la convinzione viene dalla conoscenza. Supponiamo che tu vivi in provincia e non sei mai andata nella capitale; siccome desideri andarci prendi un posto in treno o sull’autobus. Sai dove si trova la città, conosci la serietà del servizio di trasporto, perciò durante il percorso non provi alcun timore di essere trasportata in un altro luogo e magari sulla Luna. La tua sicurezza deriva dalla convinzione che il sistema di trasporto farà il suo dovere. Non è vero? Se tu fossi un selvaggio, privo di tale convinzione, potresti tremare di paura perché non sai come andranno a finire le cose. Invece, essendo una persona civile, te ne stai tranquilla sapendo che alla tal ora arriverai in città.

L’umanità usa la fede nel modo sbagliato

Che cosa ti da certezza o fede che dir si voglia? La conoscenza. La mancanza di conoscenza, ovvero l’ignoranza della Legge della Creazione, fa’ in modo che l’umanità tema il male, non impieghi la fede nel modo giusto e talvolta non sappia neppure cosa sia. La fede è convinzione e sicurezza; ma queste devono essere basate sulla conoscenza. Tu sai dove si trova la capitale e la direzione per arrivarci, sei perciò sicura che non andrai a finire sulla Luna. Perciò tieni presente che se temi di non ottenere qualcosa che desideri, non lo otterrai mai perché lo hai negato ancor prima di riceverlo. In effetti la quasi totalità dei cristiani, rivolgendosi a Dio, dicono: “Dio mio concedimi la tal cosa, anche se penso che non me la darai perché deve essere fatta la Tua volontà e non la mia”. Essi, negando in anticipo, confessano pure che non lo riceveranno! Lascia ora che ti offra la formula metafisica (o trattamento) per ottenere qualunque cosa desideri. È una formula che puoi utilizzare per ogni cosa. Non credere ciecamente a queste mie affermazioni, sperimentala tu stessa e vedrai il risultato.

La formula per ottenere ogni cosa

Formula n. 3

“Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato”.

Dopo averla usata non dubitare neppure un solo istante. Hai impiegato la formula magica e non tarderai a vederne l’effetto manifestato nella tua vita. Abbi pazienza. Più aspetti tranquillamente e prima ne vedrai il risultato. L’impazienza e la tensione sono infatti in grado di distruggere l’effetto della formula che hai utilizzato. Ora ti spiegherò che cosa hai fatto utilizzando questa formula. Nel dire: “in armonia con tutto il mondo” hai eliminato il pericolo di poter danneggiare qualcun altro. Nel dire “in accordo con la volontà Divina”, hai permesso che ciò che hai chiesto ti sia dato solo se ti sarà realmente benefico. Potrebbe infatti succedere che quello che desideri non sia ciò che realmente ti serve: ottenerlo potrebbe perciò risultare meno positivo di quanto speravi. La volontà di Dio è perfetta.

Le parole: guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi, mostrano la generosità del tuo cuore e fanno in modo che il tuo desiderio sia benefico anche ad altre persone. Permettimi di darti un esempio di quello che può accadere quando non si chiede di essere guidati dalla Grazia e non si pensa a ciò che la nostra richiesta potrebbe causare a qualche altra persona. Una signora aveva urgentemente bisogno di una somma di denaro e la chiese precisando che le era necessaria per il giorno 15 del mese. Aveva assolutamente fede di riceverla, però il suo egoismo e la sua indifferenza fecero in modo che lei chiedesse la somma per sé stessa senza considerare anche le persone attorno a lei. Il giorno seguente un automobile storpiò sua figlia e il giorno 15 del mese ricevette la somma esatta che aveva chiesto. Gliela pagò la Compagnia d’assicurazione per l’incidente della figlia. Ella, in quel modo, fece un’azione egoistica che era sia contro la legge che contro se stessa.

Chiedere “guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi”, significa agire in conformità con le Leggi spirituali. Nel piano spirituale, infatti, tutto è perfetto, senza ostacoli, senza inconvenienti, senza inciampi né danni per alcuno, senza lotte né sforzi; tutto avviene naturalmente, con grande amore. È questa la Verità da comprendere e coltivare. Il conoscere questa Verità rende liberi.

Grazie Padre per avermi ascoltato, è la più alta espressione di fede che possiamo manifestare. Gesù la insegnò e l’applicò in tutto il suo ministero: prima di dividere il pane con cui sfamò i 5.000 e prima di insegnare come trasformare il vino in un simbolo del suo cruento sacrificio. Egli aveva molta fede e ringraziò il Padre prima ancora di aver visto realizzate le sue preghiere. Come vedremo in seguito, tutto l’insegnamento di Gesù fu metafisico. Tutto quello che desideri, tutto quello che ti occorre, lo puoi ottenere.

Il Padre ha già previsto tutto, ha già dato tutto, ma bisogna chiederlo man mano che se ne avverte la necessità. Devi solo ricordare che non puoi chiedere qualcosa di male per qualcun altro perché il male richiesto ritornerà a te. Tutto quello che chiedi per te devi chiederlo anche per tutta l’umanità perché siamo tutti figli dello stesso Padre. Un’altra cosa: non chiedere meno di quanto hai bisogno. Il Padre è molto generoso e non apprezza la meschinità. Non dire: “Ah, Dio mio, dammi una casetta. Ti chiedo solo una casetta, anche piccola”, quando, in realtà, hai bisogno di una casa grande perché la tua famiglia è numerosa! Non riceverai quello che chiedi perché non è in accordo con quanto ti è necessario. Chiedi invece: “Padre, dà a me e a tutta l’umanità tutte le meraviglie del tuo Regno”.

E adesso passiamo alla parte pratica. Innanzitutto fai un elenco delle cose utili che desideri o che ti servono e numera tutti gli oggetti e le cose. Poi, fai un altro elenco a fianco di quello precedente, elencando e numerando le cose che desideri vedere sparire in te o intorno a te. Nello stesso foglio scrivi anche la formula: “Io desidero la tal cosa, in armonia con tutto il mondo e in accordo con la Volontà Divina, guidato dalla Grazia e nel modo più giusto per tutti noi. Grazie Padre per avermi ascoltato”. Il lavoro preliminare è terminato, ora devi leggere il foglio tutte le sere, leggerlo con fede senza coltivare neppure il più piccolo dubbio.

Dopo averlo letto ringrazia di cuore facendo conto di aver già ricevuto ciò che hai richiesto. Giorno dopo giorno cancellerai dagli elenchi ciò che vedrai realizzarsi. Alla fine, quando vedrai che le tue richieste si sono realizzate, non fare l’errore di pensare che le avresti ottenute comunque, sarebbe una menzogna. Le hai ottenute perché le hai chieste nel modo corretto e il mondo circostante si è assestato per lasciartele arrivare. Nel libro L’Alchimista, vi è un vecchio saggio che dice a un ragazzo: “Esiste una grande Verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato nell’Anima dell’Universo, questa cosa rappresenta la tua missione sulla Terra… Quando desideri qualcosa tutto l’Universo cospira affinché tu possa realizzare il tuo desiderio” (Paolo Coelho,).

Il rimedio contro ogni paura

Formula n. 4

Le persone che sono afflitte da uno o più timori, ogni volta che si ritrovano in preda alla paura, dovrebbero ripetere la seguente formula che andrà a cancellare le negatività che sono state registrate nel loro subconscio: “Io non ho paura. Io non voglio avere nessuna paura. Dio è amore e in tutta la Creazione non c’è niente da temere. Signore, aumenta la mia fede!” Devi ripetere questa formula anche quando stai tremando di terrore, anzi a maggior ragione in quel momento. Anche il solo desiderio di non temere e il desiderio di avere fede bastano per cancellare gli effetti della paura e per collocarci in quella fiduciosa certezza data dalla fede.

Disse un grande Maestro: “L’unica cosa che si deve temere è la paura”. Suppongo che conosci il concetto psicologico che consiglia “ogni volta che si elimina un’abitudine, si deve sostituirla con un’altra”. Perciò ogni volta che si nega o si rifiuta un’idea cristallizzata nel subconscio, bisogna immediatamente riempire il piccolo vuoto che si viene a creare con un’idea contrapposta. In caso contrario, il vuoto attrae idee dello stesso genere, pensate da altri, che stanno sempre sospese nell’atmosfera. Nel Vangelo possiamo leggere la storia di un tizio che ha pulito la sua casa e ha cacciato via lo spirito immondo che l’abitava. Però ha fatto l’errore di lasciarla vuota e così lo spirito immondo e vi è ritornato insieme ad altri spiriti come lui e il danno è stato assai grande (Lc 11:24-26). Questo insegna che il vuoto lasciato dai pensieri e dalle convinzioni negative va riempito con pensieri nobili, elevati e luminosi.

Dice il Maestro Omraam M. Aivanhov: “Lo stesso discorso vale anche per i vostri cuori, le vostre anime e i vostri spiriti; se rimanessero aperti ai quattro venti senza essere né consacrati, né protetti, né circondati da una barriera di luce, gli spiriti tenebrosi, cioè gli indesiderabili, avranno il diritto di entrare, di combinare dei guai e di andarsene portando con loro tutti i vostri tesori. Non li si potrà punire, perché spettava al proprietario prendere le dovute precauzioni. Come in passato le città e i castelli venivano protetti da mura e da fossati pieni d’acqua, così anche il discepolo deve elevare in sé dei muri, delle barriere e delle fortificazioni” (Il libro della Magia Divina)

Se avrai la costanza di ripetere costantemente la formula in tutte le circostanze che si presentano e di controllare i tuoi pensieri in modo da eliminare critiche, giudizi, rancori e altre negatività, vedrai la tua vita cambiare e ti succederanno solo le cose che desideri. “Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo” (Lc 6:44). Questa formula è un grande strumento che sfrutta il potere della parola parlata, è lo stesso strumento che Dio ha utilizzato per portare in manifestazione tutto il Creato. Ti suggerisco pertanto di prenderti il tempo necessario, proprio ora, per leggere la straordinaria storia della Creazione che troviamo nei primi due capitoli della Genesi, primo libro della Bibbia.

Mentre la leggerai ti renderai conto che l’uomo non fu Creato per essere una pedina spostata qua e là dalle varie circostanze, vittima delle condizioni, come un manichino che non può opporsi alle commesse che lo spostano come vogliono nella vetrina del negozio. Scoprirai che l’uomo occupa il punto più alto della Creazione. Egli, lungi dall’essere la creatura più insignificante dell’Universo è, per i poteri che Dio stesso gli ha conferito, la suprema autorità su ogni cosa che vive ed è sulla Terra. L’uomo ha potenzialmente gli stessi poteri del Creatore perché è “stato fatto a Sua immagine e somiglianza”. L’uomo, se lo permette, è lo strumento attraverso il quale la Saggezza, l’Amore, la Vita e il Potere dello Spirito Creatore, possono esprimersi nella più grande pienezza.

L’uomo può cambiare il suo corpo e l’ambiente in cui vive

L’uomo vive in un ambiente che riflette i suoi pensieri e la sua volontà. Così pure abita in un corpo su cui è indiscutibile sovrano. La parola parlata dell’uomo gli permette di emettere dei potenti “decreti”, con i quali può cambiare il suo ambiente, il suo corpo e le situazioni in cui vive. Così ogni cosa appare all’uomo così come lui pensa che debba essere. Fintanto che l’uomo restò obbediente al Suo Creatore, i suoi pensieri e i suoi decreti erano in accordo con lo Spirito del Bene, elemento basilare della Creazione, e visse nel Giardino dell’Eden, ovvero un Universo pieno di abbondanza e armonia. Poi, quando decise di disobbedire, fatto rappresentato allegoricamente dalla mela mangiata da Adamo ed Eva, scelse di utilizzare il suo pensiero e i suoi poteri anche per il male. Siccome Dio gli aveva conferito piena libertà d’azione, lo poteva fare senza alcun impedimento.

Purtroppo, però, i pensieri negativi e i conseguenti decreti, cambiarono sia il suo corpo che l’ambiente circostante e iniziarono le difficoltà che ancor oggi affliggono l’umanità. Dopo il suo errore, l’uomo ha perso la capacità di distinguere tra il vero bene e il vero male, e la sua vita si è realizzata seguendo i suoi desideri e non più in sintonia con il Pensiero Divino. Il grande disordine, che oggi regna nel mondo, dimostra in modo evidente quanto sia grande il potere dell’uomo e come l’Universo risponda alla sue direttive anche se sono contrarie alla Divina Volontà.

L’AMORE

Ti manca solo questo capitolo per poter pienamente conoscere la Legge della Creazione, che afferma “Tutto è creato dalla Mente”. Gesù Cristo disse: “Voi siete come Dei” (Gv 10:34). Così come la Creazione, nella sua interezza, fu un pensiero manifestato di Dio, così l’uomo, che è potenzialmente un dio, crea con il suo pensiero tutto quello che appare nel suo corpo e intorno a lui. Di questo fatto ti ho già parlato piuttosto estesamente e dovrebbe esserti chiara l’importanza di queste cose e come esse possano cambiare la vita di una persona.

Riassumendo brevemente finora hai appreso che:

– credendo una data cosa la facciamo entrare nel nostro subconscio, da dove può condizionare i nostri pensieri e la nostra vita; questa credenza può anche essere completamente dimenticata ma il suo effetto non cessa di esistere,

– le credenze ci danno l’idea che il Creato abbia una natura positiva e una negativa, mentre la Vera Natura del Creato è solo Intelligenza, Bellezza e Armonia,

– non dobbiamo usare la nostra fede per credere nelle cose negative perché questo farà accadere proprio le cose che temiamo di più,

– possiamo cambiare noi stessi, il nostro ambiente e le persone che ci circondano negando ciò che gli occhi ci propongono e affermano la Realtà Divina di quanto stiamo vedendo,

– il potere della parola parlata (o decreto) va considerato come qualcosa che dà forza e fa accadere tutto ciò che è stato stabilito con il pensiero.

Per ultimo ti ho insegnato la formula infallibile per realizzare ciò che desideri per il tuo benessere e quello di coloro che ti circondano. Hai anche appreso quanto sia vera la frase di Gesù: “E conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi.” (Gv 8:32).

Il male non fa parte della creazione di Dio

È una sacrosanta Verità il fatto che siamo stati creati da un Creatore perfetto con la Sua stessa essenza. Oltre a crearci perfetti, l’Amore di Dio ci ha anche concesso il libero arbitrio, col quale possiamo pensare positivamente o negativamente e perciò creare un Universo conforme alle nostre convinzioni. Ciò significa che il “male” non è una creazione di Dio; esso, infatti, non ha nessun potere di fronte alla Verità ed è costretto a sparire quando il pensiero e la parola sono in armonia con la Mente di Dio. Gesù disse: “Non opporti al male” (Mt 5:39), il che significa che non bisogna lottare per sconfiggere il male ma negarne la potenza affermando che Dio è tutto, Dio è bene e perciò TUTTO È BENE.

D’ora in avanti non potrai più colpevolizzare nessuno per quello che ti succede. Ogni volta che ti troverai a fronteggiare una delle molteplici forme del male (malattia, povertà, ecc.) dovrai guardarti allo specchio e domandarti: “Quali sono stati i miei pensieri? … erano positivi o negativi?”, “Ho avuto la certezza della fede o il timore delle cose del mondo?”, “Che tipi di decreti ho affermato con le mie parole nel giorno appena trascorso?” Gesù disse che guardando i frutti di un albero si può comprendere se è buono e generoso (Mt 7:16). Quando ti esamini, devi essere molto sincera con te stessa, e analizzando i “tuoi frutti” potrai capire che tipo di albero sei. “La tua vita ti soddisfa”, “Ti piace quello che fai?… lo trovi sgradevole?”, “Coloro che ti stanno accanto vivono meglio o peggio per il fatto che tu sei con loro?”. Fa’ un onesto esame e poi tira le giuste conclusioni.

I sette aspetti di Dio

Nella Metafisica cristiana viene insegnato che Dio ha sette Aspetti: Amore, Verità, Vita, Intelligenza, Anima, Spirito e Legge o Principio. Come vedi questi Aspetti sono condizioni spirituali e perciò invisibili. Non li possiamo né vedere, né toccare, ma ne sentiamo comunque gli effetti. Questi aspetti di Dio esistono, sono cose reali e nessuno di essi può essere negato. Il primo Aspetto di Dio si chiama Amore, la più potente e sensibile di tutte le Sue caratteristiche. Poche persone sanno quello che è realmente l’Amore. La maggioranza crede che sia il sentimento che si prova verso i genitori, i figli, il consorte, ecc. Questo, in realtà, non e “amore” perché la tenerezza, l’attrazione, l’antipatia e l’odio sono solo differenti gradi di una stessa cosa: il sentimento, ovvero l’affettività o momento della vita interiore, pertinente al mondo degli affetti e delle emozioni. L’Amore, invece, è molto complesso e non si può definire con una sola parola.

Comunque il perno centrale di ciò che realmente possiamo chiamare amore è la tolleranza e la buona volontà. Sembra una contraddizione, ma quando si ama molto, o troppo, vengono a mancare proprio la tolleranza e la buona volontà. È la stessa cosa che avviene quando si odia: vengono a mancare tolleranza e buona volontà. Sia l’amore eccessivo che l’odio, sono infatti la negazione della tolleranza e della buona volontà. Sta scritto nel Vangelo: “Pace in terra agli uomini di buona volontà” (Lc 2:14). Ciò implica che quello che succede in mancanza della buona volontà non porta pace. In ogni caso, la pace possiamo trovarla solo nel perfetto equilibrio, non dove vi sono eccessi o carenze.

Tutti gli eccessi, anche l’eccesso di cose buone, (eccesso di denaro, di amore, di carità, di preghiera, di sacrificio, ecc.) spostano il peso sulla bilancia, la fanno pendere da un lato e tolgono la pace. Quando la Bibbia dice: “Di tutti i frutti del Paradiso potete mangiare, tranne del frutto dell’albero della conoscenza del Bene e del Male” (Gen 2:16) si riferisce precisamente a questo fatto che tutti voi potete accertare. Il tronco dell’albero della conoscenza simboleggia il centro, l’equilibrio. I rami si dipartono da esso dirigendosi in tutte le direzioni e producendo frutti. Alcuni si manifesteranno buoni e altri cattivi e simboleggiano gli estremi tra loro complementari. Il “frutto proibito”, che tanta tribolazione ha causato al mondo, non è altro che un estremo: è l’eccesso in tutti i suoi aspetti; infatti (si può leggere nella Genesi) Dio, che creò tutto, dichiarò tutta la sua opera “buona” e menziona la parola “male” solo in riferimento all’eccesso (Gen 1:4).

Torniamo all’amore. L’amore di alcune madri è così “grande” da non permettere ai figli di separarsi dalla famiglia, né di sposarsi o diventare indipendenti. Questi figli, quando diventeranno adulti, non sapranno amare a loro volta; saranno egoisti e l’amore, per loro, sarà confuso con il desiderio di possesso. Questo tipo di “amore” non è altro che eccesso di sentimento. Viene superata la misura e pertanto è molto lontano dalla tolleranza e dalla buona volontà. Generalmente, l’eccesso di sentimento significa il mancato sviluppo dell’intelligenza. Queste parole, senza dubbio, causeranno indignazione in quelle persone che si riempiono la bocca dichiarandosi molto sentimentali.

L’eccesso di emotività, come tutti gli eccessi, è “male”. Un eccesso viene considerato “male” perché denota una mancanza di equilibrio emozionale che non trova un’energia in grado di bilanciarlo. L’eccesso di calore, ad esempio, per diventare sopportabile deve essere equilibrato con un’uguale quantità di freddo. L’emozione è calda e l’intelligenza è fredda. Una grande capacità emotiva è una magnifica qualità e molto desiderabile, sempre se equilibrata con un’uguale capacità intellettuale. Queste qualità sono quelle che caratterizzano i grandi artisti. L’artista, comunque, ha gli strumenti per indirizzare tutta la sua potenza emotiva, mentre la persona esageratamente emotiva e con poco sviluppo intellettuale, dirige tutta la sua passione sugli esseri umani che la circondano, pretendendo di legarli e di fargli fare ciò che vuole.

Un rimedio per l’eccessiva emotività consiste nel pensare e riflettere molto. Ogni giorno bisognerebbe meditare qualche minuto sull’intelligenza, cominciando a domandarsi “che cosa è l’intelligenza?” e continuare riflettendo sul fatto che tutto nell’Universo (le piante, gli animali, ecc.) dimostrano intelligenza. Alla fine terminare affermando: “Io sono intelligente, con l’intelligenza di Dio stesso, visto che sono stata creata dall’essenza del Creatore che rappresenta la sorgente stessa dell’intelligenza. Io sono stata creata con l’intelligenza e dall’intelligenza di Dio”.

Dopo pochi giorni di questo trattamento, noterai un cambio nell’elasticità del tuo modo di pensare e nella capacità di penetrare i soggetti su cui poni la tua attenzione. Con una sola settimana di esercizio riscontrerai anche una trasformazione nel tuo modo di amare gli altri. Noterai in te una serenità e una generosità peculiare che non avresti mai creduto di essere capace di esprimere. Questo si deve al fatto che siamo tutti membri dell’umanità e ciò che migliora uno migliora tutti. Il gradino che sali tu, farà infatti salire un pochino tutta l’umanità.

I grandi nemici dell’uomo: odio, risentimento e rancore

Ora parleremo dei peggiori nemici di tutto il genere umano. Essi sono: l’odio, il risentimento e il rancore. Sono ben pochi le persone che non hanno mai provato questi sentimenti, certo non sapevano che essi amareggiano la vita, influenzano negativamente tutto il Creato e sono la causa di tutte le sofferenze cui è soggetta l’umanità. Questi “nemici”, sono anche la causa di ciò che ci angustia mentre siamo studiosi della Metafisica, e stiamo imparando a controllare i nostri pensieri, negare e affermare, conoscere la Verità e vigilare per correggere i nostri errori. Un solo risentimento, un rancore registrato nel subconscio e nell’anima, crea dentro di noi una fontanella fredda e amara che, con le sue gocce d’amarezza, sporca i nostri pensieri e i nostri sentimenti, ostacolando in modo incredibile la realizzazione dei nostri desideri.

Niente, neppure la manifestazione più perfetta, può restare tale fintanto che permane questo fuoco infetto e dispersivo nel nostro essere! La Bibbia e le varie religioni continuano a sottolineare l’importanza del perdono e dell’amore verso i nemici. Queste parole, comunque, restano vane se non comprendono anche una formula pratica per perdonare coloro che ci fanno del male. Si sente spesso dire: “Io perdono, ma non riesco a dimenticare”. Menzogna. Chi ricorda un’offesa dimostra che non ha perdonato!

La formula infallibile per perdonare davvero

Formula n. 5

Diamo ora la formula infallibile per perdonare e al tempo stesso dimenticare. Ciò è positivo per la nostra coscienza in quanto, essendo questo uno sforzo d’amore, ci pone nel punto centrale dell’equilibrio, della tolleranza e della buona volontà. Nel Vangelo di Giovanni possiamo leggere queste parole di Gesù: “Vi do un Comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13:34-35). E San Paolo, in una lettera ai Romani, dice: “L’amore è l’adempimento della legge” (Rm. 13:10). Agire secondo la legge dell’amore è agire secondo tutte le leggi; è stare con Dio, in Dio, ed essere gioiosi, soddisfatti e completi in tutte le nostre esperienze. Il mio maestro diceva: “L’uomo che ama davvero è l’uomo più forte del mondo”.

Ecco qui la ricetta per un perdono completo ed amorevole: ogni volta che senti qualcosa di sgradevole nei confronti di qualcuno, riconosci in te un desiderio di vendetta, oppure provi rancore o risentimento per qualcosa che ti hanno fatto, mettiti deliberatamente a ricordare tutte le buone qualità che riesci a trovare in quella persona. Cerca di rivivere i momenti gradevoli che hai condiviso con lei, magari molti anni prima del momento in cui ti fece del male. Insisti nel ricordare il bene, le sue buone qualità, la tua antica opinione su di lei. Se riesci a ridere di qualche sua frase o di qualcosa di divertente che avete vissuto insieme, il miracolo è fatto.

Se non ti basta un solo trattamento, ripetilo tante volte quanto è necessario per cancellare il rancore e il risentimento. Ti conviene farlo, comunque, anche se lo dovessi ripetere “fino a settantavolte sette” (Mt 18:22). Questo è il compimento della legge data da Gesù: “Non lasciatevi vincere dal male, bensì vincete il male col bene” (Rm. 12:21). Questo è porgere l’altra guancia, è amare i nemici, benedire coloro che ci maledicono, fare del bene a quelli che ci detestano, e pregare per quelli che ci oltraggiano e ci perseguitano, il tutto senza esporci apertamente a chi ci maltratta. Se lo farai sinceramente, ti accorgerai di qualcosa di molto strano; ti sentirai, innanzitutto, liberato e poi vedrai che molti inconvenienti che turbavano la tua vita (e non sapevi a cosa attribuire), spariranno come per incanto.

Il PERDONO – Bisognerebbe evitare di pensare alle persone verso cui si provano odio o rancore. Esse, se non le perdoniamo, diventano i nostri padroni, ci vengono in mente quando mangiamo, rovinandoci il pasto; quando siamo a letto guastandoci il sonno; quando ci rilassiamo, riportandoci ansia e agitazione. Mario Rizzi

Un pensiero del maestro Omraam Mikhael Aivanhov (2)

Chi è povero e debole spiritualmente non è capace di perdonare ma cerca di vendicarsi. Per perdonare chi vi ha fatto del male dovete diventare grandi, ricchi, forti, luminosi; dovete dirvi: “Devo perdonarlo perché, poveretto, è privo di luce, di conoscenza, di nobiltà… E non sa neppure in quale situazione si mette facendomi del male, perché le leggi divine sono inesorabili e dovrà soffrire per il male che mi ha fatto. Io invece, anche se ne sono la vittima, ho il privilegio di lavorare per il bene, per il Regno di Dio, per la luce”. Pensando così e paragonando lo splendore in cui vivete, per aver scelto il cammino del bene, alla miseria e all’oscurità di coloro che sono ingiusti e cattivi, un sentimento di pietà, di indulgenza e d’amore s’impadronirà di voi, Questa generosità, che non avreste potuto raggiungere con nessun altro mezzo, è facilmente raggiungibile in questo modo. Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte dell’acciaio. Il perdono è l’unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi.

La persona odiata diventa, pian, piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere. Se consideriamo coloro che ci hanno fatto del male come delle persone che (in un momento particolare) hanno agito male nei nostri confronti ma sono pur sempre dei figli di Dio, il perdono non ci sarà difficile. Esse hanno attraversato il nostro cammino per un appuntamento fissato dal Creatore. Dobbiamo ricordare che quando qualcuno ci ferisce lo fa perchè la sua anima stà cercando di accaparrarsi la nostra divina attenzione e la nostra benedizione. Se gliela offriamo cesserà di intralciare il nostro cammino.

Qualcuno può pensare di non aver nulla da perdonare. Se nella sua vita compaiono però: confusione, sofferenza, infelicità, miseria, o dei bisogni di qualunque tipo egli è nella necessità di dover perdonare. Vi è un vecchio proverbio che dice: “Colui che non riesce a perdonare agli altri rompe il ponte su cui lui stesso deve passare”. Quando la nostra salute od il nostro benessere, tardano ad arrivare, è necessario concedere il nostro perdono. “Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere e alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di essere attratto”.

Un rimedio sicuro (3)

Il perdono può spazzare via tutti gli ostacoli che hanno impedito al benessere e alla salute di arrivare fino a voi. Il perdono è un potente magnete da cui nessun bene può evitare di essere attratto. Oltre a perdonare gli altri dobbiamo anche imparare a perdonare noi stessi. L’autocondanna ci priva della salute e ci può causare problemi di tutti i tipi, compresi quelli finanziari. Charles Fillmore, fondatore del movimento spirituale: “Unity” propone questa formula di perdono dicendo che questo è un trattamento mentale garantito per curare ogni tipo di malattia:

1. Ogni sera, prima del sonno, siediti per circa 30 minuti e chiedi perdono, mentalmente, a tutti quelli verso cui hai avuto un atteggiamento negativo o antipatia. Se hai dei pregiudizi contro un animale, o ne temi la presenza, chiedi perdono pure a lui e mandagli il tuo amore.

2. Se hai accusato qualcuno; hai discusso duramente; hai criticato o fatto pettegolezzi; ritira le tue parole chiedendo (mentalmente) perdono alle persone offese.

3. Se le circostanze ti hanno portato a delle rotture con parenti (o amici) fai tutto ciò che ti è possibile per sistemare le cose.

4. Cerca di vedere tutte le persone come dei figli di Dio che stanno facendo delle penose esperienze nella vita terrena. Offri loro la tua incondizionata comprensione e i più intensi pensieri d’amore.

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5. Non coricarti mai con la sensazione che vi siano nel mondo persone, animali, cose o situazioni, che ritieni essere tuoi nemici. Una formula per un perdono completo potrebbe essere:

Formula n. 6

Io perdono ogni cosa, ogni persona, ogni esperienza, e ogni memoria del passato, o del presente, che necessita il mio perdono. Io perdono tutti con piena intenzione. Dio è amore e, come io ho perdonato agli altri, così io ora sono perdonato e governato soltanto dall’amore di Dio. L’amore di Dio sta sistemando la mia vita e i miei problemi. Realizzando tutto questo io abito nella pace.

È provato che il perdono guarisce le malattie; fa’ diventare forti i deboli; trasforma i codardi in coraggiosi; muta gli ignoranti in saggi, e fa’ degli scontenti delle persone felici. Ricordate che il perdono può eliminare ciò che si era messo come ostacolo tra voi e il vostro benessere.

Perdono e comprensione sono strettamente collegati (4)

Il precetto di perdonare fu dato per evitare che le persone, proiettando sentimenti ostili e negativi, danneggiassero se stesse perché la Legge di Causa ed Effetto dice chiaramente che quello che una persona semina è ciò che raccoglierà. Perdonare significa agire con volontà in modo da chiudere definitivamente ogni conto aperto con altri; è saldare coscientemente ogni pendenza aperta con amici, parenti o conoscenti.. Se il conto rimanesse aperto, senza il perdono, prima o dopo la Legge di Causa ed Effetto creerebbe le condizioni adatte per la sua chiusura definitiva. Questa è una Legge inesorabile, che opera automaticamente a danno di chi poteva farlo di sua volontà e si è rifiutato di farlo. Vi è pure una ragione logica per perdonare ed è questa. Chi ti ha fatto del male, ha agito secondo il suo gradino evolutivo. Se fosse più evoluto, non si sarebbe comportato in quel modo, è stata infatti l’ignoranza che lo ha fatto agire in quel modo.

Ognuno agisce in conformità del suo livello evolutivo, infatti non ti meraviglia il fatto che un bimbo non sappia risolvere un problema di analisi matematica. Egli fa quello può e non può fare ciò che non rientra nelle sue capacità. Chi ti ha fatto del male, il delinquente che ha commesso un delitto, colui ti ha detto offeso con le sue parole, sta facendo la sua esperienza di vita e le sue azioni esprimono ciò che è capace di fare. Egli potrà fare delle esperienze buone e migliori solo quando supererà il livello di coscienza di cui è attualmente capace. Cerca di comprendere le ragioni e i moventi delle azioni altrui: ti accorgerai che la maggior parte crede di agire bene facendo ciò che fa. Mettiti nei panni di coloro che agiscono in un dato modo: questo significa comprendere gli altri, e com-prendere significa “prendere con sé”. Perdono e comprensione sono strettamente collegati. Quando ripensi ai tuoi antichi errori, ti rivolgi a te stesso con comprensione. Pensi, infatti: “Ho fatto quella cosa perché non capivo.

Ora non la rifarei”. Perché non adoperi lo stesso metro per misurare gli errori degli altri? La comprensione è questo penetrare le ragioni di ogni operato, e non solo per le tue azioni, anche per quelle degli altri. Con la comprensione si evita ogni condanna, perché essa permette di penetrare nell’animo altrui e comprendere le ragioni che lo hanno motivato a agire in quel modo. Certo, non si tratta di approvare, non si dice di plaudire, ma soltanto di comprendere perché si è agito in quel modo. La comprensione è un’espressione dell’amore. E poiché si devono amare tutti, così si devono comprendere pure tutti nel loro agire.

Chi comprende gli altri perdona naturalmente. Non sorridi se un bambino ti batte con la manina e talvolta ti fa perfino male? Dovremmo perdonare come ha fatto Gesù, che seguendo questo modo di vedere le cose, mentre era sulla Croce ha detto: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Gli uomini generalmente non si rendono conto del male che fanno con le loro azioni anzi i più credono di far bene, di avere ragione e che devono agire in quella maniera. La limitata visione e lo scarso discernimento non permettono loro di vedere meglio. È necessario perdonare, non solo per le ragioni dette, ma perché tu stesso hai bisogno di essere perdonato.

Chi fosse tanto cieco da non riconoscersi colpevole di qualche cosa, e si ritenesse, invece, innocente e immune da ogni colpa, come il fariseo che si riteneva diverso da tutti gli altri uomini, allora la sua cecità gli impedirebbe di vedere, rischiando di farlo precipitare in chissà quale baratro. Se sapesse ciò che fa, cioè male a se stesso, il malvagio non si comporterebbe in quella maniera; ignora le leggi della vita e quindi ritiene di realizzare il proprio bene danneggiando altri. Quando arriverà a capire, e sarà attraverso il dolore che gli aprirà gli occhi, si pentirà per quello che ha fatto; imparerà dal dolore, il suo vero maestro, che soltanto il bene vale. Perdona e prega le guide perché sia illuminato. Allora cambierà. E sarà una situazione nuova. Soltanto il radicale mutamento del nostro mondo interiore, anche se difficile da realizzare, può renderci invulnerabili agli attacchi occulti che altri volessero operare contro di noi.

La più grande opera di difesa dalle influenze malefiche (4)

Non è facile mettere a tacere certi sentimenti che sentiamo ribollire dentro con veemenza. Ma tu devi saper perdonare chi ti ha fatto del male, chi ti odia e chi invia verso di te radiazioni malevole. Queste onde ti sono nocive soltanto se tu le ricambi facendo del male a chi le invia. L’unico modo per renderle innocue, neutralizzarle e dissolverle prima che giungano a nuocerti, è proprio quello di emanare onde di amore verso chi ti ha fatto del male, oppure nutre verso di te odio o rancore. Le tue radiazioni distruggeranno le sue, impedendo che esse arrivino a te recandoti il male di cui sono cariche. Se quelle onde giungessero a te e ti colpissero, e tu a tua volta le ricambiassi, il danno reciproco sarebbe enorme. Devi arrivare a detestare il modo ancora selvaggio col quale molti, troppi, credono ancora di dovere amministrare la propria vita, attraverso vendette, faide e rancori.

Sono metodi barbari che purtroppo sono ritenuti ancora validi da qualcuno e da certe famiglie. Ciò è indegno di uomini civili e soprattutto di chi conosce l’insegnamento dell’amore cristiano. È un sottosviluppo morale di cui molti non si vergognano neppure. Se eviterai di pensare in maniera ostile a chi ti ha recato dolore, spezzerai il filo sul quale possono scorrere le due correnti malefiche formate dai tuoi e dai suoi pensieri, e questa è già per se stessa una cosa molto positiva. Se per umana debolezza qualche pensiero negativo tornasse, sostituiscilo subito con un pensiero di amore. Se sarai capace di mandare pensieri di bene a chi ti vuol male, e pregare per lui, avrai già compiuta la più grande opera di difesa da tutte le influenze malefiche.

Chiedi a Dio la luce per coloro che ritieni autori dei tuoi mali affinché siano illuminati. Cesseranno come per prodigio di nuocerti. Vendicarsi è indice di povertà e di debolezza interiore. Chi è ricco interiormente perdona, non cerca di vendicarsi. Perdona, allora, perché chi ti offende, chi ti fa del male, non è consapevole che offendendoti e facendoti del male, procura del male a se stesso, e dovrà soffrire per riparare il male che ha fatto. È come un cieco che non sa dove andrà a finire quando muove i piedi. Offri compassione, pietà, e una generosa comprensione a chi non comprende, e dona loro il tuo amore per aiutarli a comprendere.

Non serbare ombra di rancore per nessuno, anche se ti costa sacrificio. Perdona a chi ti ha fatto del male e l’aiuterai a salire verso il bene. Ama chi ti vuol nuocere: lo renderai impotente a nuocerti. Auguragli di comprendere la verità e lo bloccherai in ogni iniziativa malevola. Amare i propri nemici è un alto insegnamento iniziatico rivolto a tutti quelli che sanno comprendere. Tu finora avevi considerato coloro che ti ostacolano come tuoi nemici mentre sono proprio essi a cui devi ogni tuo progresso. A loro infatti siamo debitori di ogni nostro avanzamento nelle vie dello spirito. L’amore ti è comandato proprio per loro. Verso quelli che ti amano e ti fanno del bene sarebbe stato inutile perché ricambiare amore a chi ti ama è istintivo e naturale.

Come eliminare i legami con altre persone Se vi sembra di essere legati ad un’altra persona, perché essa vi ha fatto del male o voi lo avete fatto a lei, questa tecnica, magari ripetuta per un certo numero di giorni, vi può certamente aiutare. Visualizzate la persona in oggetto (anche se fosse defunta) in piedi davanti a voi, immaginate ora che il vostro plesso solare (bocca dello stomaco) sia collegato al suo con una linea di luce o un cordone scuro.

Immaginate quindi di avere nella mano destra una piccola spada con l’impugnatura a croce, e invocare su di essa la benedizione di Dio. Nella mano sinistra immaginate di avere una torcia fiammeggiante, e invocate su di lei il potere dello Spirito Santo, di cui costituisce il simbolo. A questo punto affermate “Nel nome di Gesù Cristo io ti perdono per tutto il male che mi hai fatto, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate. E nello stesso tempo ti chiedo perdono per tutto il male che io posso aver fatto a te, volontariamente o involontariamente, in questa vita o in quelle passate. Amen.

Ora io taglio questo legame che non ha più ragione di esistere, io ti lascio libero e divento libero”. Tagliate ora la corda con la spada bruciando immediatamente i due moncherini della medesima con il fuoco consacrato della torcia. Se resta qualcosa attaccato al vostro corpo insistete con il fuoco fintanto che non avvizzirà e si staccherà completamente. Dopo una separazione del genere bisogna, naturalmente, prendere ogni precauzione per evitare che il legame possa riformarsi. Rifiutate di incontrare ancora la persona in oggetto e anche solo di leggere o rispondere a lettere che provengano da essa. Interrompete ogni comunicazione fisica decisamente e risolutamente per un periodo di almeno alcuni mesi. Accettate tutto… (5) Accettate tutto con gratitudine… così la gioia e l’amore rimarranno in voi. Accettate con gratitudine le preoccupazioni, i problemi e le sofferenze ed essi scompariranno. Nel ringraziamento c’è la forza. La vera gratitudine è vivere positivamente.

Chi percepisce, pensa e parla in modo positivo, vive e ringrazia incessantemente. Le forze positive dell’infinito sono così al suo servizio. Esse suscitano gioia, amore, armonia, fiducia e pace nell’uomo. Le preoccupazioni, i problemi e le difficoltà si allontaneranno da lui, dato che nella vera gratitudine non c’è posto per le sofferenze e le preoccupazioni di questo mondo. La gratitudine è segno di grandezza. La vera gratitudine racchiude in sé la certezza che Dio, l’eterna Legge, guiderà ogni cosa nel migliore dei modi. La gratitudine racchiude in sé anche la protezione e la vicinanza di Dio. La protezione e la vicinanza di Dio apportano, a loro volta, pace. Chi è ricolmo di pace è anche ricolmo di amore, tende ad essere altruista e lo Spirito di Dio fiorisce nel suo cuore. L’uomo così appagato da Dio emana, come una rosa, il sacro profumo dell’eterno “Io Sono”. La gratitudine racchiude in sé la speranza, la consolazione e la fiducia. NEGAZIONI E AFFERMAZIONI – Di fronte ad un’infermità propria o altrui

Io nego l’apparenza di tutte le infermità fisiche. Non le accetto, né per me, né per nessun altro. L’unica Verità si radica nello spirito e tutto ciò che mi circonda si modella alla mia parola, al mio riconoscere la Verità. Nel nome di Gesù Cristo, che ci autorizzò a farlo, io decreto che io e tutti siamo Vita. La Vita è salute, forza, allegria. Grazie Padre per avermi ascoltato.

Di fronte ad un grande timore (proprio o altrui)

Nego il timore. Dio non creò il timore, quindi esiste solo perché io credo che esista, e io non lo accetto. Non desidero più che questa apparenza creata da me, si manifesti. Sciolgo e lascio andare ogni ombra di timore in me. L’apostolo Giovanni disse: “L’amore perfetto scaccia ogni paura” (1 Gv 4:18). Io riconosco il fatto che Dio è amore, e io sono suo figlio. Io sono stato Creato per amore e per un atto di amore. Questa è la Verità. Grazie Padre.

Di fronte a una grande tristezza (propria o altrui)

Io nego l’esistenza di questo dolore non autorizzato da Dio. Io cancello in me tutte le tendenze alla negatività e non lo accetto per niente. Dio è felicità, gioia, allegria. Grazie Padre per avermi dato .(elenca tutte le cose che possiedi come oggetti o carattere, fino alla cosa più insignificante).

Di fronte a qualsiasi fallimento o mancanza.

Io nego ciò che mi appare come mancante. Non è la Verità, non la posso accettare, non la desidero. L’abbondanza di tutto è la Verità e il mio mondo contiene tutto ciò di cui ho bisogno. Tutto è già previsto, tutto è dato da un Padre che è amore, quindi, devo solamente reclamare il mio bene. Guidami nel cammino, Padre, parla che tuo figlio ti ascolta. Grazie.

Di fronte a tutto ciò che non è armonioso

Nego la disarmonia. Non accetto questa apparenza che si mostra come disarmonia. Dio è armonia perfetta. Nello spirito non c’è conflitto, né contrarietà, né lotta, né alcuna cosa che si opponga al compimento della perfetta armonia. Grazie Padre, benedico la tua armonia e affermo che essa è presente anche in questa situazione.

Per la pace mondiale e di fronte a tutta l’apparenza contraria

Grazie Padre che sei Pace. Grazie Padre perché nulla di ciò che non è in pace ha consistenza alcuna ed è solamente una creazione della mente di coloro che ti ignorano. Perdonali perché non sanno quello che fanno. Si faccia la tua volontà qui sulla terra così come appare in Te. Grazie Padre.

Ti propongo queste affermazioni perché tu stesso possa apprendere come formulare le tue preghiere. Tutto il giorno pensiamo e decretiamo, in forma negativa o in forma positiva e creiamo le nostre proprie condizioni, fallimenti e successi, salute o malattia. L’importante è iniziare la giornata con qualche affermazione positiva e poi mantenersi nello stato d’animo espresso nella preghiera. Se, dopo l’affermazione ti lasci riprendere dai pensieri negativi, distruggerai l’effetto della preghiera. Guida i tuoi pensieri e guida le tue parole. Non lasciarti travolgere dalle parole e dai sentimenti degli altri. Ricorda che loro ignorano quello che tu già conosci. Quello che chiedi per te, chiedilo anche per gli altri. Siamo tutti una cosa sola nello spirito e questa è la forma più efficace per dare e nello stesso tempo ricevere. Questo modo di operare è ancor migliore che non offrirgli un pezzo di pane o fare dell’elemosina, giacché il pane e l’elemosina durano un solo istante, mentre la Verità rimarrà con loro per sempre.

Presto o tardi il tuo dono spirituale si manifesterà mente cosciente e così avrai aiutato un tuo fratello ad incamminarsi verso la salvezza. Ricorda che il bene che fai (così come il male) ti ritornerà indietro come un boomerang, secondo la Legge di Causa ed Effetto. Si è detto che “Se uno è con Dio, è con la maggioranza”. Una sola persona che eleva la sua coscienza al piano spirituale e riconosce la Verità nella sua espressione più alta, è capace di salvare dalla rovina un’organizzazione, salvare dalla crisi una comunità, una città o una nazione, perché agisce nel piano spirituale che è Verità e che domina tutti i piani inferiori. Lo disse anche Gesù: “E conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi” (Gv 8:32).

SECONDA PARTE

SIGNIFICATO METAFISICO DEI DIECI COMANDAMENTI

Non si è ancora completamente sicuri se Mosè fosse colui di cui parla la Bibbia, o se invece fosse realmente il figlio di una principessa egizia sorella di Ramses II. Il suo nome, nel simbolismo biblico, significa “salvato dalle acque”, e siccome la Bibbia, in gran parte, è formata da racconti simbolici, destinati a proteggere le grandi Verità dalle erronee interpretazioni di coloro che non hanno la maturità necessaria per farne buon uso, è molto probabile che tutta la narrazione biblica, riguardante la nascita di Mosè, sia più simbolica che storica.

In ogni caso, la Verità sulla sua provenienza non modifica ciò che lui insegnò. Mosè, infatti, fu un grande illuminato, un grande Maestro della Metafisica. Non solo liberò il popolo ebraico dalla schiavitù e dalla condizione disumana in cui si trovava, ma fu anche Maestro di molte tribù erranti che si aggregarono al suo gruppo nel deserto. È per questa ragione che tante razze distinte, discendenti da quelle tribù, acquisirono il culto monoteista (un solo Dio), conservandolo fino ad oggi. Il popolo di Mosè era formato da persone primitive che non sapevano rispettare gli altri, che uccidevano chi recava loro offesa, che lasciavano morire di fame gli anziani perché ognuno di essi rappresentava una bocca in più da sfamare, che consideravano la donna come una femmina appartenente a tutti.

Vi erano però anche persone abbastanza evolute, come i Giudei, che erano stati schiavi degli Egiziani e che avevano conosciuto solo il lavoro, senza tregua né riposo. Tutte queste persone, durante la convivenza con gli Egiziani, avevano dimenticato il culto dei loro antenati ed erano diventati adoratori di idoli. Questo fatto obbligò Mosè a formulare un codice di leggi assai semplice, chiare ed elementari; un codice che contemplava castighi durissimi per ogni infrazione poiché questo era l’unico modo per ottenere il rispetto della legge da parte di tutto il suo popolo. Mosè fu educato nel tempio di Heliopolis che era, come dice qualcuno, una specie di Università. Nel Tempio, si insegnavano la Matematica, la Geometria, la Metafisica, l’Astrologia, la Numerologia (significato dei numeri) e un modo simbolico utilizzato dai Saggi per trasmettere le loro conoscenze alle generazioni future; saggezza che ogni successiva generazione avrebbe poi utilizzato a seconda del suo livello d’evoluzione.

I vari livelli di interpretazione

Questa simbologia prevedeva tre livelli di conoscenza. Il primo livello era il più semplice ed era accessibile a tutti. Il secondo livello era metafisico e trattava lo stesso argomento da un punto di vista intellettuale. Il terzo livello era esposto per mezzo di geroglifici e trattava lo stesso argomento da un punto di vista spirituale. Quest’ultimo livello è così profondo che può essere compreso soltanto da chi ha raggiunto un certo grado di evoluzione. Questa è la prima esposizione della Legge di Corrispondenza che dice: “Come in alto così in basso. Come in basso così in alto”. In basso significa nel piano materiale, nelle condizioni umane, in ciò che possiamo toccare e vedere, in alto si riferisce al mondo invisibile, alla mente, alle cose astratte e spirituali.

La Legge di corrispondenza dice che tutte le Leggi agiscono in tutti i piani e che le condizioni in un piano si ripetono nel piano superiore, così come quelle dei piani superiore in quelli inferiori. Se ciò non ti è molto chiaro non preoccuparti, lo comprenderai meglio continuando nella lettura. Mosè elaborò i suoi Dieci Comandamenti o Sepher Bereshit (come si chiamano nella lingua ebraica) affinché l’umanità potesse essere iniziata all’insegnamento superiore mentre andava evolvendo e risvegliandosi. Ti propongo ora un’interpretazione dei Dieci Comandamenti che non rappresenta le idee di qualcuno, è invece quanto è stato tramandato e conosciuto attraverso i millenni, ma solo da coloro che avevano raggiunto un sufficiente livello di spiritualità.

Con i Dieci Comandamenti l’umanità di quei tempi fu messa in grado di apprendere le prime lezioni nel campo spirituale. Apprese infatti l’importanza dell’obbedienza alla Legge nel suo primo aspetto, quello dogmatico che pretende di essere creduto e ubbidito senza alcuna obiezione. Oggi la maggioranza dell’umanità è adulta mentalmente e moralmente, e coloro che sono in grado di riflettere si rendono conto di quante contraddizioni vi siano negli insegnamenti che vengono loro proposti. Questo fatto indica che è giunto il momento di proporre un insegnamento più profondo, la maggioranza delle persone è infatti pronta per una conoscenza che soddisfi la loro mente con spiegazioni logiche e concrete. Segue quanto dicono, in sintesi, i Dieci Comandamenti (Deu. 5.6).

1. Non c’è che un solo Dio.

2. Non fabbricherai immagini, né le adorerai, né renderai culto ad esse.

3. Non dire il nome del Signore tuo Dio invano.

4. Ricordati di santificare il settimo giorno.

5. Onora tuo padre e tua madre.

6. Non ammazzare.

7. Non commettere adulterio.

8. Non rubare.

9. Non dire falsa testimonianza.

10. Non desiderare intensamente.

Questi Comandamenti si dividono in due gruppi. Mentre il 4° e il 5° Comandamento offrono delle raccomandazioni, gli altri otto (1°, 2°, 3°, 6°, 7°, 8°, 9° e 10°), sembrano delle proibizioni, cominciano infatti con la negazione “Non”. Le persone primitive, che non hanno ancora sviluppato una capacità logica di ragionamento, vedono in questi Comandamenti delle proibizioni e delle ferree norme di condotta. Come abbiamo già detto questo tipo di formulazione era necessario affinché la maggioranza dell’umanità (pastori primitivi), fosse iniziata alla Verità e si abituasse a non ammazzare, a non rubare, a non mentire, a non desiderare intensamente, a pensare anche al prossimo e all’idea di un solo Dio. Le generazioni attuali, attraverso secoli di dure esperienze, individuali e collettive, hanno imparato ad adeguarsi alle Leggi di Mosè in modo automatico, anche se, guardando il mondo in modo superficiale, potremmo credere che non sia così. Ci sembra infatti, che l’umanità continui ad uccidere, a rubare e mentire come tanti anni fa, però questa non è la Verità. In quanto ciò che vediamo è solo una minoranza di umanità e non la grande totalità.

La maggioranza sente la necessità di adorare un Dio Unico; non ruba e neppure ammazza; ama gli altri e crea strutture per i suoi anziani. Non solo, ma in tutta la terra ci si riposa almeno un giorno alla settimana: la Domenica. È la minoranza che non segue le Leggi mosaiche. È una minoranza molto ridotta quella che vive nelle carceri. È una minoranza che disconosce Dio e che intenzionalmente ignora la “legge”; tale minoranza è l’eccezione che conferma l’evoluzione conseguita dalla grande maggioranza.

È perciò giunto il momento di fare un passo in avanti; un passo che ci porti a comprendere i Dieci Comandamenti al secondo livello di interpretazione, quello che tratta il soggetto al livello intellettuale. Il terzo livello, quello geroglifico, lo potremo comprendere quando saremo puliti da ogni errore, quando saremo spiriti puri e avremo imparato ad amarci, veramente, senza distinzione di credo o di razza. I primi tre Comandamenti sono correlati alla Legge della Creazione, che abbiamo trattato più sopra. Andremo ora ad analizzare il contenuto dei Comandamenti: “Non ammazzare”, “Non rubare”, “Non dire falsa testimonianza” e “Non desiderare intensamente”.

Il vocabolo “non”, non indica una proibizione

Iniziamo chiarendo il significato della negazione “non”. Secondo la Metafisica esso non ha lo stesso significato di quei divieti collocati in alcuni punti della città che dicono: “Non gettare spazzatura” oppure “Non calpestare le aiuole”. In tali cartelli la parola “non” è un ordine dato dall’autorità vigente e proibisce alcuni atti che il cittadino potrebbe commettere. Il “non” utilizzato nei Comandamenti significa invece “non puoi” perché, comunque, anche se lo farai, non porterai a casa ciò che pensavi.

In altre parole è inutile e assurdo pensare che lo puoi fare perché anche se lo farai “non” otterrai ciò che desideri. Il mio Maestro diceva che questo “non” può essere compreso nel suo pieno significato meditando sulla seguente affermazione: “Non attraversare a nuoto l’oceano Atlantico. Perché? Perché sai in partenza che anche se ci provi non potrai raggiungere la riva opposta”. Prendiamo per esempio il Comandamento “Non ammazzare”. Come tu sai il corpo materiale vive perché in lui vi è l’anima che lo “anima” e gli dà vita. Quando l’anima se ne va resta il corpo senza vita: una massa inerte di carne e di ossa. Se vuoi puoi pugnalare il corpo di Caio o porre del cianuro nel caffè di Tizio, ma non li “puoi ammazzare”.

Infatti il loro corpo cesserà di vivere nel piano terreno, ma Caio e Tizio continueranno a vivere, pienamente coscienti, nei mondi sottili. L’unica cosa che avrai fatto è stato creare una causa che prima o dopo manifesterà i suoi effetti che ti colpiranno personalmente. Per questo, in qualche vita, il tuo corpo morirà per mano di qualcuno o per qualche incidente. Il famoso detto biblico: “Occhio per occhio dente per dente”, o il popolare: “Colui che di spada ferisce di spada perisce”, non sono basati sulla fantasia, ma sulla Legge di Causa ed Effetto. Ricorda, comunque, che ciò che ti accade non è mai un castigo di Dio (come comunemente viene insegnato), noi, infatti, non siamo mai puniti per i nostri peccati, ma dai nostri peccati!

La Legge di Causa ed Effetto lavora in tutto l’Universo e a tutti i livelli, sia per restituire il Bene che per riscuotere il Male. Per questo sta scritto: “Così come tu semini raccoglierai” (Gal 6:7) e anche: “Le macine del Signore macinano lente… ma fino all’ultimo granello”. Adesso capirai meglio l’avvertimento di San Giovanni Crisostomo quando dice: “Il primo convincimento da suscitare in noi è il fatto che nessuno si danneggia se non da se stesso” (nella: Quod nemo laeditur nisi a seipeo, p. 52/3). Nessuno può farti un danno se tu in precedenza (magari in una vita passata), non hai fatto un danno simile a un’altra persona. Nessuno può rovinare la tua reputazione, né danneggiare i tuoi affari o la tua felicità o la tua casa né qualche altra cosa che ti appartenga. Non è neppure possibile da parte tua causare questi danni agli altri se essi non hanno creato i presupposti perché tu lo possa fare. Non esistono incidenti né casualità. La Legge di Causa ed Effetto protegge ognuno di noi.

La grande maggioranza delle persone si sente incapace di uccidere il suo prossimo; questo è già molto e dimostra come il primo aspetto del Comandamento “Non uccidere” sia rispettato. Nel suo secondo aspetto il Comandamento ci dice che è inutile tentare di danneggiare l’altro o ciò che gli appartiene per mezzo della calunnia, del pettegolezzo e della menzogna. L’unica cosa che si può ottenere, facendolo, è che ci accada ciò che noi abbiamo causato. È come un boomerang che ritorna inevitabilmente verso il punto da cui è stato lanciato. Vediamo ora l’aspetto che riguarda l’uccisione di un insetto o di un animale. Per poter comprendere se la cosa si può fare oppure no bisogna permettere che la Saggezza Divina si esprima attraverso di noi. Cerca sempre di ascoltare la Saggezza divina in te, in special modo quando ti trovi di fronte ad una circostanza in cui la decisione non è facile.

Formula n. 7

Per aiutarti in questo senso abituati a ripetere questa frase: “Divina Presenza in me, possa la tua Saggezza dirigere le mie azioni, il tuo Amore guidare i miei pensieri e la tua Luce illuminare il mio cammino. Avvolgimi nella tua radiosa presenza, ora e sempre, Amen”.

Noi siamo i fratelli maggiori di tutte le forme inferiori alla nostra in cui la vita si manifesta. La vita è una sola e si esprime attraverso tutto ciò che può dare la vita a sua volta. Gli insetti, gli uccelli e gli animali vanno considerati come se fossero esseri umani molto indietro nella loro evoluzione. Un giorno, tra molti, molti millenni, acquistando sostanza e consistenza, esperienza e conoscenza, elevandosi di forma in forma, di regno in regno, arriveranno anche loro ad acquistare la capacità di gestire un corpo simile a quello umano. Nell’evoluzione non si retrocede quasi mai; ci si può fermare o ritardare, deviare o scegliere un cammino diverso, ma non si retrocede.

L’esempio ci è dato dalla nostra Terra. Essa impiegò milioni di anni per trasformarsi da nebulosa in pianeta e quindi per produrre esseri viventi, ma non ritornò mai sui suoi passi. Come il giorno non ritorna mai dalle sette di sera al mezzogiorno precedente, così l’uomo non può perdere quanto ha acquisito per rinascere come animale. Sapendo tutto questo, quando guardate un animaletto pieno di vita, dovreste provare meraviglia e comprensione pensando alle esperienze che sta facendo e quanto gli costi apprendere, muoversi e adattarsi a vivere nel suo mondo assai limitato.

Quando lo schiacciamo col piede gli togliamo la possibilità di fare le sue piccole, ma importanti, esperienze. Questo lo apprenderai meglio quando parleremo della Legge di vibrazione. Comunque ricorda che la Saggezza Divina ci ha resi liberi di agire e di decidere; cerchiamo quindi di considerare gli animali come nostri fratelli minori. Capis co che a volte non è facile, supponiamo, per esempio, che un giorno nella nostra casa pulita, ordinata e riassettata, appaia uno scorpione. Stanchi di vederlo gironzolare, prendiamo una scarpa con la mano e gracc! Fine dello scorpione. Adesso mi dirai: “Va bene la comprensione per gli animali, ma… devo allora lasciare che la mia casa si riempia di questi animaletti?”. No di certo, non puoi e neppure devi permettere che essi rimangano sotto il tuo stesso tetto. Tu, nel tuo ruolo di fratello maggiore hai il dovere di vigilare, di insegnare, di correggere e di frenare i tuoi fratelli minori. Non puoi permettere che aumentino indebitamente e neppure che si introducano in luoghi che non gli appartengono. Non devi neppure permettere che un altro, fosse anche solo un piccolo animaletto irrazionale, abusi di te e della tua casa; anzi, faresti male qualora lo permettessi. È proprio per poter scegliere che tu disponi di una mente che questi esseri non hanno ancora.

Nella Bibbia sta scritto: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: che egli domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e su ogni animale che striscia sopra la sua superficie. E Dio creò l’uomo a sua immagine, a sua immagine Dio lo creò” (Gen. 1:26). Fa attenzione al fatto che la frase “Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”, viene ripetuta per ben tre volte. Quando, nella Bibbia, una frase è ripetuta tre volte significa che il concetto che essa esprime ha identico significato nei tre livelli di interpretazione. In altre parole, non va cercata un’interpretazione metafisica o geroglifica perché la frase esprime già una Verità eterna e fondamentale. Ora, gli animali, o esseri irrazionali, non hanno uno Spirito individuale come gli esseri umani. Hanno ciò che viene chiamato “Spirito di gruppo”, e ogni singolo animale di una data razza appartiene al suo Spirito di gruppo, così come le cinque dita di una mano, pur essendo singole, fanno parte dello stesso uomo. I singoli di ogni specie non sono altro che particelle dello Spirito di gruppo.

È un fatto provato che essi non sono razionali, agiscono infatti secondo direttive già determinate che la scienza chiama “istinto”, tanto per dare un nome a ciò che non comprende. Prendiamo come esempio le api; una parte di esse obbedisce all’istinto di costruire pannelli di cera; un’altra parte, invece, all’istinto di salvaguardare la regina e così di seguito. Ogni ape è guidata dallo Spirito di gruppo delle api che costituisce, per ognuna di esse, ciò che per l’uomo è la capacità di dirigere le varie azioni con la volontà.

Vediamo ora, utilizzando il Principio di Corrispondenza, a quale situazione nel regno umano può essere paragonato questo modo di agire meccanico delle api. Ad esempio, nella costruzione di un edificio, ci sono i manovali che portano i materiali, i falegnami che fanno porte e finestre, gli operai specializzati nel costruire i muri, nel dipingerli o nel decorarli. Tutte queste persone lavorano quasi meccanicamente, secondo delle direttive ben determinate, per costruire qualcosa che sta nella mente dell’architetto. Anche nell’uomo troviamo una corrispondenza; i processi con cui i piedi ci fanno camminare, gli occhi vedere, le orecchie sentire, sono guidati dagli impulsi inviati dalla mente attraverso le linee nervose.

Come trattare gli insetti

Con queste conoscenze, quando incontrerai un insetto fuori dal suo ambiente, frena il tuo primo impulso di annientarlo. Lo Spirito del suo gruppo è intelligente come te ed è parte integrante della Mente universale. Contattalo, quindi, dirigendo la tua mente verso di lui e digli semplicemente: “Tu sei una cellula che si trova fuori dal suo ambiente. Tu non sei in armonia nel mio ambiente. Dio è armonia perfetta. Spirito di Gruppo di questo animale riprendi questa tua cellula con te”. Proverai una grande emozione nel vedere che l’insetto resta immobile, come se ricevesse il messaggio, e dopo qualche istante correrà via, sparirà dai tuoi occhi e non lo rivedrai. Nel caso in cui la tua coscienza nutra dei dubbi su quanto ti ho insegnato, oppure abbia qualche dubbio riguardo a questa Verità o non abbia fatto bene il lavoro e l’animale continui a molestarti, dagli almeno altre tre possibilità. Parla allo Spirito di gruppo e digli con fermezza: “Se non lo allontani da me velocemente dovrò ucciderlo”. Generalmente non ti accadrà di doverlo fare. Sono rari i casi in cui l’animale non si allontana e sono quelli in cui sta cercando la morte perché ha già vissuto le esperienze che doveva vivere. In questo caso (lascia che te lo indichi la Saggezza divina in te) eliminalo con un colpo secco e forte; non lasciarlo mai ancora vivo ad agonizzare. Mentre fai questo, senza violenza, rabbia o disgusto, auguragli di cuore: “Che tu possa evolvere in una specie migliore”.

Ricorda che il valore di ogni gesto dipende dall’intenzione e dal pensiero con cui lo si compie. Ci sono alcune sette, che si definiscono “occulte”, i cui aderenti non mangiano carne. Dicono che il dolore vissuto dall’animale durante l’uccisione contamina l’anima umana; dicono anche che il cibo proveniente dall’uccisione degli animali contamina la natura umana. Il Maestro Gesù negò questo fatto quando disse: “Non è quello che entra nella sua bocca che contamina l’uomo, ma quello che ne esce, poiché quello che esce dalla bocca proviene dal cuore” (Mt 15:11).

Questo fatto ti è già stato spiegato nel Capitolo IV. Pertanto, in perfetto accordo con Mosè, ripetiamo: “Niente e nessuno ci può danneggiare dall’esterno a meno che non lo abbiamo meritato, a meno che non lo accettiamo credendo che sia possibile!” Quando conosciamo questa Verità, e l’accettiamo completamente, niente e nessuno può causarci alcun danno. Se qualcuno trova ancora piacevole mangiare la carne, o pensa che gli sia necessaria come alimento, significa che in lui vi è ancora una parte di natura animale.

Non è ancora giunto al punto in cui egli possa eliminare un simile alimento, questo è tutto. Chi si limita a mangiare frutta e verdura non da certo una prova d’elevazione spirituale; se ciò dipendesse solo dagli alimenti chissà quanto spirituali sarebbero gli erbivori in genere! Mentre ci si addentra nello studio della Metafisica, e si inizia a comprendere la costituzione dell’universo e ad osservare le sue Leggi, anche le cellule del corpo si modificano diventando più pulite e luminose. Come esposto nella famosa massima “Come in alto, così in basso”, il miglioramento del mondo del pensiero comporta pure una evoluzione del corpo.

Prima o dopo ogni studente sentirà di non avere più bisogno della carne e la eliminerà dalla sua alimentazione senza che niente e nessuno lo forzi a farlo. Vale anche la pena di ricordare come secondo la Legge di Vibrazione è impossibile che una vibrazione assai bassa possa dominarne una elevata. L’animale vibra ad un livello inferiore a quello dell’uomo, come potrebbe quindi danneggiarlo? Vi è solo una condizione in cui potrebbe farlo: quando l’uomo stesso fosse convinto che un simile cibo gli possa far male. Nel momento in cui lo crede, significa che accetta questo fatto e perciò sceglie di sottomettersi ad una legge inferiore a quella che governa il genere umano.

NON RUBARE

Il secondo aspetto, metafisico o superiore, di questo Comandamento dice in modo chiaro: “Non puoi rubare!. Non ci provare, non ci pensare neppure perché è impossibile farlo”. Nessuno, infatti, può toglierti qualcosa che ti appartiene. Potranno tentare, e magari riuscirci; in questo caso, però, sei stato tu che lo hai permesso perché ignori la Legge e sei perciò convinto che possano rubarti qualcosa. Se ciò fosse possibile perderesti definitivamente l’oggetto. Se, invece, conosci la Legge e conformi il tuo pensiero alle sue Verità, nessuno potrà rubarti qualcosa. Sperimentalo tu stessa. Non credermi alla cieca fintanto che non lo avrai sperimentato. Prova ad affermare la Verità, ad affermare: “Ciò che possiedo mi è stato dato dalla Legge e nessuno me lo può portar via.

Ciò che ho perso mi appartiene e lo ritroverò”. Lavorare con la Verità è una cosa facile, è una delle lezioni più facili da apprendere. Il tuo corpo attuale contiene tutti gli elementi primitivi di questo pianeta; contiene terra, acqua e aria così come molte altre sostanze. Ciò che tu possiedi ora, siano essi oggetti oppure esperienze o conoscenze, lo hai accumulato durante migliaia e migliaia di anni, vivendo in forme progressivamente più complesse fintanto che hai raggiunto la forma umana. Quando eri soltanto una larva nell’acqua, hai appreso come cercare il cibo e come utilizzarlo per alimentarti. Poi, dopo molto tempo, hai incominciato a muovere i tuoi primi passi sulla terra ferma e divennero automatici molti dei tuoi processi vitali, tra cui la digestione e l’assimilazione. Queste, ormai, sono delle abilità acquisite che non potrai perdere mai più. Sono proprio le conoscenze e le abilità acquisite che danno ad una creatura il diritto di occupare un punto più avanzato nell’evoluzione. Comprendi, ora, perché non si può retrocedere in una specie inferiore? Fa parte della legge dell’evoluzione.

Osservando una creatura appena nata può sembrare che essa debba apprendere di nuovo tutto quello che ha acquisito nelle vite precedenti; sembra quasi che abbia dimenticato come camminare, parlare, mangiare, ecc.. Questa, comunque, è solo un’apparenza e niente più. In realtà quella creatura deve solo ricordare, non apprendere di nuovo. Certi processi come mangiare, digerire, muoversi, piangere, ridere, vedere e ascoltare, sono già acquisiti e funzionanti fin dai primi giorni di vita perché sono stati memorizzati nel subconscio. Anche l’abilità nel fare certe cose, oppure la genialità di pensiero, sono il frutto di passate esperienze accumulate nelle vite precedenti. Questo è il motivo per cui certe cose risultano assai facili per alcuni mentre sono difficili o impossibili per altri. Quindi il ragazzo intelligente, ma pigro negli studi, sta solo manifestando insofferenza per dover tornare a ripetere un’esperienza già fatta in una o varie vite anteriori. Non c’è di che preoccuparsi. Va lasciato tranquillo, ci penserà il tempo a fargli ricordare quello che ha immagazzinato nel subconscio. Generalmente al momento degli esami il ragazzo ricorderà il necessario per passare tranquillamente, come coloro che hanno studiato tutto l’anno. Questo confonde i genitori e gli insegnanti, ma è una prova a favore della Legge della rinascita.

La legge della Rinascita

Va precisato che la rinascita esiste, ma non è obbligatoria. Il libero arbitrio esiste nel mondo materiale così come in quello spirituale, quindi, come sulla Terra ogni individuo approfitta delle opportunità o se le lascia sfuggire, in accordo col suo carattere e il suo desiderio, così nel piano Astrale (il regno delle Anime o Spiriti disincarnati), ognuno è libero di approfittare o meno di questa possibilità che gli si offre per avanzare. Come gli uomini sono liberi di scegliere una professione o l’indirizzo degli studi, di lavorare per il proprio sviluppo o vivere senza tante ambizioni, così le anime sono libere di tornare nel mondo materiale fare un altro passo in avanti in modo da fare nuove esperienze, pagare conti pendenti (chiamati “debiti karmici”) e riscuotere beni meritati.

Oppure, se lo preferiscono, possono restare nei mondi sottili tutto il tempo che desiderano. Nessuno le obbliga. Ma prima o poi il desiderio di fare qualcosa per gli altri, e per se stesse, le induce a rinascere nuovamente. Questa scelta permette nuove esperienze e possibilità ma, come tutti sanno, sulla Terra l’esperienza e la conoscenza costano non poca fatica. Ogni nuova conoscenza ed esperienza rimane nostra per sempre, come un diritto acquisito, comprato e pagato. Diciamo che questi possessi sono riposti nella nostra coscienza e non possono né essere persi né venire rubati. Nessuno può togliere a qualcuno l’intelligenza, il talento, le facoltà e la conoscenza.

Ma vi è un fatto ancor più straordinario: siccome ogni acquisizione viene fatta attraverso un’esperienza, e questa è accompagnata da oggetti, strumenti, mobili, denaro, proprietà, ecc., tutto ciò che l’esperienza passata ci ha insegnato ad usare, sia esso un tavolo, delle stoviglie, degli indumenti, dei gioielli, del denaro, delle coperte o perfino una scatola di fiammiferi, rimane in essenza, registrato e archiviato nella memoria individuale. Perciò, avendo acquisito tutto ciò nella nostra coscienza ce lo portiamo appresso ad ogni nuova rinascita. Queste “acquisizioni”, abilità od oggetti che siano, un momento o l’altro appariranno nella nostra vita, sia che noi lo desideriamo oppure no. È per questo motivo che alcuni nascono nell’opulenza e altri in miseria.

Ognuno nasce nella condizione che gli compete; la condizione che egli stesso ha registrato nella sua coscienza. La Legge di Causa ed Effetto si incarica di destinare ad ognuno ciò che gli spetta di diritto e il posto più opportuno nel mondo, senza alcuna ingiustizia. A questa legge si riferì il maestro Gesù quando disse: “Non accumulate tesori sulla terra, dove la polvere li corrompe e dove i ladri rubano e rovinano, ma accumulate tesori nel cielo dove né la polvere danneggia, né la ruggine corrompe e neppure i ladri rubano e rovinano; perché dove starà il vostro tesoro lì sarà il vostro cuore” (Mt 6:19-21). Ovviamente questa, come tutte le massime bibliche, racchiude tre livelli di significato: il primo materiale, il secondo mentale e il terzo spirituale. Come si vedrà, non c’è alcun motivo di vivere temendo i ladri. Se finora hai vissuto tremando al pensiero che ti rubino le tue proprietà; temendo che di notte o quando ti assenti i ladri entrino nella tua casa; temendo che qualcuno ti inganni nel commercio perché ti hanno detto che vi sono molti ladri e truffatori, ecc., rilassati perché puoi vivere tranquillo.

Nessuno potrà portarti via neppure uno spillo se questo ti appartiene per diritto di coscienza; se lo possiedi perché lo hai meritato in qualche vita passata. Se qualcuno ti danneggiasse (cosa possibile se il tuo timore persiste mentre stai acquistando queste nuove conoscenze), se qualcuno ti rubasse qualcosa o perdessi qualche oggetto, pronuncia immediatamente la Verità: “Niente di ciò che è mio, per diritto di coscienza, può perdersi o essere rubato”. Mantieniti tranquillo, non pensarci più e vedrai che ritroverai ciò che possedevi perché qualcuno te lo riporterà, oppure qualcuno te ne regalerà uno uguale o ne troverai uno simile. Tutto ciò che “possiedi veramente, ovvero è tuo per diritto di coscienza”, è registrato nel tuo archivio mentale, come l’originale di un documento, ciò che vedi all’esterno è solo una copia e, come tale, se ne possono fare delle altre. Ricorda che ciò che è veramente tuo non si può separare da te. Non credere ciecamente a quello che hai appena letto. Provalo prima di persona. “Per i suoi frutti lo riconoscerai” (Mt 7:16).

NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA

Molte persone si meravigliano perché, a parer loro, Mosè non ha dedicato particolare importanza alla menzogna, e pensano che dovrebbe esistere un undicesimo Comandamento che dice: “Non mentire”. Essi pensano che, probabilmente, il riferimento alla menzogna è racchiuso nel Nono Comandamento mentre, invece, fu inclusa, e trattata ampiamente, nei Comandamenti Uno, Due e Tre, come vedremo più innanzi. La menzogna non fu trascurata da Mosè come se avesse poca importanza; anzi, l’intero Sepher Bereshit (libro della Cabala), essendo un’esposizione metafisica della Verità, è un monito contro l’apparenza e le false convinzioni che l’umanità continua ad accumulare. Sarà forse perché nei Dieci Comandamenti non appare un ordine specifico contro la menzogna, che gli uomini continuano a mentire a seconda della loro convenienza? Se così fosse lo faranno ancora per poco tempo perché tra poco conosceranno i danni che stanno facendo. Non dire falsa testimonianza è un ordine che si riferisce a ciò che uno dice; è un ordine che afferma il fatto che comunque la Verità verrà a galla e la Legge farà apparire l’inganno a danno di colui che cerca di sostenere il falso.

Non riportare mai una falsa testimonianza sulle persone o le cose di questo mondo. Non potrai farlo per quanto ci provi, non farai altro che parlare di te e di quanto alberga nell’animo tuo. In tempi di elezioni vediamo come i partiti cerchino, con tutti i mezzi, di screditarsi tra loro lanciando calunnie, false testimonianze e infamie; i vincitori salgono al governo sicuri di aver sconfitto gli avversari. Ma ciò che hanno fatto è stato solo accumulare testimonianze della loro falsità. Per i loro frutti li riconoscerai o, come disse Emerson, “Quello che sei grida tanto forte, che non riesco a sentire quello che mi dici”. Perciò questo Comandamento ti avvisa; ti mette in guardia dicendoti che ciò che tu vedi negli altri e nel mondo non è altro che la tua immagine riflessa.

Se trovi “buono” e “bello” ciò che vedi significa che il tuo sguardo riflette la pulizia e la purezza della tua anima. Se dichiari “brutto” o “cattivo” ciò che è intorno a te, le tue parole denunciano le brutture dell’anima tua. Ricorda ciò che hai studiato nel primo capitolo; hai imparato che il vero “Sé” di ogni uomo è sano, bello, perfetto e possiede tutte le virtù e bellezze del suo Creatore. Egli fu infatti Creato a Sua immagine e somiglianza. Hai anche appreso che questo “Sé” è la Verità, la tua Verità e quella di tutti e, se l’umanità sta mostrando il contrario, significa che l’uomo non conosce ancora il grande potere creatore del suo pensiero. Tutto ciò che pensiamo si manifesta poi nelle situazioni che incontriamo nella vita. Man mano che procedi in questo studio apprenderai a pensare nel modo corretto e inizierai perciò a modificare in meglio il mondo che ti circonda. La nostra ignoranza non prova che il Padre è stato un cattivo educatore!Prova unicamente che l’umanità è come un bambino che deve crescere e imparare tante cose. Se dai al tuo bambino una palla di creta perché faccia delle statuine non pensi di certo che egli creerà delle opere d’arte. Comunque se continua a farne imparerà e ne farà sempre di migliori.

Studiando la Metafisica stai imparando a conoscere quelli che si possono definire “errori mentali”, nel contempo stai imparando a dirigere il tuo pensiero in modo da creare delle situazioni sempre più positive. Quello che ti succede nella vita e nel corpo è solo il risultato di qualcosa in cui credi, alcuni lo chiamo una “credenza”. Il tuo corpo e il tuo ambiente non sono altro che lo specchio in cui si riflette lo stato della tua mente e della tua anima. Per questo motivo non ti potrà mai accadere qualcosa se non esiste già nella tua mente. Se desideri cambiare la tua vita e ciò che ti circonda devi modificare le tue idee e il tuo modo di pensare.

La Legge di corrispondenza afferma che “Come è in alto, così è in basso”, perciò ribadisce il fatto che ciò che ti accade nel mondo materiale riflette ciò che è contenuto nella tua mente. Con gli studi precedenti hai anche appreso la Verità riguardo il mondo e ciò che esso contiene. Osservando ciò che ti circonda potrai sapere se i tuoi occhi ti mostrano la Verità oppure una “falsa testimonianza”. Sai anche che quando inizi ad affermare la verità, la falsa testimonianza si annulla per lasciare il posto a ciò che è vero, bello e buono.

Pensando e decretando la Verità vedrai cancellarsi la menzogna come per magia; essa, infatti, non ha alcun potere se non quello che il tuo pensiero e la tua “convinzione” gli danno. Disse al proposito Gesù di Nazareth: “E conoscerete la Verità e la verità vi renderà liberi” (Gv 8:32). La Verità afferma che il tuo Sé è perfetto così come tutte le cose create da Dio. Tu sei una figlia di Dio. Ogni volta che affermi “Io sono” aggiungendo qualcosa di negativo, brutto o cattivo, lo fai dire al Dio che vive dentro di te, gli rendi falsa testimonianza e ciò ti porterà danni, disarmonie e malattie. In altre parole quando dici: ”Io sono malato”, “Io sono sciocco”, ecc., colleghi l’Io sono in te, ovvero la presenza di Dio, con qualcosa di materiale, non buono e non bello che non rappresenta la verità assoluta, ma solo una falsa testimonianza percepita dai nostri sensi fisici. Afferma invece la Verità del tuo Essere, Afferma che sei forte, sana, bella e robusta; afferma che Dio è tuo Padre e ogni giorno ti offre tutto ciò di cui hai bisogno.

Questa è la Verità del tuo Essere, e affermandola, vedrai che le “false testimonianze” in te, negli eventi quotidiani e nelle persone che ti circondano si ridurranno sempre di più. A volte i religiosi ci parlano delle “offese” che noi possiamo recare a Dio e ciò è addirittura ridicolo. Dio non può essere offeso da nulla e da nessuno. Si può provarci, ma senza il benché minimo risultato perché la Luce e il Bene in assoluto non possono essere alterati da nulla e nessuno. Chi pensa che l’uomo possa offendere Dio pensa anche che il graffio di una formica possa causare un dolore alla montagna su cui si sta arrampicando.

NON DESIDERARE INTENSAMENTE

Quando si forma un’idea nella Mente Divina contiene già in sé tutto quello che può essere necessario per il suo sviluppo. Non è concepibile che Dio possa ideare qualcosa e poi darlo agli uomini affinché essi, spremendosi le meningi, possano migliorarlo o risolverne gli eventuali problemi! Questa potrebbe essere la caratteristica di un cruciverba ideato per ammazzare il tempo, ma non dell’infinita Saggezza, Amore e Giustizia, specialmente se si tratta del piano di evoluzione delle creature che Lui stesso ha generato. L’Universo è basato sull’ordine. Si può vedere come tutte le sue parti si relazionino nella perfetta armonia. Basta guardare il Sole e i benefici che ne riceve la Terra girandole attorno. Quando si acquisisce la consapevolezza che Dio dà, in ogni istante e ad ognuno, ciò di cui ha bisogno, allora si può comprendere il Salmista ed affermare con lui: “Il Signore è il mio pastore… nulla mi mancherà” (Salmo 23). Se qualcosa ti è superfluo, significa che qualcun altro ne sta avendo bisogno.

La natura detesta gli spazi vuoti

La natura detesta gli spazi vuoti. La stessa aria, lo spazio dove non vi è alcun oggetto, è piena di atomi di ogni specie pronti a comporsi tra loro al momento opportuno. Questo perché la vita scorre cercando l’opportunità di creare nuova vita. Questo è il suo incarico, ed essa non perde occasione per compierlo. Lascia un po’ di terra in un posto qualunque nel quale possa ricevere umidità, e dopo poco tempo vedrai spuntare una pianticella. Se lasci un bicchiere con dell’acqua non tarderà a riempirsi di piccoli microrganismi.

Prima che una donna concepis ca un figlio, il suo ventre è già pronto per ricevere l’ovulo, per alimentarlo e proteggere il feto fintanto che si trasformerà in un piccolo essere umano, sano e completo in ogni sua parte. L’uovo di un insetto, di un rettile o di un uccello, racchiude già tutto quello che può servire per la formazione di una creatura dotata di tutto ciò che le sarà necessario per crescere nel suo ambiente. Lo stesso dicasi di ogni seme vegetale. Quindi, se esiste una preparazione tanto accurata e amorosa, un’attenzione tanto accurata e minuziosa, significa che le idee di Dio sono complete e non è possibile che manchi loro qualcosa. Tutto ciò che serve per una nuova creatura è previsto nei dettagli e tutto ciò che è stato creato viene messo a sua disposizione. “Non desiderare intensamente”, dice il Comandamento.

Questo significa che non devi invidiare ciò che un altro possiede, né diventare ansioso perché tu non ce l’hai e neppure rassegnarti a non possederlo. Ciò che ti serve, infatti, esiste per te ed è già tuo. Il tuo mo ndo contiene già tutto, non hai perciò alcuna ragione di lottare per averlo. Basta che tu lo chieda, lo reclami come un tuo diritto e ringrazi anticipatamente come se lo avessi già ricevuto. Non sta forse scritto nella Bibbia: “Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate” (Mt 6:8) ed anche : “Chiedete e vi sarà dato” (Mt 7:7).

Quanto desideri una cosa, o quanto essa ti è necessaria, indicano con quanta energia quella cosa sta cercando di entrare nella tua vita. Essa è come un regalo e non la devi pagare. Quando senti la necessità di qualcosa, significa che è già pagata o meritata. Chiedila, però prima ringrazia il Padre per tutto ciò che ti ha già donato. Può darsi che ciò che tu hai chiesto ti arrivi per le vie naturali o per mano di qualcuno; potrebbe anche giungerti come un miracolo. Una volta, mentre mi trovavo a New Orleans dove non avevo alcuna conoscenza, rimasi senza denaro a causa del mancato arrivo di un assegno che aspettavo.

Non mi restava neppure un centesimo , era sabato sera e le banche non avrebbero aperto fino a lunedì. Io, però, conoscevo la Verità e la dichiarai affermando: “Il mio mondo contiene tutto; nella Creazione non manca nulla. Io ho già tutto quello di cui ho bisogno. Grazie Padre per avermi ascoltato”. In quel momento vidi un foglio verde che volteggiava nell’aria e veniva verso di me. Mi si incollò alla caviglia e nell’abbassare la vista mi resi conto che era un biglietto da cinque dollari. Senza dubbio sfuggì a qualcuno. Aspettai con il biglietto nella mano per vedere se qualcuno lo stesse cercando ma non vidi nessuno. Quel denaro, giunto in modo miracoloso, mi bastò per pagare il taxi che, il lunedì seguente, mi portò alla banca dove mi attendeva l’assegno.

I miracoli accadono ancora

Si pensa che i miracoli siano una grazia speciale che Dio accorda soltanto in condizioni particolari, come ingenuamente credono i religiosi. Ciò non è vero, i miracoli potrebbero ancora accadere se le persone conoscessero la Verità, la studiassero e la applicassero in tutti i campi della loro vita.

Ci è stato insegnato a chiedere, ma non a vivere come dovremmo per ottenere ciò che chiediamo.

Nessuna Legge divina può modificarsi per assecondare qualcuno o fare eccezioni. Il mio Maestro diceva che, se la Legge di gravità si arrestasse un istante, per impedire che un personaggio importante, buttatosi dal 10° piano perdesse la vita cadendo al suolo, non accadrebbe un miracolo, ma vi sarebbe il caos universale.

NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO

I primi tre Comandamenti si possono riunire in uno solo. Essi si riferiscono ai rapporti tra ”uomo e Dio e ora ne faremo una valutazione. Attenzione: i numeri che seguono sono di riferimento per i commenti e non riguardano i passi della Bibbia.

1. Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù. Non avrai altri dei di fronte a me.

2. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra.

3. Non ti prostrerai davanti agli idoli e non li servirai. Perché io il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei Comandamenti.

4. Non pronunciare il nome di Dio invano, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. La prima cosa da ricordare è che quando, nella Bibbia, un concetto viene ripetuto tre volte significa che questo va preso in senso letterale e non simbolico; vale a dire che il suo significato è lo stesso nei tre livelli di coscienza: materiale, mentale e spirituale. Nei Comandamenti citati appaiono tre volte le parole “Signore, tuo Dio”. La prima in riferimento a Dio, creatore di tutto. La seconda si riferisce alla Legge divina. La terza si riferisce al Sé Superiore, che rappresenta Dio in ogni essere umano. Sono, quindi, presentati tre aspetti, o poteri, di Dio. L’Egitto è il simbolo della materia, dell’uomo primitivo che ancora non è in grado di comprendere o accettare il concetto di un unico Dio invisibile. Gli Egizi, infatti, adoravano molte divinità, cioè idoli visibili.

Hermes fece il primo passo per inculcare in loro l’idea di un unico Dio; fu il primo sforzo che servì da impulso ma che non si diffuse. Gli Egizi ritornarono perciò alle loro convinzioni abituali. Mosè giunse per trasmettere un nuovo imp ulso, più forte del precedente: “Io sono il Signore tuo Dio, che ti fece uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile. Non avrete altro Dio all’infuori di me”. Secondo un’interpretazione puramente umana Dio, nella prima frase, sottolinea il fatto di essere un Dio unico e potente in grado di liberare un popolo dalla schiavitù, queste sono le sue parole: “Un Dio unico vi ha liberato dalla schiavitù dei giorni in cui vivevate nelle case dei vostri padroni egizi; questo nuovo Dio si chiama Jehova (Signore) e d’ora in poi non adorerete più alcun idolo”.

Le frasi 2 e 3 precisano in modo inequivocabile che nessun tipo di idolo potrà essere adorato, infatti, proibisce di onorare e adorare qualsiasi cosa che non sia Dio. Lui stesso, infatti, si professa “geloso” e minaccia castighi non solo ai trasgressori, ma persino ai loro figli, nipoti e discendenti. Sarà però molto misericordioso con coloro che gli obbediranno. Passiamo ora al significato metafisico della frase: “ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei Comandamenti”. In una interpretazione più dettagliata possiamo leggere: “Io sono Dio che ti elevo al di sopra delle credenze materiali. Non attribuire poteri ad altra cosa oltre a me. Non dare alcun potere a figure o immagine (anche mentale), non temerle e non rispettarle. Non formare i tuoi giudizi fermandoti alla sola apparenza esteriore delle cose o persone perché, se lo farai, la Legge ti restituirà gli eventuali danni che i tuoi errori avranno provocato agli altri. Se invece seguirai i miei Comandamenti Io sarò con te e la Legge sarà a tuo favore”.

La Bibbia insegna, non ordina

Gli Ebrei, nel corso degli anni, presero le scritture così alla lettera che eliminarono dalle loro sinagoghe qualsiasi tipo di immagine sacra. I loro sacerdoti (i Leviti) arrivarono persino a sentirsi in colpa perché non riuscivano a fare i 600 e più riti quotidiani elencati nel Levitico (libro biblico). In questo modo fecero un grande errore perché La Bibbia è un trattato psicologico e metafisico. È il libro della Verità, che non ordina, ma spiega e chiarisce la Legge. Essa contiene una spiegazione e un consiglio per ognuna delle circostanze che si possono incontrare nella vita a tutti i livelli di coscienza.

La frase (4.): “Non pronunciare il nome di Dio invano”, si riferisce a quanto hai appreso in precedenza, ovvero al fatto che non devi mai affermare qualcosa di negativo utilizzando la particella “Io sono”. Se lo dovessi fare lo farai affermare al Dio in te; porrai dei limiti al Dio in te e pronuncerai il suo Nome invano. Non dire mai che sei brutto, cattivo, negativo; affermare condizioni di cui potresti poi lamentarti perché si sono avverate. Non usare mai, perciò, frasi limitative come, ad esempio: “Io sono debole”, “Io sono malato”, “Io non troverò mai un lavoro”, “Io ho una pessima vista”, ecc. Tutto questo sarebbe infatti un “nominare il nome di Dio invano” e, se lo farai, la Legge ti “farà raccogliere quanto hai seminato”. Ricorda che ciò che si decreta nel nome del proprio Sé superiore; ciò che si afferma sul conto di sé stessi, viene registrato nel subconscio che vedrà di attuarlo nei minimi dettagli.

NON COMMETTERE ADULTERIO

Questo comandamento è anche scritto come “Non fornicare” ed è una pessima traduzione e interpretazione di ciò che Mosè intendeva insegnare. In effetti molte Bibbie moderne hanno sostituito “Non fornicare” con “Non commettere adulterio”, che è molto più vicino al precetto originario. Preghiamo il lettore di tener presente il fatto che questo libro è stato scritto prima che fosse effettuata questa sostituzione (N.d.T). Mosè non usò mai il verbo fornicare e quando prescrisse: “Non commetterai adulterio”, intendeva che nessuno avrebbe dovuto “adulterare ” arbitrariamente la Verità nel trascrivere i Dieci Comandamenti. Purtroppo, invece, questo fu il primo adulterio che si commise. Mosè, essendo un illuminato, un saggio, un esperto della conoscenza dei princìpi Ermetici, non avrebbe assolutamente potuto scrivere un simile precetto che sarebbe contrario alla Legge di generazione sulla quale si basa la vita in tutte le sue manifestazioni.

Un’altra pessima interpretazione del messaggio originale dell’apostolo ed evangelista Matteo, la troviamo nel capitolo 19 versetti dal 4 al 12, ma ne tratteremo più avanti. È un fatto che, ad ogni conoscitore delle Leggi Universali, le cattive interpretazioni bibliche saltano subito all’occhio. Come tutte le Leggi, quella di generazione, funziona in modo automatico in tutti i piani della Creazione, e in ognuno di essi agisce nella forma più appropriata. A livello molecolare, un atomo si unisce ad un altro per formare un elemento seguendo la legge di attrazione, coesione e adesione. Non si sarebbe creato nulla, non nascerebbe nulla, non si evolverebbe nulla se si potesse distruggere il principio per cui il positivo attira il negativo e viceversa. L’adesione e la coesione, infatti, intervengono solo dopo che vi è stata un’attrazione.

Come ogni parte del Creato anche il piccolo atomo ha il suo libero arbitrio, esso è infatti libero di accettare o rifiutare l’unione con un altro atomo, non importa se quest’ultimo è del suo stesso tipo oppure no. L’adesione è la facoltà degli atomi di legarsi tra loro in modo così saldo che la rottura di tale legame può dar luogo a fenomeni in cui compare una grandissima energia: la bomba atomica ne è un classico esempio. Suppongo che avrai già notato come l’attrazione tra gli atomi appaia assai simile a quella che si manifesta tra noi, esseri umani. Questa similitudine ricorda la massima “Come in alto così in basso, come in basso così in alto” e il fatto che “studiando il microcosmo si può comprendere il macrocosmo”. Se gli atomi potessero parlare indicherebbero questo processo di attrazione, adesione e coesione con il verbo “fornicare”, non è forse vero? La stessa cosa dicasi del regno botanico e zoologico, dove dall’unione del polline di un fiore con un altro può nascere un frutto. Appare dunque chiaro che nei piani del Dio Creatore non c’è l’intenzione di proibire o impedire questi processi!

È risaputo che, nell’opporre resistenza ad una Legge naturale, si moltiplica la forza che la regge ed essa cercherà comunque di manifestarsi utilizzando dei canali diversi da quelli abituali. L’unica cosa che si può ottenere non è quindi il suo arresto, ma una deviazione della sua energia. Nel Regno animale la Legge di generazione è strettamente relazionata al sesso, e fintanto che gli umani continueranno a riprodursi attraverso i legami sessuali significa che la loro corporeità fa ancora parte di questo regno. Verrà un tempo in cui l’organismo umano evolverà fino al Regno immediatamente superiore, dove la Legge di generazione funziona in un modo alquanto diverso da quello attuale. Gli esseri umani, allora, non saranno più turbati dal desiderio sessuale e non avranno più alcun desiderio di cibarsi di carne.

La razza umana è destinata a sparire?

A volte qualcuno mi chiede: “E quando tutti gli uomini saranno evoluti, la razza umana scomparirà?”. La risposta è no. Perché? Perché ci sono sempre, dietro di noi, migliaia e migliaia di esseri che stanno evolvendo e prima o poi arriveranno allo stadio umano, così come noi passeremo ad un livello superiore. Tu ti evolvi, si evolve la tua generazione, si evolvono lentamente tutti gli esseri umani, ma altre creature si evolvono con te, eternamente. Gesù disse: “I poveri li avrete sempre con voi” (Gv 12:8). Egli non si riferiva solo a quelli economicamente poveri, ma anche ai poveri di conoscenza, ai poveri in esperienza, ai “poveri” in evoluzione. Questa nostra Era si concluderà con un grande “esame” dell’umanità. Ora i tempi sono vicini e questo esame si fa sempre più prossimo. Esaminiamo insieme alcune affermazioni che, applicate ai nostri tempi, indicano chiaramente la fine di un’Era: “L’ora più oscura è quella prima dell’alba”, “Il moribondo ha un piccolo miglioramento poco prima di morire”, “L’infermo ha un piccolo peggioramento giusto prima di guarire”, “La popolazione della Terra aumenta ovunque in modo straordinario; presto, però, incomincerà a diminuire”.

Una delle risposte che Gesù diede ai suoi discepoli, in riferimento al momento della fine del mondo antico e della nascita del nuovo, fu: “Quando cadrà il manto dell’infamia”. Questo significa: che accadrà quando la Verità sarà universalmente conosciuta. Quale Verità? Quella per cui le Sacre Scritture ci furono trasmesse e non le falsità come quella con cui ci è stato presentato il Comandamento “Non commettere adulterio”. Questo è il Comandamento che è stato più stravolto nel suo significato, che ha reso possibile il maggior numero di abusi e distorsioni mentali, che ha causato distorsioni sessuali, mali fisici, disonori, vergogne e castighi. E tutto questo per la sostituzione arbitraria di una parola.

Mettendo in risalto il sesso si è richiamata l’attenzione su di esso, e facendolo passare come cosa sporca e proibita se ne è grandemente distorto il vero significato. In questo modo l’energia dovuta alla Legge di generazione è divenuta sempre più forte e ha cercato altre vie per potersi scaricare. Ne vediamo oggi gli effetti più deleteri. Tutti voi avete visto i bonsai: quegli alberelli giapponesi, nani, ritorti in modo incredibile. Li guardiamo perché sono particolari e li ammiriamo come tali, ma ciò non toglie che siano un attentato contro la natura, come lo è un uccello in gabbia o un animale incatenato. Ben sappiamo, infatti, che tutto ciò che è proibito acquisisce un’attrattiva del tutto particolare. Questo è quello che purtroppo è accaduto tentando di frenare la Legge di generazione; mettendola, ad esempio, come ragione di fondo del peccato originale (si veda la mela di Eva) e alterando i testi ispirati che ne parlavano. Tutto ciò è stato fatto per ignoranza e con l’intenzione di esercitare potere e dominio sopra gli altri.

Per il Maestro Gesù il dogmatismo fanatico era ancor più ripugnante e degno di castigo che la sregolatezza sessuale e lo espresse quando disse: “Guai a te Corazin, guai a te Betsaida, vi dico che per Tiro e Sidone vi sarà un castigo più tollerabile che per voi” (Mt 11:22). Corazin e Betsaida erano città bibliche. Ogni nome di popolo o di città, riportati nella Bibbia, è simbolico. I nomi Corazin e Betsaida simboleggiano il dogmatismo e il fanatismo mentre Tiro e Sidone le deviazioni sessuali. Gesù, quindi, disse testualmente che sono maggiormente tollerati i peccati sessuali che non la posizione dei fanatici e dei dogmatici. In altre parole appare come i fanatici religiosi sono considerati più colpevoli che non le prostitute.

Torniamo ai riferimenti, fatti all’inizio del capitolo, agli scritti di san Matteo, capitolo 19, versetti 3-12. Li riporto interamente: Allora gli si avvicinarono alcuni farisei e gli chiesero: “È lecito per un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?” Ed Egli rispose: “Non avete letto che il Creatore all’inizio li creò maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, che l’uomo non lo separi!'” (Mc 19:3-6). Gli obbiettarono: “Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di mandarla via?” Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma all’inizio non fu così. Perciò io vi dico:

Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio” (Lc 16:18). I traduttori ecclesiastici inserirono la clausola “se non in caso di fornicazione” perché ciò faceva comodo per i loro giochi di potere (vedi anche Mt 5.32). Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna non conviene sposarsi”. Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi (uomini senza pene, N.d.T.) che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi così dagli uomini; infine ve ne sono altri che si sono fatti eunuchi per il Regno dei cieli. Chi può capire, capisca…” (Mt 19:10-12). Se siete capaci di recepire questo messaggio avrete compreso il vero significato di questo Comandamento e come esso non abbia nulla a che vedere con la Legge di generazione ed è per questo che gli Apostoli commentarono: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna non conviene sposarsi”, che sarebbe a dire: “non c’è motivo per sposarsi se all’inizio furono fatti una cosa sola”, ossia, se già all’inizio l’uomo e la donna erano una cosa sola.

Per ognuno di noi esiste l’anima gemella

Ogni cellula che esce dal seno di Dio è per metà positiva e per metà negativa. Nel linguaggio degli umani e nel piano umano, la cellula primitiva o atomo originale è femminile e maschile. Questi due sessi sono entità separate, indipendenti, destinati a formare una coppia un giorno o l’altro. Nonostante ciò, ci sono quelli che non desiderano separarsi. Questi sono quelli che Matteo chiamò “eunuchi per il Regno dei cieli” (Mt 19:12). È altamente confortante per colui o colei che si ritrova solo nel cammino della vita, o che si considera infelice perché sposato con la persona sbagliata, sapere che in questo preciso momento, non importa se incarnata o disincarnata, esiste la sua anima gemella; l’altra sua perfetta metà, che aspetta di unirsi a lui o a lei, e sapere che ha tutto il diritto di reclamare questa unione.

Questa nostra anima gemella è esattamente quello che cerchiamo e desideriamo, quello che ci conviene per perfetta affinità. Molte volte in vite passate ci siamo incontrati, ci siamo uniti, ed è questo ricordo che ci fa vivere cercandola. Se essa appartiene a un defunto ci uniremo a lei quando deporremo questo corpo terreno; se è incarnata niente e nessuno può mantenerci separati. La legge regola tutto armoniosamente e ce la farà incontrare se lo chiederemo “in accordo con la volontà divina, guidati dalla grazia e in modo perfetto”. Anche la Legge che dichiara: “Quello che Dio ha unito che nessun uomo separi” (Mt 19:6) è giusta, però è errata la sua interpretazione. Si crede che si riferisca al legame contratto con il matrimonio fatto in chiesa. Non è così. Abbiamo già visto che si riferisce all’unione originale della coppia primitiva, simboleggiata da Adamo ed Eva. Con questo non vogliamo di certo appoggiare il divorzio. Vogliamo solo portare un messaggio di consolazione offerto dall’infinita bontà di Dio nostro Padre che ci conforta dicendoci: “Non temere bambino mio, hai il mio amore da sempre e per sempre”.

Perché tante parabole?

Mentre Gesù viveva tra noi era anche cosciente in un piano superiore al nostro. Per poter trasmettere quanto conosceva al nostro livello dovette perciò utilizzare il linguaggio di coloro che lo circondavano; questo è il motivo per cui il Suo insegnamento avvenne mediante le parabole che potevano, e possono, essere comprese da qualunque persona senza riguardo al suo livello culturale. Il riferimento agli eunuchi è quasi una parabola. Metafisicamente, coloro che si fanno eunuchi per il regno dei cieli sono coloro che anelano ad apprendere, elevarsi e studiare per poter comprendere gli insegnamenti anche ad un livello superiore. Per questo Gesù disse: “Chi ha orecchi per intendere, intenda” (Mt 11:15, Mt 13:9, Mc 4:9, Mc 4:23), ecc.). Vi sono nelle Sacre Scritture dei passaggi che possono essere compresi soltanto da chi è pronto a riceverli; che hanno significato soltanto per coloro che sono in grado di comprenderli. Perché? Perché la nostra mente attuale (siamo nella quinta Razza Radice), sta evolvendo da un livello piuttosto basso ad uno superiore. Mentre una parte di essa è ancora legata agli istinti animali e non è in grado di ragionare né di controllarsi, l’altra aspira a conoscere ed elevarsi verso i mondi dello spirito.

Non è facile giudicare con giustizia

Attualmente, è spesso difficile essere giusti ed equilibrati. Ringraziamo il Padre per ogni situazione in cui ci viene data la possibilità di crescere e imparare, e quando dobbiamo esprimere un giudizio cerchiamo sempre di utilizzare quella parte di mente capace di formulare un giudizio logico e non emotivo. In questi casi può essere molto utile ricordare come Gesù si espresse nei confronti della donna sorpresa in flagrante adulterio. In accordo con le leggi d’Israele essa doveva essere lapidata fino alla morte. Il Maestro, però, non espresse alcun giudizio, chiese solo che la prima pietra fosse lanciata da una persona senza peccato e quindi si mise a scrivere per terra con un dito. Gli uomini che l’avevano portata se ne andarono uno dopo l’altro, quando si ritrovarono soli Gesù le disse: “Donna dove sono andati i tuoi accusatori?”. Ella rispose: “Non lo so, Signore”. “Nemmeno io ti condanno: va e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8:9-11), fu la risposta del Maestro.

APPENDICI

COMPRENDERE LA BIBBIA

In questo trattato vengono spesso citati dei brani della Bibbia. Non sempre, però, i lettori conoscono le sigle utilizzate nelle citazioni ed il modo di utilizzarle per fare riferimento al testo originale. Abbiamo perciò pensato di fornire le informazioni necessarie per una sua eventuale consultazione. La Bibbia, detta anche “Libro Sacro” o “Sante Scritture” si presenta a noi come un libro solo ma, in realtà, comprende ben 73 libri! Nell’antichità, infatti, veniva chiamata “Ta Biblía”, che significa “I Santi Libri”. In effetti, la Bibbia, assomiglia più ad una collezione che ad un unico libro. I libri che costituiscono la Bibbia (il primo è il Genesi e l’ultimo l’Apocalisse), sono divisi in due grandi gruppi: il primo si chiama Antico Testamento e il secondo Nuovo Testamento. Per poter fare un facile riferimento ai vari libri, si è pensato di indicare ognuno di essi con una sigla; ne trovate l’elenco più innanzi. Ogni libro è suddiviso in paragrafi, con un numero progressivo.

Ogni paragrafo è suddiviso in versetti, anch’essi con un numero progressivo. Un riferimento biblico, viene perciò fatto con la sigla del libro, seguita dal numero del paragrafo ed il numero del versetto o dei versetti. Ad esempio: “Lc. 2, 5”, indica il vangelo di Luca, paragrafo n. 2, versetto n. 5, mentre “Gv. 6, 4-7”, indica il vangelo di Giovanni, paragrafo n. 6, versetti da 4 a 7. Talvolta i Salmi sono numerati con due numeri, se la vostra edizione è quella dei Settanta o della Volgata, vale il numero più basso, altrimenti quello superiore. Guardate nelle prime pagine del volume per sapere che edizione avete in mano.

Sigle utilizzate per i libri biblici Nota: i libri segnati con * sono stati scritti da S. Paolo. Ab Abdia – Abc Abacuc – Ag Aggeo – Am Amos – Ap Apocalisse – At Atti degli Apostoli – Bar Baruc – Cn Cantico dei Cantici – Col * Lettera ai Colossesi – 1 Cor * Prima lettera ai Corinzi – 2 Cor * Seconda lettera ai Corinzi – 1 Cron Primo libro delle Cronache – 2 Cron Secondo libro delle Cronache – Dn Daniele – Dt Deuteronomio – Eb * Lettera agli Ebrei – Ec Ecelesiaste (o Qoelet) – Ecli Ecclesiastico (o Siracide) – Ef * Lettera agli Efesini – Es Esodo – Esd Libro di Esdra – Est Ester – Ez Ezechiele – Fil * Lettera ai Filippesi – Film * Lettera a Filemone – Fm * Lettera a Filemone – Gal * Lettera ai Galati – Gb Giobbe – Gc Lettera di S. Giacomo – Gd Lettera di S. Giuda – Gdc Giudici – Gdt Giuditta – Ger Geremia – Gio Giona – Gl Gioele – Gn Genesi – Gs Giosuè – Gv Vangelo di S. Giovanni – 1 Gv Prima lettera di S. Giovanni – 2 Gv Seconda lettera di S. Giovanni – 3 Gv Terza lettera di S. Giovanni – Is Isaia – Lam Lamentazioni – Lc Vangelo di S. Luca – Lv Levitico – 1 Mc Primo libro dei Maccabei – 2 Mc Secondo libro dei Maccabei – 1 Mac Primo libro dei Maccabei – 2 Mac Secondo libro dei Maccabei – Mc Vangelo di S. Marco – Mic Michea – Ml Malachia – Mr Vangelo di S. Marco – Mt Vangelo di S. Matteo – Na Nahum – Ne Libro di Neemia – Neem Libro di Neemia – Nh Nahum – Nm Numeri – Os Osea – Pro Proverbi – 1 Pt Prima lettera di S. Pietro – 2 Pt Seconda lettera di S. Pietro – Qo Quolet (o Ecclesiaste) – 1 Re Primo libro dei Re – 2 Re Secondo libro dei Re – Rm * Lettera ai Romani – Rt Rut – 1 Sam Primo libro di Samuele – 2 Sam Secondo libro di Samuele – Sal Salmi (o Salterio) – Sap Sapienza – Sir Siracide (o Ecclesiastico) – Sof Sofonia – Tb Tobia – 1 Tm * Prima lettera a Timoteo – 2 Tm * Seconda lettera a Timoteo – 1 Ts * Prima lettera ai Tessalonicesi – 2 Ts * Seconda lettera ai Tessalonicesi – Tt * Lettera a Tito – Zc Zaccaria

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1) Tratto dal volumetto Sulla Croce, elaborato da alcuni lavori di F. Varetto e G. Filipponio. 2) Tratto da La nuova terra, di Omraam Mikhael Aivanhov,, Edizioni Prosveta, F.B.U. Casella postale 12019 – 20120 Milano. 3) Tratto da: The Dynamic Law Of Healing (Le Leggi Dinamiche della Guarigione), di Caterine Ponder. DeVorss & Co., Publisher, P.O.Box 550 Marina del Rey, Californa, U.S.A. (1983). 3) Tratto da: Le influenze negative, di Amadeus Voldben, Edizioni Sugar. 4) Tratto da: Dio non ti abbandona. Edizioni di Vita Universale.

DEFINIZIONI

AFFERMAZIONE.

È l’asserzione che qualche cosa esiste ed è vera; conferma o ratifica della Verità; dichiarazione solenne. Le affermazioni sono decreti (vedi più innanzi) di una lunghezza considerevole e coprono i dettagli in modo più specifico. Esse affermano l’azione della Verità nell’uomo, nel suo essere, nella sua coscienza e nel suo mondo. Sono generalmente utilizzati insieme alle negazioni sulla realtà del male in tutte le sue forme. Similmente, affermano il potere della Verità che sfida le attività del Maligno. Esempio: “Dio è bene, Dio è tutto, Tutto è bene”.

CANTO LITURGICO.

Il canto liturgico viene utilizzato nei servizi della Chiesa per cantare salmi, cantici, ecc.. È una corta, semplice melodia, specialmente caratterizzato da alcune note singole sulle quali vengono intonati parecchi ritornelli. Nei rituali, siano essi Orientali od Occidentali, il nome di Dio viene cantato più e più volte affinché l’anima dell’uomo si unisca con lo Spirito mediante l’intonazione del nome di Dio. Questo nome, in Sanscrito, viene definito come AUM o AUM TAT SAT AUM, nella Bibbia viene definito come “IO SONO”.

Cantando il nome di Dio, o quello di un Essere superiore, si può entrare in sintonia con il medesimo ed Egli viene chiamato presso colui che canta. Perciò il canto, quando propriamente usato, magnetizza la Presenza, sia universale od individualizzata, della Consapevolezza Divina.

CHIAMATA (LA).

È una richiesta formulata per far intervenire un Essere superiore a presenziare una cerimonia. È anche la chiamata di Dio nei confronti dei suoi discendenti. “E il Signore Dio chiamò Adamo e gli chiese ‘Dove sei?'” (Gen. 3: 9). “Fuori dell’Egitto ho chiamato i miei figli!” (Mt. 2:15). Chiamare significa parlare con voce forte e chiara affinché possa essere udita anche a distanza; significa annunciare o leggere a voce alta e con tono autorevole. Ne è d’esempio il richiamo dalla morte che Gesù fece per Lazzaro, ovvero: “Vieni fuori, Lazzaro!”. La chiamata è il mezzo più diretto per effettuare un comunicazione tra uomo e Dio, e tra Dio e l’uomo. Frequentemente è utilizzata per un’emergenza, esempio “Dio mio, aiutami tu!”, “Arcangelo Michele, ti prego proteggimi!”. Un Iniziato conosce per esperienza che “La chiamata costringe la risposta”, il fatto è convalidato dai seguenti passi biblici: “Egli mi chiamerà e io gli risponderò” (Salmo 91:15) “Essi chiamarono il Signore ed Egli rispose alla loro chiamata” (Salmo 99:6)

DECRETO O AFFERMAZIONE (decretare, decidere, dichiarare, determinare, affermare).

Il decreto è la forma più potente tra tutte quelle conosciute per rivolgersi a Dio. È un comando che un figlio o figlia di Dio emette nel nome del Cristo e della presenza di Dio in lui affinché il volere dell’Altissimo si manifesti come in cielo così in terra. È il mezzo con cui il regno di Dio diviene una realtà, qui e ora, tramite il potere del parla Parola. Un decreto è un’affermazione che viene fatta a voce abbastanza alta (dovrebbe essere udita da chi lo emette), allo scopo di affermare una Verità e negare ciò che appare come male ma in realtà non lo è.

Il decreto è la forma più potente tra tutti quelle conosciute per rivolgersi a Dio. È un comando che un figlio o figlia di Dio emette nel nome del suo Cristo interiore affinché il volere del Padre si manifesti sulla Terra così come si manifesta nei Cieli. È il mezzo con cui il regno di Dio diviene una realtà, qui e ora, tramite il potere della “parola parlata”. Un decreto può essere lungo o corto, di solito inizia con un preambolo e termina con un atto di accettazione. Viene fatto con una voce abbastanza alta da essere udita da chi lo emette e consiste in un ordine che stabilisce una determinata cosa. Segue un bell’esempio di decreto: “Dio è bene, Dio è tutto, Tutto è bene”.

FIAT O GIACULATORIA. È un’invocazione breve e dinamica che generalmente utilizza il nome di Dio, ovvero la particella “IO SONO”. Esempi: “Io sono la Via!”, “Io sono la Verità!”, “Io sono la Resurrezione e la Vita!” Una giaculatoria è sempre una consapevole esclamazioni del Potere, della Saggezza e dell’Amore di Cristo, affermata e accettata “qui e ora”.

INVOCAZIONE. È l’atto di invocare o il chiamare un Essere superiore per ottenere aiuto, protezione, ispirazione, o similari. Serve per invocare la presenza di Dio e, generalmente, si usa all’inizio di una cerimonia pubblica per chiedere che Dio (o qualche Santo o Essere superiore) rilasci potere, saggezza, e amore nei confronti dell’umanità. È anche usata per chiedere che luce, energia, pace e armonia possano manifestarsi in Terra così come lo sono nel Cielo. Esempio: “Divina Presenza in me, possa la tua Saggezza dirigere ogni mia azione, il tuo Amore guidare i miei pensieri. la Tua Luce illuminare il mio cammino. Avvolgimi nella tua radiosa Presenza, Amen”.

MANTRA. È una formula mistica, spesso in Sanscrito, formata da una parola o una frase che viene recitata a memoria o cantata allo scopo di intensificare l’azione dello Spirito di Dio nell’uomo. La sillaba OM, o nome di Dio, è un classico esempio di mantra.

METAFISICA. Significa “al di là di ciò che è fisico”, e indica la scienza che tratta e studia tutto quello che non è percepibile dai sensi. Questa scienza dà una spiegazione logica a tutto quello che non comprendiamo, a tutto ciò che è misterioso e per il quale la scienza ufficiale non dà nessuna spiegazione valida. PREGHIERA. È l’azione con cui un devoto di rivolge a Dio. Può essere formulata come supplica, ringraziamento, adorazione, o confessione. Solitamente consiste in una formula o sequenza di parole usate per pregare. Ne sono un esempio il Padrenostro, l’Ave o Maria, ecc.. PRINCIPIO. È una Legge immutabile nel tempo e nello spazio; una Legge che non manca mai di funzionare e non fa’ alcuna eccezione.

Elaborazione a cura del Dr. Mario Rizzi. 

Possa questo libro aiutare tante anime a eliminare le false credenze che le tengono asservite a necessità, sofferenze e malattie. Ma soprattutto aiutale a camminare sul sentiero che conduce a Te. Mario Rizzi. Quest’ opera è distribuita da www.viveremeglio.org/ con licenza Creative Commons

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