Desidero vivere zen

Desidero vivere zen.

“La tentazione di arrendersi è molto più forte quando si è in prossimità della vittoria.”

Non ho grandi conoscenze dello zen, ma ho quella filosofia zen che in me risale e fa capo alle mie stesse origini animiche.

Noi sappiamo che questa filosofia fu accolta in Giappone intorno all’anno 1200, dove venne coltivata con il nome di zen e che da quel momento in poi, il pensiero zen si è diffuso in tutto il mondo, fino a raggiungere con forza anche la nostra mentalità occidentale, così affaticata e affannosamente alla ricerca di sé …

Qui, proprio per questo, sta avendo ed ha avuto un enorme successo, proprio per la sua grande influenza e come moda o …, beh diciamo curiosità indotta ad opera anche di grandi personaggi del cinema, della musica e dello sport, i quali hanno saputo accogliere nella loro vita di tutti i giorni gli innumerevoli benefici di questa corrente di pensiero.

Lo stesso è accaduto per alcuni personaggi di rilievo del settore finanziario, come nel caso del presidente della Ford Motor, William Ford jr, noto per condividere e seguire il “mantra della redditività”.

Lo zen in realtà ci dovrebbe appartenere, perché è  un aiuto pratico per il superamento delle barriere e delle difficoltà della nostra persona nella quotidianità.

La filosofia zen si basa sull’insegnamento dell’importanza di ogni singolo momento e si regge sul concetto del “qui ed ora”.

Lo zen non  ricerca il senso della vita, ma ci offre un aiuto pratico per il superamento delle barriere e delle difficoltà della nostra persona nelle vicende quotidiane.

Partendo da oggi desidero condividere con voi 29 frasi zen che ci aiuteranno a vivere in modo alternativo, un po’ diverso dal nostro ordinario, proprio per raggiungere un Benessere straordinario.

Accogliendole, avremo la possibilità di cambiare la nostra prospettiva di vita, aprendoci ad una visione molto positiva in cui troveremo tantissime  risposte alle nostre più ordinarie, e perché no, straordinarie, in alcuni casi, domande.

Salita

Beh, per la frase odierna credo che le situazioni a cui appellarsi siano infinite, soprattutto quando la vita, così come la viviamo e come si presenta attualmente, ci porta a respirare e conoscere momenti che paiono veramente toglierci il respiro …

E’ il tempo in cui nulla sembra avvenire in maniera lineare, pur risolvendosi sempre al meglio, il tempo in cui i “così detti problemi” esistenziali paiono proliferare come funghi …

Ma che cos’é per noi un problema? Cosa significa?

Credo che questa domanda possa trovare due possibili risposte, diametralmente opposte nei contenuti, a seconda della prospettiva che vogliamo adottare.

Beh, i problemi possono essere percepiti come ostacoli, come vette altissime e quasi invalicabili, che ci prendono tantissime energie e che sembrano capaci  di demoralizzarci, di farci vedere la vita come un tunnel senza fondo …, capacissimi di abbatterci e costituire una minaccia per la nostra felicità.

In sostanza, uno scomodo ed “ingiusto” impedimento, delle difficoltà impensabili e insostenibili, da cui tenerci lontani  il più possibile e che più cerchiamo di schivare e più sembrano venirci a fare visita.

Questa è la nostra chiave di lettura più facile, più comune, quella che ritroviamo in genere nel modo di pensare personale e di quanti ci ronzano spesso intorno e che, anche senza la nostra richiesta esplicita, ce lo esternano, compatendoci ed esprimendo tutta la propria visione sconsolata della, in questo caso, nostra vita.

Secondo questa modalità di cogliere i problemi, essi ci appaiono come delle difficoltà che vengono a  disturbare il pacifico corso della nostra esistenza: sono fastidi ed ostacoli in grado di irritarci, renderci nervosi e complicarci inutilmente la vita, spingendoci a spostare spesso sugli altri le colpe e le nostre frustrazioni.

Ma c’è anche un’altra risposta, quella che dovrebbe nascere più frequentemente nello spirito indomito del Guerriero della Luce e/ dello sportivo, una visione differente e molto meno faticosa e più stimolante.

I problemi della vita possono essere anche percepiti e accolti come le cime di un monte raggiunto a fatica e quindi come opportunità, come occasioni di crescita, capaci di  rafforzarci come Anime, risvegliarci come persone e svilupparci al meglio come creature in divenire e complete.

Qual è la differenza concreta tra le due diverse prospettive?

E cosa può significare approcciarci alla  vita considerando i problemi come opportunità di crescita anziché come ostacoli?

Beh, fanno sicuramente una certa differenza …

I problemi della vita non esistono per indebolirci, per fare uscire il peggio di noi, ma al contrario per  aiutarci a crescere come persone e consentirci di essere sostegni temerari per noi stessi,coach,  a noi stessi e al prossimo.

Infatti tanto di ciò che do, l’ho sperimentato sulla mia  pelle …

I problemi sono opportunità per vivere appieno la nostra esistenza, per darci di saperla affrontare sempre in tutta la sua intensità e svilupparci compiutamente.

Come in palestra, essi ti allenano e  peso dopo peso, ti forgiano, facendoti cimentare con i problemi della vita: tanto sforzo e fatica nell’immediato, ma nel lungo termine diventi tonico e  più forte.

Se cogliamo quindi i problemi dal primo punto di vista, siamo spinti a pensare che allora, per vivere bene, ognuno di noi dovrebbe cercare di fare del proprio meglio  per evitarsi l’insorgere di situazioni problematiche; ciò sta a significare che se le situazioni critiche ci vengono lo stesso a fare visita, qualcosa è andato storto, perché noi non siamo stati in grado di prevederlo e di evitarlo.

Se poi arriviamo a catalogarlo come inevitabile, arriviamo a pensare che si tratti di una sfortuna o di una maledizione …

L’unica cosa certa nella difficoltà è che ci sentiamo come durante una scalata, una salita sulla cima, quando, improvvisamente lei scompare alla nostra vista, ed allora iniziamo a soppesare le distanze, a valutare i tempi necessari e a fare i conti con il fiato corto, le gambe affaticate, lo zaino che sembra pesi 200 kg e il morale e la determinazione incominciano a vacillare inesorabilmente, tanto che ci viene la tentazione di fermarci e di mollare …

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E’ quello il punto X, il momento più faticoso,  il cui superamento richiede un impegno ed uno spreco di energie che volentieri eviteremmo , anzi che spesso riteniamo di essere ormai incapaci di mettere in gioco.

Quando i problemi insorgono, l’unico punto fermo che ci scatta dentro è che dobbiamo fare di tutto per eliminarli il più rapidamente possibile, per ritornare in breve tempo  a vivere la nostra esistenza libera dalle difficoltà, con ogni cosa al proprio posto.

Questo approccio nei confronti dei problemi della vita è tutt’altro che conveniente, perchè non ci  stimola a procedere e migliorare e a cercare di raggiungere il nostro vero benessere.

Questa prospettiva, nel lungo termine, ci rende inevitabilmente più deboli, remissivi e portati a spostare appena possibile il problema sugli altri.

Ci sono momenti, certe fasi della nostra vita,  in cui  i nostri problemi, per una miriade di circostanze, si moltiplicano in modo considerevole, esponenziale, tanto che, utilizzando un detto popolare, diciamo che solitamente i problemi non vengono mai soli ….

Se entriamo in questa dinamica, schizziamo presto ed entriamo in una visione veramente negativa della vita, delle vere calamite della cattiva sorte, dei perseguitati senza tregua …

Tutto allora diventa una difficoltà, un ostacolo, una sfortuna, con la conseguenza di renderci nervosi, aggressivi, ansiosi, tristi, depressi e preoccupati.

In poco diventiamo delle amebe nelle mani delle vicende che ci accadono a catena …

Siamo dei sopraffatti dei nostri stessi problemi, ci sentiamo impotenti, vulnerabili, sfiniti, stanchissimi di fronte all’insorgere di ogni nuovo pensiero, difficoltà.

Un modo per ridurre la nostra esposizione ai problemi è quella  di scegliere di ritirarci, mentalmente, emotivamente, psicologicamente, fisicamente.

Non sopportando il peso dei problemi, una scappatoia rapida è quella di evitare per quanto possibile l’insorgere di qualsiasi circostanza che possa generarli, quindi il vivere da semi eremiti, in modo da rifuggire da ogni situazione potenzialmente problematica.

Come???

Probabilmente scegliendo di vivere da soli, con pochi amici e attivandoci solo per evitare le situazioni di rischio sul lavoro, come nella vita personale, quindi nel lungo termine, non riuscendo a reggere allo stress, ci si arena e si sceglie di “vivere in maniera estremamente contenuta”.

Questa prospettiva finisce invariabilmente per indebolirci, impedendoci di essere di aiuto e di sostegno a noi stessi e agli altri nel momento in casi particolari e impegnativi.

Ma c’è la seconda modalità, quella attiva e costruttiva sempre …

Si tratta semplicemente di adottare, di fronte a una difficoltà, una prospettiva completamente diversa, puntando non tanto  sulla risoluzione o sul superamento del problema, ma nel muoversi con il giusto atteggiamento.

Il modo in cui ci confrontiamo con le sfide che la vita ci pone davanti fa la differenza.

Non tutti i problemi possono essere risolti, non tutti gli ostacoli possono essere superati, almeno nell’immediato.

Indipendentemente da questo  ciò che davvero conta, ciò che davvero ci aiuta a crescere e a svilupparci come persone è la modalità con cui  ci poniamo  di fronte alla nostra montagna: il problema.

Se in lei vediamo un’occasione, l’opportunità per esprimere la nostra personalità e dar modo alle nostre capacità di mettersi in gioco, qualsiasi paesaggio ci accolga, sapremo viverlo con serenità e con la giusta disponibilità necessari per mettersi in gioco in maniera costruttiva e proficua …

Niente panico, niente stress, il problema è per ciascuno di noi solo una possibilità per essere di sostegno a noi stessi e poi a coloro che  replicheranno le nostre esperienze; ogni fatica non è altro che uno stimolo, in grado di far emergere e sviluppare la nostra persona, uno strumento per farci vivere la nostra esistenza in tutta la sua intensità e mettendo in gioco ciò che siamo e siamo in grado di realizzare, operare, attivare.

Le sfide sono i migliori attrezzi per il nostro allenamento quotidiano, la palestra che la vita ci offre per rafforzare le nostre doti e renderci i migliori strateghi della Luce …

Dovremmo quindi benedire ciò che la giornata ci offre, sempre, vivendo tutto e solo come opportunità per crescere e volare.

Gli allenamenti fisici incrementano la nostra forza fisica, così come le difficoltà personali e mentali incrementano la nostra forza personale e mentale e nel lungo termine ne abbiamo benefici straordinari in termini di crescita personale, di rafforzamento caratteriale e di consapevolezza individuale. Maledire la difficoltà che ci si pone davanti non ci aiuta, non ci accresce e non porta da nessuna parte.

Accettare invece con paziente e amorevole benevolenza la sfida, significa collaborare con il cielo e guardare ad ogni ostacolo in modo positivo, come a un’opportunità di crescita e di miglioramento, un’occasione di sviluppo,che ci può consentire di rafforzarci come persone, come Guerrieri della Luce.
La vita invece ci presenta numerose sfide, sta a noi saperle accettare e cogliendone tutte le opportunità sempre, per essere persone migliori, forgiate dalle dinamiche che mettiamo in atto.

Montagna quindi come sfida o maledizione?

A noi scegliere come viverla ed affrontarla …

Affascinante o maledetta siamo solo noi a determinarlo …

Lei si erge serena e ci chiede solo di metterci in gioco, cercando di mettere in atto le nostre abilità per arrivare alla sua cima …

Impariamo a scorgere oltre e ad apprezzare il bene che si cela dietro ogni cosa, ogni ostacolo grande o piccolo che sia.

Questo articolo è amorevolmente scritto da ti degli Angeli (l’autrice del blog Sotto un Arcobaleno di Luce) con canalizzazione diretta di un Arcangelo o un Angelo quando è specificato, oppure facendosi ispirare da Arcangeli e Angeli.  (Sei libero di condividerlo su un altro sito/blog e mi fa piacere, però per correttezza lascia questa dicitura incluso il collegamento a www.sottounarcobalenodiluce.com . Grazie)

21 Piccole Storie Zen
Liberamente tratte dalla tradizione giapponese

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