Citazioni Sigmund Freud

Citazioni Sigmund Freud

Sigmund Freud Il padre della psicoanalisi nacque a Freiberg, in Moravia, nel 1856. Autore di opere di capitale importanza per la cultura moderna (tra cui L’interpretazione dei sogni, Psicopatologia della vita quotidiana, Totem e tabù), insegnò all’Università di Vienna dal 1920 fino al 1938, quando fu costretto dai nazisti ad abbandonare l’Austria. Morì l’anno seguente a Londra, dove s’era rifugiato insieme con la famiglia. La Newton & Compton ha pubblicato i suoi scritti più importanti, anche nei due volumi Opere 1886/1905 e Opere 1905/1921.

Citazioni di Sigmund Freud

  • Attento Reich, non ho elementi per darle torto, ma non posso sostenerla. Lei si ficcherà in un ginepraio!
  • Cara Signora, deduco dalla sua lettera che suo figlio è omosessuale. Sono molto colpito dal fatto che non usi mai questo termine nel darmi le informazioni su di lui. Posso chiedere perché lo evita? L’omosessualità non è certo un vantaggio, ma non c’è nulla di cui vergognarsi, non è un vizio, non è degradante; non può essere classificata come una malattia; riteniamo che sia una variazione della funzione sessuale, prodotta da un arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili di tempi antichi e moderni erano omosessuali, tra di loro c’erano grandi uomini. (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci, ecc).
  • Ci si potrebbe arrischiare a considerare la nevrosi ossessiva come un equivalente patologico della formazione religiosa, e a descrivere la nevrosi come una religiosità individuale e la religione come una nevrosi universale.
  • [Su Palermo] Città elegante, pulita, estremamente ricca di edifici e dotata di tutto quanto si possa pretendere, quasi come Firenze.
  • […] credo che la ragione principale per cui ci indigniamo contro la guerra è che non possiamo fare a meno di farlo. Siamo pacifisti perché dobbiamo esserlo per ragioni organiche: ci è poi facile giustificare il nostro atteggiamento con argomentazioni.
    […] Orbene, poiché la guerra contraddice nel modo più stridente a tutto l’atteggiamento psichico che ci è imposto dal processo civile, dobbiamo necessariamente ribellarci contro di essa: semplicemente non la sopportiamo più; non si tratta soltanto di un rifiuto intellettuale e affettivo, per noi pacifisti si tratta di un’intolleranza costituzionale, per così dire della massima idiosincrasia. E mi sembra che le degradazioni estetiche della guerra non abbiano nel nostro rifiuto una parte molto minore delle sue crudeltà.
  • Di solito il lavoro onirico simboleggia mediante animali feroci gli impulsi passionali […] che il sognatore teme e quindi, con uno spostamento assolutamente trascurabile, le persone stesse che hanno queste passioni […] il padre temuto mediante animali cattivi, cani, cavalli selvatici […]. Tra gli animali usati come simboli di organi genitali nella mitologia e nel folklore, molti hanno questa parte anche nel sogno: il pesce, la lumaca, il gatto, il topo (a causa del pelo pubico), ma soprattutto il serpente, il più importante simbolo del membro maschile. Piccoli animali, insetti nocivi, rappresentano bambini piccoli, per esempio fratelli indesiderati.[6]
  • Dove sono coinvolte questioni religiose, gli uomini si rendono colpevoli di ogni sorta di disonestà e di illecito intellettuale.
  • [Dopo aver incontrato Albert Einstein] È allegro, sicuro di sé, amabile. Capisce di psicologia quanto io capisco di fisica, per cui la nostra conversazione è stata molto piacevole… Quel tipo fortunato se l’è passata molto meglio di me; da Newton in poi ha trovato sostegno in una lunga serie di grandi predecessori; io invece sono stato costretto ad aprirmi il varco da solo in una selva intricatissima. Non c’è da stupirsi perciò se il mio sentiero non è larghissimo e se non sono andato molto lontano.
  • È vero che la nostra causa sta progredendo dovunque, ma mi pare che Lei sopravvaluti la gioia che io ne provo. Le soddisfazioni personali che possono trarsi dalla psicoanalisi le ho già godute ai tempi in cui ero solo, e il fatto che altri si aggregassero mi ha procurato più fastidi che soddisfazioni. Il modo in cui la gente la accetta e la digerisce non ha mutato l’opinione che m’ero fatta in seguito al loro precedente comportamento, quando respingevano la psicoanalisi senza neppure cercare di capirla. In quel tempo dev’essersi creato tra me e loro un baratro insormontabile.
  • I fratelli Karamazov sono il romanzo più grandioso che sia mai stato scritto.
  • È una grande ingiustizia perseguitare l’omosessualità come un crimine e anche una crudeltà.
  • Il regno della fantasia, per realizzare i propri effetti, deve realizzarsi sull’impossibilità della verifica.
  • Il successo non va di pari passo con il merito. L’America non ha preso il nome da Colombo.
  • In ognuno di noi, attraverso tutta la vita la libido normalmente oscilla tra l’oggetto maschile e quello femminile.
  • L’accettazione della nevrosi universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.
  • [L’omosessualità] fu un fenomeno frequente, quasi un’istituzione munita di importanti funzioni, presso i popoli antichi all’apice della loro civiltà.
  • L’umorismo non è rassegnato ma ribelle, rappresenta il trionfo non solo dell’Io, ma anche del principio del piacere, che qui sa affermarsi contro le avversità delle circostanze reali.
  • La battuta di spirito è in un certo senso il contributo pagato dalla comicità alla sfera dell’inconscio.
  • La scienza non è un’illusione. Sarebbe invece un’illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci.[18]
  • Le convinzioni non si acquistano tanto facilmente. Se raggiunte senza fatica, alla prima occasione, si rivelano prive di valore.
  • Le analogie non dimostrano nulla, questo è vero, ma aiutano a capire.
  • Le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico.
  • […] lo psicoanalista sa bene di lavorare con forze altamente esplosive e di dover procedere con le stesse cautele e la stessa coscienziosità del chimico. Ma quando mai si è interdetto al chimico l’uso delle sostanze esplosive che gli sono necessarie per l’opera sua, a cagione della loro pericolosità?…Credere che si possano vincere le psiconevrosi operando con blandi mezzucci, significa sottovalutare grossolanamente la natura di queste affezioni, la loro origine e la loro effettiva importanza.
  • Nella leggenda del labirinto può essere ravvisata la rappresentazione di una nascita anale; i corridoi aggrovogliati sono l’intestino, il filo di Arianna il cordone ombelicale.
  • Nessun mortale può mantenere un segreto: se le labbra restano mute, parlano le dita.
  • Non credo che i nostri successi terapeutici possano competere con quelli di Lourdes; le persone che credono ai miracoli della Santa Vergine sono molto più numerose di quelle che credono all’esistenza dell’inconscio.
  • Oh la vita potrebbe essere molto interessante, solo che si sapesse e si capisse qualcosa di più
  • […] partimmo venerdì sera dal Südbahnhof, e sabato mattina alle dieci giungemmo a Gorizia, dove andammo a passeggiare sotto un sole splendido, tra le case intonacate di bianco; vedemmo bianchi alberi in fiore, potemmo mangiare arance e frutta candita. […] L’Isonzo è un fiume stupendo.
  • Per il medico vi è una coincidenza di motivi etici e tecnici, i quali gli vietano di concedere il suo amore all’ammalata. Egli deve sempre tener presente la sua meta, che è quella di far sì che la donna, inibita in forza di fissazioni infantili nelle sue capacità amorose, giunga a disporre liberamente di questa funzione per lei inestimabilmente importante: non però perché essa la sprechi durante la cura, ma perché la serbi per la vita reale, quando, concluso il trattamento, le esigenze della vita si fanno sentire.[21]
  • Se le mie deduzioni dovessero far nascere, anche nei miei amici e conoscitori della psicanalisi, l’opinione che io abbia scritto un romanzo psicanalitico, risponderei che io stesso non mi esagero la portata dei miei risultati. Dopo tanti altri, anch’io ho soggiaciuto a mia volta al fascino emanato dal grande ed enigmatico Leonardo.
  • Se non riuscirò a piegare gli dei del cielo, smuoverò le potenze dell’inferno.
  • Sembra confinato nella vita notturna ciò che un tempo dominava in pieno giorno.
  • […] si impara ben presto che essere amati costituisce un fattore positivo tale da giustificare la rinuncia ad altri vantaggi.
  • Siamo ormai d’accordo che nonostante tutto il nostro orgoglio per le nostre conquiste culturali, non ci riesce facile assolvere le richieste di questa civiltà, sentirci a nostro agio in essa, perché le limitazioni pulsionali imposteci significano per noi un grave onere psichico. Ebbene, ciò che abbiamo riconosciuto valido per le pulsioni sessuali vale in uguale e forse maggior misura per le altre pulsioni, quelle aggressive. Sono queste soprattutto che rendono difficile la convivenza degli uomini e che ne minacciano la continuità; la limitazione della propria aggressività è il primo e forse più difficile sacrificio che la società deve esigere dal singolo.
  • [Su Friedrich Nietzsche] Una capacità di introspezione che non è mai stata raggiunta prima da nessuno, e probabilmente non verrà mai più raggiunta da nessun altro.[

Aforismi e pensieri

  • “Psiche” è un vocabolo greco che significa “anima”. Perciò per “psichico” s’intende “trattamento dell’anima”; si potrebbe quindi pensare che voglia dire trattamento dei fenomeni patologici della vita dell’anima. Ma il significato dell’espressione è diverso. Trattamento psichico vuol dire invece trattamento a partire dall’anima, trattamento di disturbi psichici o somatici, con mezzi che agiscono in primo luogo e direttamente sulla psiche umana.
    Questo mezzo è costituito anzitutto dalla parola, e le parole sono anche strumento fondamentale del trattamento psichico. Certo, difficilmente il profano potrà comprendere come le “sole” parole del medico possano rimuovere disturbi patologici somatici e psichici. Penserà che gli si chieda di credere nella magia. E non ha tutto il torto; le parole dei nostri discorsi di tutti i giorni sono solo magia attenuata.
  • Avere pregiudizi spesso si dimostra cosa molto utile.
  • C’è molta gente che crede ai sogni profetici, perché a volte il futuro si realizza come il desiderio lo ha costruito nel sogno. In questo non c’è nulla di strano, tanto più che la credulità del sognatore trascura volentieri le considerevoli differenze che esistono tra il sogno e la sua realizzazione.
  • Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l’attenzione.
  • I sogni cedono il posto alle impressioni di un nuovo giorno come lo splendore delle stelle cede alla luce del sole.
  • Il futuro che ci mostra il sogno non è quello che accadrà, ma quello che vorremmo accadesse. La mente popolare si comporta qui come fa generalmente: crede in ciò che desidera.
  • Inevitabilmente tutti i grandi uomini conservano qualcosa di infantile.
  • L’Io non è padrone in casa sua.
  • L’uomo energico, l’uomo di successo, è colui che riesce, a forza di lavoro, a trasformare in realtà le sue fantasie di desiderio.
  • Lo Stato in guerra si permette tutte le ingiustizie, tutte le violenze, la più piccola delle quali basterebbe a disonorare l’individuo. Esso ha fatto ricorso, nei confronti del nemico, non solo a quel tanto di astuzia permessa, ma anche alla menzogna cosciente e voluta, e questo in una misura che va al di là di tutto ciò che si era visto nelle guerre precedenti. Lo Stato impone ai cittadini il massimo di obbedienza e di sacrificio, ma li tratta da sottomessi, nascondendo loro la verità e sottomettendo tutte le comunicazioni e tutti i modi di espressione delle opinioni ad una censura che rende la gente, già intellettualmente depressa, incapace di resistere ad una situazione sfavorevole o ad una cattiva notizia. Si distacca da tutti i trattati e da tutte le convenzioni che lo legano agli altri Stati, ammette senza timore la propria capacità e la propria sete di potenza, che l’individuo è costretto ad approvare ed a sanzionare per patriottismo.
  • Non è sempre facile dire la verità, specialmente quando si deve essere brevi.
  • Non è tanto facile suonare lo strumento della mente.
  • Quando non riusciamo a capire una cosa, cerchiamo sempre una soluzione di comodo, magnifico sistema per rendere più facile un’impresa.
  • Ricordiamo il vecchio adagio: si vis pacem, para bellum: se vuoi il mantenimento della pace sii sempre disposto alla guerra. Sarebbe ora di modificare questo adagio e di dire: si vis vitam, para mortem: se vuoi sopportare la vita, impara ad accettare la morte.
  • Scherzando, si può dire di tutto, anche la verità.
  • Se nel corso di un solo giorno abbiamo due o più esperienze adatte a provocare un sogno, questo farà riferimento ad un tutto unico; esso è costretto a farne un’unità.
  • Solo i credenti, che pretendono che la scienza diventi il surrogato del catechismo a cui hanno rinunciato, possono biasimare il ricercatore che perfeziona o addirittura modifica le sue concezioni.
  • Un uomo che dubita del proprio amore, può, anzi deve, dubitare di ogni più piccola cosa.

[Sigmund Freud, Aforismi e pensieri, a cura di Massimo Baldini, Newton Compton, Roma 1994]

Al di là del principio del piacere (1920)

Nella teoria psicoanalitica possiamo sostenere senza riserve che l’andamento dei processi psichici è regolato automaticamente dal principio del piacere. Pensiamo, cioè, che esso sia sempre messo in moto da una tensione spiacevole, e che si orienti in modo tale che il risultato finale consista nell’abbassamento di questa tensione, in altre parole con un annullamento del dispiacere o con una produzione di piacere. [Sigmund Freud, Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988]

Citazioni

  • Non possiamo, tuttavia, restare indifferenti al fatto che un ricercatore così acuto come G. T. Fechner abbia formulato un’ipotesi su piacere e dispiacere, ipotesi che nei suoi tratti essenziali viene a coincidere con quella a cui ci ha condotto inevitabilmente il lavoro psicoanalitico. (p. 20-21)
  • Il massimo che possiamo dire è che esiste nella psiche una forte tendenza verso il principio del piacere; ma che tale tendenza è contrastata da certe altre forze e circostanze, di modo che il risultato finale non può essere sempre in accordo con la tendenza al piacere. Possiamo fare un paragone con quanto enuncia Fechner: «Poiché, in ultima analisi, la tendenza a uno scopo non implca di necessità il suo conseguimento, e poiché, in generale, lo scopo si ottiene soltanto per approssimazione…» (p. 22)
  • Il principio del piacere è inerente a una modalità primaria di lavoro dell’apparato psichico, ma che, quando entra in gioco l’auto-conservazione dell’organismo, di fronte a difficoltà che hanno origine dal mondo esterno, esso si rivela fin dall’inizio inefficiente e perfino pericoloso.
    Infatti, quando entrano in gioco le pulsioni di auto-conversazione dell’ io, il principio del piacere viene sostituito dal principio della realtà. (p. 22-23)
  • L’«angoscia» si può definire come una specie di stato di attesa o di preparazione al pericolo, anche se ignoto. (p. 27)
  • La «paura» esige un oggetto ben definito che la possa provocare. (p. 27)
  • Chiamiamo infine «spavento» quella condizione in cui si viene a trovare un individuo a causa di un pericolo cui non era affatto preparato; qui è particolarmente importante il fattore sorpresa. (p. 27)
  • Lo studio dei sogni può essere considerato come il metodo più sicuro per indagare sui processi psichici profondi. (p. 27)
  • L’inconscio – che è come dire il rimosso – non offre resistenze di nessun genere agli sforzi del trattamento. Anzi, per quel che gli riguarda, esso non cerca altro che di abbattere la forza che lo schiaccia, e farsi strada sino ad arrivare alla coscienza, se non pure scaricarsi con qualche azione reale. (pag. 37)
  • Se esiste un «al di là del principio del piacere» è del tutto logico ammettere che ci deve essere stata un’epoca in cui lo scopo dei sogni non era la realizzazione dei desideri. (p. 55)
  • Nell’inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell’inconscio. (pagg. 58-59)
  • Sino adesso, l’esito della nostra ricerca ci ha portato a tracciare una netta demarcazione tra le «pulsioni dell’io» e le pulsioni sessuali; e all’ipotesi che 1e prime spingono verso la morte, mentre le seconde tendono a prolungare la vita. Purtroppo questa conclusione non si rivela soddisfacente sotto molti aspetti persino a noi stessi. (pag. 71)
  • La psicoanalisi, che non poteva evitare di formulare una qualche ipotesi sulle pulsioni, si attenne in principio alla distinzione corrente sintetizzata nell’espressione «fame e amore». In questa distinzione almeno non vi era nulla di arbitrario; anzi, essa permise all’analisi delle psiconevrosi di fare decisi passi avanti. (pag. 81)
  • La nostra concezione, che è stata sin dall’inizio dualista, lo è più che mai oggi, che abbiamo sostituito all’opposizione tra pulsioni dell’io e pulsioni sessuali quella tra pulsioni di vita e pulsioni di morte. La teoria della libido di Jung è, al contrario, monista; il fatto che egli abbia chiamato libido l’unico moto pulsionale che ammette, è destinato a creare confusione, ma non può toccarci in alcun modo. (pag. 84)
  • Diremo allora che il principio del piacere è una tendenza che opera al servizio di una funzione, il cui compito è di tenere l’apparato psichico completamente sgombro da eccitazione, o di mantenervi costante, o al livello più basso possibile, la quantità di eccitazione stessa. (pag. 96)

[Sigmund Freud, Al di là del principio del piacere (Jenseits des Lustprinzips), traduzione di Aldo Durante, Newton Compton editori, 1988]

L’interpretazione dei sogni (1900)

I TRADUZIONE

Dimostrerò nelle pagine seguenti che esiste una tecnica psicologica che consente di interpretare i sogni, e che, applicando questo metodo, ogni sogno si rivela come una formazione psichica densa di significato, che va inserita in un punto determinabile dell’attività psichica della veglia. Tenterò inoltre di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l’oscurità del sogno e di dedurre la natura delle forze psichiche dalla cui cooperazione o dal cui contrasto il sogno trae origine. Interromperò allora la mia esposizione, perché sarò giunto al punto in cui il problema del sogno sfocia in problemi più vasti, che potranno essere risolti solo ponendo mano a un materiale d’altro genere.

[Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni (Der Traumdeutung), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L’Unità/Bollati Boringhieri, 1994]

II TRADUZIONE

Nelle pagine che seguono proverò che esiste una tecnica psicologica la quale rende possibile l’interpretazione dei sogni e che, se tale metodo viene seguito, ogni sogno appare come una struttura psichica con un preciso significato, inseribile in un punto da individuarsi nell’attività mentale della vita da svegli. Cercherò poi di chiarire i processi da cui derivano la stranezza e l’incomprensibilità dei sogni, e di dedurne la natura delle forze psichiche che con la loro azione concorrente o reciprocamente opposta danno origine ai sogni. A questo punto la mia trattazione si interromperà, perché sarà giunta a quello stadio in cui il problema dei sogni si perde in problemi più ampi, la cui soluzione deve essere affrontata sulla base di materiale diverso.

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[SIGMUND FREUD, L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI, TRADUZIONE DI ANTONELLA RAVAZZOLO, IN OPERE 1886/1905, NEWTON COMPTON, 1992]

Citazioni

  • Nei due scritti di Aristotele sul sogno (De divinatione per somnium e De somniis), esso è già diventato oggetto della psicologia: non è inviato dalla divinità, e la sua natura non è divina. In altre parole esso non proviene da una rivelazione soprannaturale, ma dalle leggi dello spirito umano, che è però affine alla divinità. Il sogno viene definito come l’attività psichica propria dell’uomo addormentato. (p. 24)
  • Nell’ingenua opinione di chi si sveglia, il sogno, se pure non proviene da un altro mondo, ci rapisce tuttavia, mentre dormiamo, in un altro mondo. (p. 28)
  • L’esperienza del sogno si presenta come un fatto estraneo, inserito fra due periodi di vita che sono perfettamente contigui e si prolungano l’uno nell’altro. (p. 31)
  • Chi s’interessa di sogni dovrà riconoscere come fenomeno comune, io penso, il fatto che essi testimoniano di nozioni e ricordi che riteniamo di non possedere durante la veglia. (p. 35)
  • Una delle fonti a cui il sogno attinge per la sua attività riproduttiva elementi in parte non ricordati né utilizzati dall’attività psichica dello stato di veglia, è la vita infantile. (p. 36)
  • Il comportamento della memoria durante il sogno è senza dubbio di enorme importanza per ogni teoria della memoria in generale. Esso c’insegna che [citazione di M. W. Calkins]nulla di ciò che una volta abbiamo posseduto intellettualmente può andare del tutto perduto. (p. 40)
  • Se ci richiamiamo al detto popolare i sogni vengono dallo stomaco, ci può riuscire più chiaro che cosa si debba intendere per stimoli e fonti del sogno. Dietro questi concetti si cela una teoria che vede nel sogno la conseguenza di una perturbazione del sonno. Non avremmo sognato, se un elemento perturbatore qualsiasi non fosse insorto nel sonno: il sogno è appunto la reazione a questa perturbazione. (p. 42)
  • Quello di volare, secondo Strümpell, rappresenta l’immagine efficace impiegata dalla psiche per interpretare l’eccitamento proveniente dai lobi polmonari che si alzano e si abbassano durante la respirazione, mentre contemporaneamente la sensibilità cutanea del torace risulta diminuita sino alla totale esclusione di coscienza. (p. 57)
  • Che al mattino il sogno “si dissolva”, è proverbiale. Ma, naturalmente, lo si può ricordare. Difatti conosciamo il sogno solo attraverso il ricordo che ce ne rimane dopo il risveglio; ma molto spesso ci pare di ricordarne soltanto una parte, mentre nella notte esso era assai più ricco. (p. 61)
  • Il sogno è incoerente, riunisce senza esitazione le più grosse contraddizioni, ammette cose impossibili, trascura le nostre cognizioni, così importanti durante il giorno, ci fa apparire eticamente e moralmente ottusi. (p. 71)

[Sigmund Freud, L’interpretazione dei sogni (Der Traumdeutung), traduzione di Elvio Fachinelli e Herma Trettl, L’Unità/Bollati Boringhieri, 1994]

Tre saggi sulla sessualità (1905)

Le aberrazioni sessuali

I traduzione

Il fatto che esistano dei bisogni sessuali negli esseri umani e negli animali è spiegato in biologia con la assunzione di un «istinto sessuale», per analogia con l’istinto di nutrizione (nel caso della fame). Il linguaggio d’ogni giorno, per quanto concerne i bisogni sessuali, non possiede una parola che corrisponda a «fame», mentre la scienza fa uso, a questo proposito, del termine «libido»[33].
[Sigmund Freud, Tre saggi sulla sessualità, traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, in Opere 1886/1905, Newton Compton, 1992.]

II traduzione

Il fatto che nell’uomo e nell’animale esistano dei bisogni sessuali si esprime in biologia supponendo che esista una «pulsione sessuale». In ciò si procede per analogia con la pulsione dell’assunzione di cibo, la fame. Nel linguaggio popolare manca una designazione corrispondente alla parola «fame»; la scienza ricorre alla parola «libido»

[Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, traduzione di Christiane Csopey, RCS Quotidiani, 2010.]

Citazioni

  • Il modo di vedere circa l’istinto sessuale è meravigliosamente rappresentato nella poetica leggenda che racconta della divisione degli esseri umani originari in due metà – l’uomo e la donna – e come queste tendessero sempre a riunirsi nell’amore. (p. 16)
  • La teoria della bisessualità è stata definita nella sua forma più cruda da un apologista degli invertiti maschili; «un cervello di donna in un corpo d’uomo». (p. 22)
  • La teoria dell’ermafroditismo psichico suppone che l’oggetto sessuale degli interventi sia l’opposto di quello verso il quale si indirizerebbe una persona normale. Un invertito, si osserva, è, come la donna, attratto dalle qualità virili del corpo e dello spirito maschili: si sente proprio come una donna alla ricerca di un uomo. (p. 23)
  • Il sadismo e il masochismo occupano una posizione speciale tra le perversioni, perché il contrasto tra attività e passività che li caratterizza è tra gli elementi fondamentali della vita sessuale. La storia della civiltà umana mostra, al di fuori d’ogni dubbio, che esiste un intimo rapporto tra la crudeltà e l’istinto sessuale. (p. 34)

[Sigmund Freud, Tre saggi sulla sessualità (Drei Abbändlungen zur Sexualtheorie), traduzione di Jean Sanders, Leonardo Breccia e Delia Agozzino, TEN, 1989. ISBN 88-7983-074-0]

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